Mazzarri, Guidolin e Ventura, quelli del… “Abbiamo fatto un miracolo”

In Italia esiste una categoria di allenatori, indubbiamente capaci, ma alla lunga pericolosi per le società in cui lavorano. Parlo di quelli per cui se un risultato non arriva è perché il divario rispetto alle altre era troppo netto per essere colmato, e se invece arriva lo si deve considerare un qualcosa di inatteso. In buona sostanza un miracolo dello stesso tecnico.

E’ una strategia non nuova, per quanto alquanto ingenerosa nei confronti dei datori di lavoro, ovvero dei presidenti che fino a prova contraria sono quelli che rischiano in proprio (si potrebbero fare parecchi distinguo ma devierei dal tema). Perché in maniera subdola, e mai chiara, per evidenziare i loro meriti questi signori dicono implicitamente che la rosa messa a loro disposizione è inadeguata per l’obiettivo. La qualcosa oltre a evidenziare le loro doti miracolistiche in caso di buona resa della squadra, spesso e volentieri si traduce in contestazione da parte della tifoseria nei confronti della società quando invece la classifica piange.

Della categoria fanno parte per esempio Mazzarri, Guidolin e Ventura. Aggiungerei Stramaccioni se per il tecnico dell’Inter non mancasse la premessa di base, ovvero la capacità, di cui a livello senior non ha ancora dato prova.

Se ci fate caso a Napoli Mazzarri ha vinto una Coppa Italia in quattro anni, lo stesso risultato che otterrà fra venti giorni Petkovic o Andreazzoli, due che pure nessuno si sogna di annoverare tra i migliori. Né offriranno loro contratti dai 3 milioni e mezzo in su come capiterà al livornese sia che rimanga dalle parti del Vesuvio (ne dubito) sia che vada nella Roma giallorossa o nella Milano nerazzurra. Il secondo posto del Napoli non è un risultato da buttare, tutt’altro, ma considerando il flop di Milan, Inter e compagnia è anche il peggiore dei due risultati possibili. Perché non è mica vero che tra la rosa partenopea e quella juventina non ci sia partita. A ben vedere non ce n’è solo nel reparto offensivo dove tre come Cavani, Hamsik e lo stesso Insigne utilizzato a spizzichi e bocconi i bianconeri se li sognano. E se a centrocampo manca un Pirlo è solo perché Mazzarri ha sempre voluto una squadra muscolare (l’anno scorso nicchiava quando gli proposero Verratti).

Guidolin poi continua a parlare di miracoli ed ha pure ragione. Ma sono quelli degli osservatori friulani che ogni anno scovano talenti sconosciuti per poi rivenderli a peso d’oro. Senza contare che avere un signore come Di Natale capace di segnare 100 gol in quattro anni è una garanzia di successo per chiunque.

Ventura infine lo conosciamo da oltre quindici anni. Era quello che quando riportò il Cagliari in A disse che di quella promozione se ne sarebbe parlato per sessant’anni! Non mi sembra proprio sia successo visto che poi ce n’è stata un’altra con Reja e siamo andati oltre anche quella. E’ vero che il Torino era una matricola, ma sicuramente avrebbe potuto tirarsi fuori dagli impicci ben prima dell’inguardabile pareggio farsa con il Genoa (ammesso poi che l’agonia sia davvero finita).

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