Lo dicono le cifre: senza la coppia Sau-Pinilla il Cagliari è una frana

Quando parlando di calcio si definisce una squadra “molto offensiva”, si suppone si stia discorrendo di una formazione che basa il suo credo tattico sulla costruzione e sulla finalizzazione del gioco più che sul tamponamento di quello altrui. Il Cagliari visto contro il Bologna per la verità non ha fatto né una cosa né l’altra, quindi si può condividere l’affermazione del tecnico Diego Lopez quando dice che il discorso tattico con lo 0-3 finale centra fino a un certo punto (anche se lui per la verità ha detto che non c’entra per niente). Aggiungo che definire una squadra molto offensiva perché alle spalle di Pinilla ha presentato Ibarbo-Cossu-Ibraimi mi sembra comunque un’eresia. Perché fino a prova contraria si giocava in casa contro una pari grado ed era quindi prevedibile che gli ospiti si schierassero tutti dietro a difesa del pareggio iniziale, ribaltando l’azione quando se ne fosse presentata l’occasione. Il che significava che il Cagliari avrebbe dovuto agire in spazi stretti dal primo minuto, ma con un solo attaccante di ruolo per farlo. Quello che Lopez dovrebbe proprio accantonare è la definizione di attaccanti per giocatori come Ibraimi, Cossu e lo stesso Ibarbo che attaccanti non sono. Perché gli attaccanti nell’accezione comunque del termine sono i calciatori deputati a realizzare i gol e basta dunque andare a leggersi le statistiche dei suddetti per capire che non ci siamo. Attaccanti veri nella rosa del Cagliari sono solo tre giocatori: Sau, Pinilla e Nenè. Aggiungo una statistica che rende meglio l’idea. Quando quest’anno i rossoblù hanno giocato con una coppia di attaccanti veri, i risultati, seppur parziali perché spesso è accaduto per spezzoni di gara, sono sempre stati loro favorevoli. Contro l’Atalanta il 2-1 è stato fissato col duo Sau-Pinilla in campo prima che subentrasse Ibarbo ad uno dei due. A Firenze il pareggio di Pinilla nel finale è stato raggiunto con gli stessi due in campo. Contro la Samp finché c’erano Sau e Pinilla il parziale era di 1-0 per i rossoblù. E per vedere il gol vincente contro il Catania abbiamo aspettato Nenè e Pinilla assieme.  Solo a Milano col Milan Lopez ha schierato i due attaccanti di ruolo assieme senza il conforto di un risultato positivo (1-3). Ma, precedenti dell’ultimo ciclo cagliaritano in serie A alla mano, probabilmente contro il Milan anche giocando in quindici si troverebbe il modo di stendere tappetini rossi ai rossoneri. Al contrario, giocando con Ibarbo seconda punta, a fronte dei due pareggi esterni con Inter e Livorno sono arrivate le batoste contro Udinese, Lazio, Bologna e la rimonta della Samp. Sarà solo un caso?

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