Seculin per il dopo Agazzi? In B c’è di meglio

Francamente sono rimasto molto sorpreso nell’apprendere leggendo qua e là (ma la prima fonte dovrebbe essere l’Unione Sarda, gli altri siti web hanno poi ripreso la notizia) che il prossimo portiere titolare del Cagliari, nel caso in cui dovesse partire Agazzi, possa essere Seculin (1990).

Non che quest’ultimo non fosse considerato ai tempi della Primavera della Fiorentina (5 presenze in nazionale under 21). Tra le altre cose è stato il terzo portiere viola quando Avramov, attuale dodicesimo rossoblù, era la riserva di Frey a Firenze. E allora posso pensare che sia stato lo stesso giocatore di Novi Sad a segnalarlo. Ma sinceramente spero per il Cagliari che sia più che altro una boutade del suo procuratore per fargli un po’ di pubblicità, perché francamente non ci sono le premesse perché questo ragazzone di Gorizia possa fare il prossimo anno il salto di categoria.

Senza troppi ragionamenti mi chiedo: perché uno che ha perso il posto da titolare in B alla Juventus Stabia, dopo aver preso 29 gol in 16 presenze (che già è una media abbastanza discutibile quantunque la squadra di Braglia non evidenzi nell’ermetismo doti particolari) debba essere promosso in A, addirittura come titolare? Seculin in carriera ha giocato solo due mezzi campionati, quello attuale con le 16 presenze e 18 l’anno scorso nella stessa squadra e sempre in B. A soffiargli il posto quest’anno è stato il coetaneo Nocchi, di proprietà della Juve che da anni lo manda in giro detenendo sempre il cartellino.  

Se il bacino su cui dragare per trovare l’erede di Agazzi è sempre quello cadetto, ci sono altri numeri uno che forniscono garanzie senz’altro superiori.

In assoluto dall’anno scorso il più continuo è stato Lamanna (1989) del Bari (82 presenze in due stagioni). Prende pochi gol (ma può anche essere un merito di Torrente, l’allenatore) e sempre da titolare aveva fatto bene in tutti i campionati in cui aveva giocato scalando anno dopo anno le categorie: a Como in D (da dove lo aveva preso giovanissimo il Genoa per fargli fare la Primavera), poi Gubbio in C2 e C1 dove ha ottenuto due promozioni. Adesso è da due anni a Bari dove non è mai stato coinvolto nelle perenne crisi dei pugliesi, fungendo anzi da argine fra i pali. Resta da vedere se il Genoa, proprietario del cartellino, non sia intenzionato a riprenderlo (oltre a Frey ha anche il promettente Perin che a Pescara, nonostante la buona stampa di cui gode, ha dimostrato però di non essere pronto per la A).

Se Lamanna è una conferma, la vera rivelazione del torneo cadetto è il portiere della Ternana Brignoli (1991) che in 27 presenze ha subito appena 23 reti. L’allenatore Toscano inizialmente aveva dato fiducia al vecchio Ambrosi, fedelissimo titolare nella promozione dell’anno scorso, ma non ha esitato a promuovere il lungo bergamasco che come Lamanna aveva già giocato titolare in D e C2 (col Montichiari) e in C1 l’anno scorso a Lumezzane (dove per inciso ha lasciato il posto a Vigorito che ha fatto un bel campionato di C1 e il cui cartellino è sempre del Cagliari). Buona anche la stagione del più esperto Bassi (1985), con 29 gol e 29 presenze nell’Empoli, e non malvagia neanche quella di Silvestri (1991) del Chievo in prestito al Padova. Anche lui però ha giocato pochino (19 presenze e 22 gol subiti). Ex collega di Seculin a Castellamare di Stabia e titolare fisso quest’anno a Modena è Colombi (1991) dell’Atalanta. Ha giocato 36 volte ma francamente come Seculin non incanta.

Come Perin in A hanno ricevuto grandi elogi i più giovani titolari della cadetteria, lo juventino Leali (1993), 36 partite e 54 subiti a Lanciano; e l’interista Bardi (1992), guardiano del pali del Novara proveniente dal Livorno, titolare dell’under 21. Neanche loro mi sembrano pronti per la massima serie, ma potrei sbagliarmi. Ricordando che altri tre pagano la stagione nera delle loro squadre (Pinsoglio, Valentini e Lanni con Vicenza, Pro Vercelli e Grosseto), mi piace sottolineare come a Cesena Bisoli abbia risolto problemi annosi in difesa prendendo a gennaio l’ex rossoblù Campagnolo, ormai 35enne e che da quattro stagioni giocava pochi scampoli di gara come dodicesimo.  Dopo aver preso una barca di gol con Ravaglia e Belardi, i romagnoli hanno chiuso la saracinesca con Campagnolo che in 18 presenze ha subito solo 15 reti. Come a dire, la carriera ricomincia a 35 anni.

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