Cagliari c’è Mazzarri: aiuto!

Il Cagliari riceve (si fa per dire) l’Inter e scopre di dover fare i conti contro il suo nemico pubblico numero uno. Da quest’anno Walter Mazzarri è nerazzurro, ma nel suo passato non ha mai fatto caso a quale casacca indossava, perché col Cagliari la musica è sempre stata la stessa: vittorie, vittorie e ancora vittorie. Se date uno sguardo ai suoi precedenti scoprirete che nessuno come lui ha battuto i rossoblù, soprattutto quando giocavano in casa. E’ successo un’infinità di volte, sia alla guida della Reggina che della Samp e del Napoli. Le sconfitte sono ridotte all’osso. Non per particolare sete di vendetta, anzi. Lui in qualche modo al Cagliari è riconoscente perché un’altra vita fa, quando giocava, debuttò in serie A proprio con la maglia rossoblù. Solo quattro presenze e poi la cessione al mercato di novembre, d’accordo, ma intanto son ricordi cari. Anche se con Giagnoni non sbocciò il feeling in quell’estate dell’82 quando Walter, erede designato di Antognoni, venne acquistato dal presidente Amarugi. L’allenatore di San Vincenzo non ama molto che si ricordi la sua vita con le scarpette bullonate, probabilmente perché le grandi speranze si concretizzarono solo in minima parte. Certo è che da allenatore gli è bastato poco per conquistare i nuovi tifosi milanesi. La sua Inter non perde un colpo, e in più giocatori che sino a poco tempo fa sembravano inadeguati per il Meazza, con lui sono rinati. Il caso di Jonathan è emblematico. Personalmente continuo a nutrire dubbi sul valore effettivo della rosa, anche perché gli argentini hanno gli anni che hanno. Ma certo è che non mi sarei aspettato un loro avvio così pimpante. Grazie a Walter naturalmente.

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3 Pensieri su &Idquo;Cagliari c’è Mazzarri: aiuto!

  1. Prima o poi ( forse già oggi a Trieste) accadrà che Mazzarri non vinca, se non addirittura perda, contro il Cagliari. La storia è fatta di cicli: forse per l’attuale allenatore dell’Inter è finito quello che prevede soltanto vittorie per lui. Il Cagliari avrà pure limiti temperamentali, ma quando supera questo handicap diventa un brutto cliente per tutti. Si tratta soltanto di lottare con tutte le energie che si hanno in corpo e mostrando, in campo, le qualità individuali e del collettivo.che non mancano.

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