Tutto facile per il Milan: contro la tradizione non c’è nulla da fare

La domanda da porsi è: si può perdere 3-1 in casa del Milan? La risposta è: certo! Allora dovrebbe essere tutto regolare, nel senso che il Cagliari ha perso proprio con quel punteggio. Ma il quesito vero è: era proprio il Milan quello visto stasera al Meazza o in comune aveva solo le strisce rossonere? Per essere più chiari, la squadra di Allegri è da considerare fra le pretendenti al titolo? Per quanto mi riguarda direi proprio di no e a ben vedere che lo sostenga il sottoscritto è una grande fortuna per la squadra di Berlusconi, perché insomma non è che stia parlando chissà chi. Peraltro, saltando di palo in frasca, il Cagliari ha confermato la sua vergognosa tradizione contro il diavolo rossonero nell’era Cellino: i punti conquistati da quel 18 ottobre 1998, data dell’ultima vittoria, sono sempre 5 mentre le partite sono diventate 22 e i punti in palio per logica conseguenza 66.

Stavolta per tener fede alla tradizione i rossoblù hanno mandato in gol Robinho che non segnava dalla prima guerra punica e Mexes che giusto per stare in tema con i suoi antenati l’ultima volta aveva esultato con i Galli. Subito dopo Marco Sau ha regalato la cosa migliore della partita  con un gol dei suoi dal limite sinistro che ha fatto fesso Abbiati, mentre Balotelli che si era già fatto apprezzare per l’assist del primo gol, ha chiuso i conti dopo un rinvio corto di Ariaudo sul quale, forse (e sottolineo forse) avrebbe fatto centro anche Larrivey.

La partita è vissuta sul veloce vantaggio dei padroni di casa che ha spianato loro la strada e sulla scelta sbagliata di Lopez che ha relegato in panchina Ibarbo proprio sul campo in cui i garretti solidi e le ampie falcate si facevano preferire di gran lunga alla presunta tecnica dell’insipido Cabrera. Quando poi il colombiano è entrato non è che abbia fatto sfracelli, ma ormai il punteggio era acquisito e i padroni di casa non si sono fatti più trovare scoperti. A dare una mano ai vincitori gli errori in marcatura di Dessena sui primi due gol e la prova opaca di Pinilla, mai andato al tiro. Detto che De Jong non sembra un fulmine di guerra, che Muntari non lo è mai stato e che Montolivo non è al massimo della forma, non si capisce come il Cagliari si sia fatto mettere sotto di tre gol. Evidentemente contro la tradizione non c’è niente da fare.

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2 Pensieri su &Idquo;Tutto facile per il Milan: contro la tradizione non c’è nulla da fare

  1. Più che la tradizione, questa volta ha potuto la pochezza dei nostri. In tutti i reparti. Su tutti salverei Sau, che almeno un gol ( e bello !) lo ha segnato, ed avrebbe potuto farne un altro se nel calciare a rete non avesse avuto addosso, sbilanciandolo, un avversario; generoso mi sento di essere anche con Agazzi ( che ci può fare un portiere se la difesa è tutto un “buco) e Murru, seppure ingenuo nella finta di Balotelli nell’azione del primo gol. Per il resto, ripeto, una squadra senza difesa e con un centrocampo che comincia a dare segnali di stanchezza ( un eufemismo) ed a collezionare ammonizioni ( vero Conti ?). Sugli uomini schierati all’attacco è meglio tacere. Quando si dice che i gol realizzati nelle partite di allenamento e precampionato non fanno primavera ! ,

  2. Il Cagliari ha esaltato il Milan con gravi colpe soprattutto della difesa, che ha lasciato sempre smarcati i giocatori che poi hanno potuto segnare praticamente a colpo sicuro. Non ho ben capito se ci sia un accordo con la società rossonera per pagare dazio ogni anno…

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