Italia inguardabile, impossibile e vincente. E il Giappone? Cagawa

Confederescion o senza Federescion ci siamo divertiti. La vittoria dell’Italia sul Giappone è stata un condensato di tutto quanto può succedere in una partita di calcio, e soprattutto un continuo sollecitamento a non addormentarsi (vista l’ora il rischio c’era).

Dopo lo 0-2 nelle battute iniziali e la possibilità seria che potesse trasformarsi in 0-3 e quindi in disfatta, la premiata ditta Zac & Roni si è ricordata che non era finita nel paese del Sol Levante per caso, ma per i continui insuccessi che hanno costretto il tecnico romagnolo e scappare dall’Italia e a cercare fortuna altrove. Grandi geometrie questi giapponesi, tutti rapidissimi con l’eccezione di Endo, un moviolone che non si capisce a quale titolo stia nel gruppo. Più che il decantato Honda ha impressionato nella prima parte Cagawa, capace di tutto e di più. Personalmente però mi è simpatico per un altro motivo.

Dovete sapere che tra i miei figli, Letizia, poco meno di tre anni, è quella con le idee più chiare in fatto di improperi. Quando qualcuno le fa un torto lei inveisce con il termine cattivo (se sono io la causa del suo malcontento) o cattiva (se è la madre). Ma quando è particolarmente arrabbiata, la pronuncia cambia e l’invettiva diventa cattiwo, ovvero cattiwa. Non so se Cagawa anziché il meno nobile Cagava, avesse gli stessi presupposti, di certo per larghi tratti dell’incontro quell’attaccante dal nome purgativo è stato un’invettiva continua per gli azzurri.

I quali, serafici nella loro doppiezza, hanno prima rimediato con tre reti in poco tempo, quindi per regalare un po’ di pathos hanno concesso il 3-3 e infine, spompati e ormai senza più gambe né fiato, hanno inferto il colpo del ko con il piccolo Giovinco, il più giapponese dei nostri.

Prendiamo valanghe di gol e la difesa fa acqua da tutte le parti,  però siamo a punteggio pieno. E cattiwi saranno gli avversari.

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Un pensiero su &Idquo;Italia inguardabile, impossibile e vincente. E il Giappone? Cagawa

  1. Abbiamo una difesa inguardabile, diciamo la verità. Non è che il resto della squadra ieri abbia brillato, ma la retroguardia fa davvero venire i brividi freddi, a cominciare da Chiellini. E pure contro un Giappone che veniva da una serie di impegni che ne avevano limitato le capacità atletiche nella prima gara, abbiamo faticato dal punto di vista fisico. Un’altra figuraccia che si poteva evitare. Non sarei così critico, invece, nei confronti di Zaccheroni: a me il Giappone è piaciuto, come minimo avrebbe meritato il pareggio. Vorrei ricordare a Nanni che in quel Paese non c’è un movimento pari al nostro, dunque i risultati che sta ottenendo sono apprezzabili.

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