Immaginate Sau che esce dal sottopassaggio del Maracanà? Se Galliani si mette d’impegno sarà possibile

Il dolorino di Montolivo, la distorsione di El Shaarawy, il mal di schiena di Balotelli. Sarà un caso ma sono tutti giocatori del Milan. E sarà un caso ma il Milan è la prima tra le grandi ad avere una scadenza importante: il 20 o 21 agosto per la gara di andata ed esattamente una settimana dopo per quella di ritorno dovrà scendere in campo per il terzo turno dei preliminari di Champions, quello per intenderci che regala il passaggio alla fase a gironi della manifestazione, ma soprattutto quello la cui qualificazione regala 20-25 milioni di euro secchi che verranno poi impinguati nel caso in cui si andasse avanti.

La nazionale dopo l’amichevole di domani col San Marino e la gara di qualificazione ai mondiali con la Repubblica Ceca del 7 giugno a Praga, partirà alla volta del Brasile per la Confederation Cup, dove scenderà in campo per la prima volta domenica  16 giugno a Rio de Janeiro contro il Messico, quindi mercoledì 19 a Recife contro il Giappone e sabato 22 a Salvador de Bahia con i padroni di casa del Brasile. In caso di accesso alla semifinale tornerebbe in campo il 26 o il 27, nonché il 30, perché in quel giorno giocheranno sia le semifinaliste sconfitte per il terzo e quarto posto che quelle vincenti per aggiudicarsi il trofeo.

Va da se che con le vacanze di mezzo (per contratto i calciatori professionisti hanno diritto a 40 giorni) sia nell’ipotesi più favorevole all’Italia di superamento del turno, che in quella più catastrofica di un’eliminazione immediata, i milanisti avrebbero non poche difficoltà a presentarsi per l’esordio in Champions già rodati, ragion per cui sono portato a credere che il buon Galliani di riffe o di raffe riuscirà a non farli andare.

Ergo, la mezz’ora (potrebbe essere anche di più o di meno) che Sau giocherà con San Marino sarà molto più importante di quanto non si creda per il giocatore rossoblù. Indipendentemente dalla poca consistenza del banco di prova, l’attaccante di Tonara dovrà capitalizzare al massimo l’occasione per infilarsi nel listone dei 23. Tutti gli inviati al seguito della Nazionale lo danno per escluso, non tanto perché davanti a lui siano tutti più bravi, quanto per una questione di gerarchie (è l’ultimo arrivato). Ma con la bravata di Osvaldo che si è messo fuori da solo e con le strategie milaniste di cui sopra  potremmo anche vedere il nostro grandissimo Marco sbucare dal sottopassaggio del Maracanà. E sarebbe davvero meraviglioso per lui per il Cagliari e per tutta la Sardegna.

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5 Pensieri su &Idquo;Immaginate Sau che esce dal sottopassaggio del Maracanà? Se Galliani si mette d’impegno sarà possibile

    • Ma dài non sono antimilanista. Diciamo che sono contro chi ha il potere di decidere le date delle partite, i posticipi e gli anticipi a seconda dei propri interessi, le convocazioni in azzurro (o viceversa), e soprattutto sono contro chi può disporre degli arbitri. Dicevo le stesse cose quando lo faceva Moggi, perchè oggi non dovrei ripetermi con Galliani? Considero entrambi persone di grande competenza, i migliori nel settore. Però bisogna gareggiare ad armi pari e il Milan quest’anno è stato sfacciatamente portato in Champions dagli arbitraggi.

  1. Sau subito in campo con la nazionale ? E perché no ? Il sardo di Tonara ha dimostrato con i fatti (leggi gol) che in azzurro si può finire dopo una trentina di partite in serie A, ma con ottimi campionati in serie B e una infinità di reti. Non ci sarebbe da sorprendersi, in definitiva, se Sau – considerata l’assenza di alcuni giocatori – venisse impiegato già col San Marino (purtroppo, come abbiamo letto, non dall’inizio) e poi – se dovessero rivelarsi concrete le ipotesi avanzate da Nanni – ritrovarlo anche in Brasile. E non è detto che un giocatore come Sau, molto concreto in zona-gol, non finisca per piacere anche in quelle latitudini.

  2. Il problema in assoluto non è rappresentato da presenze ingombranti come Galliani e Moggi, ma da chi accetta di diventare servo di personaggi (a prescindere dai nomi che sono stati fatti ) che vogliono comandare il mondo del calcio. Giornalisti, arbitri, dirigenti vari ce ne sono tanti : i primi peché sperano di beneficiare della benevolenza dei potenti; i secondi perché non vogliono essere tagliati fuori al primo errore commesso contro le squadre di chi comanda; i terzi perché sperano di uscire dall’anonimato accostando il loro nome ai comandanti di turno. Non so se i giocatori del Milan siano davvero in precarie condizioni fisiche e quindi impossibilitati a partecipare con la nazionale agli impegni in Brasile, ma se i fatti dovessero dimostrare che sono sani ed arruolabili, ci sarebbe davvero da cacciar via tutto lo staff azzurro .

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