Coppa alla Lazio, giusto così. E ora Baldini-Sabatini devono darsela a gambe

Ha vinto la Lazio ed è il verdetto più giusto anche considerando che i biancocelesti hanno giocato poco meno di 60 partite quest’anno, più di tutti in Italia. La Roma impreca per una traversa, ma se penso all’enorme  potenziale offensivo di cui dispone e al nulla che ha saputo costruire, dico che Andreazzoli non per caso è rimasto sconosciuto al grande calcio sino a 60 anni suonati. La pochezza del gioco offensivo giallorosso, basato per lunghi tratti solo sulle scorribande dei quasi omonimi Marquinho e Marquinhos, è stata deprimente. I due arrivavano spompati al tiro dopo incursioni di 40-50 metri, senza sognarsi minimamente  di servire palla ai compagni, e finivano inevitabilmente per regalare la stessa ai biancocelesti. I quali non avranno incantato, ma sono sembrati più logici nei loro comportamenti, sospinti dall’inesauribile Candreva che ha fatto venire il mal di testa a Balzaretti sulla sua fascia di competenza e dalla maggior verve di Hernanes che resta un gran giocatore. E’ mancato l’acuto di Klose, osservato speciale dei giallorossi, ma è bastata la sua presenza per indurre Andreazzoli a pensare solo a distruggere piuttosto che a costruire. A proposito del tecnico che aveva allenato anni fa anche il Tempio, restano i punti fatti in campionato, ma non è detto che sia tutto oro quello che luccica. Nel senso che ha raccolto la squadra preparata da Zeman. E se il boemo può essere discusso su tante cose, di certo è uno dei migliori preparatori atletici in circolazione. E’ da vedere, dunque, che cominciando la stagione il buon Aurelio avrebbe avuto tanto sprint  finale nelle gambe dei suoi giocatori.

Tornando alla coppa, la vittoria della Lazio rappresenta anche quella dell’ottimizzazione sullo sperpero. Lotito sarà antipatico, ma ha messo il terzo trofeo in cassaforte (aveva già vinto una Coppa Italia e una Supercoppa) con un budget neanche lontanamente paragonabile a quello dei cugini. I quali in due anni hanno dilapidato 140 milioni di euro per non centrare neanche una qualificazione europea. Luis Enrique e Zeman hanno pagato sulla propria pelle, non così Baldini e Sabatini che restano al loro posto con un’incredibile faccia di palta.

Infine una considerazione in difesa di Petkovic. Tutti a esaltarlo dopo l’eccellente girone di andata e tutti a trattarlo come incapace dopo il settimo posto finale. Come se non si sapesse che le coppe europee portano via preziose energie nervose prima ancora che fisiche. E la Lazio, anche se molti fanno finta di non ricordarlo, in Europa League è stata l’ultima portabandiera delle nostre rappresentanti ad essere eliminata. Ha raggiunto i quarti giocando 14 partite ad alto livello ed onorando in pieno anche quella manifestazione, a differenza delle tanto osannate Napoli e Udinese che l’hanno snobbata facendo crollare ulteriormente l’Italia nel ranking europeo.

Credo dunque che anche nel caso in cui  stasera fosse stato sconfitto, il tecnico slavo avesse già meritato la conferma e gli applausi.

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6 Pensieri su &Idquo;Coppa alla Lazio, giusto così. E ora Baldini-Sabatini devono darsela a gambe

  1. La coppa è andata meritatamente alla Lazio perché ha sicuramente giocato meglio della Roma, dimostrato di avere ancora tanta “birra” in corpo, di saper ben difendere ed attaccare con azioni rapide e incisive. La Roma, di contro, è apparsa priva di idee ed in precarie condizioni fisico-atletiche. Ed ancora una volta Marchetti si è dimostrato un bravo portiere.

  2. Più che una finale sembrava uno spareggio per non retrocedere…mi auguro che la partita non sia stata trasmessa all’estero: tecnicamente è stato uno spettacolo di bassissimo livello che si poteva risolvere solo con un gol pietoso del genere (ma è mai possibile che Lobont possa ancora avere spazio in Italia?)…

    • Tra le tante scelte incomprensibili di Andreazzoli (vorrei dire la rinuncia a Florenzi, il più presente in campionato e Osvaldo, 15 gol) c’è anche la scelta del portiere 35enne che nella stagione era stato impiegato solo 5 volte e che fa la riserva ormai da sempre.

  3. Andreazzoli sembrava volesse remare contro….ma non ci voglio nemmeno pensare….( a Roma rischia a girare per strada..).
    Mi chiedo come possa essere cosi’ tanto “catenacciaro” il tattico di Spalletti che del gioco offensivo faceva un vanto….Misteri della fede.

    • Sorrido quando penso che veniva chiamato “il tattico”. La verità è che negli staff degli allenatori di A c’è un sacco di gente che gode di fama impropria. Molti saranno bravi, ma altri sono semplici aiutanti che distribuiscono solo i “fratini” prima delle partitelle.

  4. Tattico o meno, la verità è che , secondo me, la Roma è arrivata a questa finale per la Coppa Italia senza …benzina nelle gambe. E quando non si corre o si hanno le idee annebbiate non ci sono scelte tattiche che reggano. Ed allora, perché non tirare in ballo anche i preparatori atletici ? Un precedente che ci riguarda da vicino richiama alla memoria lo spareggio-salvezza Cagliari- Piacenza giocato a Napoli: gli emiliani correvano nonostante il caldo, la squadra di Mazzone passeggiava. Ed infatti vinse il Piacenza. Tutto dipese da come le due squadre si prepararono a quell’evento: Mazzone scelse sciaguratemente di restare in Sardegna con temperature vicino ai 40 gradi; gli avversari si preparono nel fresco degli Appennini. E i risultati furono quelli che tutti ricordiamo.

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