Cagliari a giorni alterni? Colpa dell’immobilismo sul mercato

Molte persone si chiederanno come sia possibile che il Cagliari alterni una prestazione tutta cuore come quella fornita all’Olimpico contro la Roma, ad una in tono minore come quella di sei giorni dopo con il Sassuolo. Non esisterà solo una causa suppongo, ma con ogni probabilità uno dei motivi principali sta nella conferma della rosa dell’anno passato. Quando in prossimità della fine del mercato estivo obbiettai sulla convenienza di un’operazione simile auspicando la cessione dei pezzi pregiati, o perlomeno di qualcuno di loro, e il rinnovo della rosa stessa, mi dissero: sei matto, vuoi vendere i migliori? In realtà era e sono fermamente convinto che tutte le società, in particolare quelle di provincia, siano condannate a non fossilizzarsi sugli stessi giocatori, perché a lungo andare questi perdono gli stimoli giusti e salvo gli incontri di cartello non giocano più col coltello fra i denti (mi si perdoni la frase abusata) tirando a campare come se non avessero più nulla da dimostrare. Per le società di provincia c’è poi un motivo economico di non minore importanza. Valorizzare i giovani, venderli bene e sostituirli con altri a costo decisamente inferiore è una necessità per sopravvivere. Ma per far questo sono necessarie due ordini di cose: 1) avere una componente societaria (diesse, digì, settore scouting: fate voi) capace nel ramo;  2) non avere altre fonti di sostentamento. Il Cagliari, a giudicare anche da come ha lasciato andare via a parametro zero gente come Marchetti e da come ora si accinga a farlo per Agazzi e Ariaudo, sembra non possedere né il primo né il secondo requisito. Ma se alla mancanza delle risorse interne tutto sommato si potrà sopravvivere finché le tv daranno 40 milioni di euro l’anno, la scarsa competenza in fatto di mercato alla lunga non potrà non avere conseguenze negative.  Anche perché fidarsi dei procuratori (il Milan insegna) è sempre pericoloso.

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Un pensiero su &Idquo;Cagliari a giorni alterni? Colpa dell’immobilismo sul mercato

  1. Condivido la tua analisi, ma diciamo la verità: c’è stata della resistenza, e non soltanto da parte dei tifosi. Quando si è parlato della possibile cessione di alcuni giocatori considerati tra i migliori ( ma anche non tra i più quotati) quali Agazzi, Astori, Nainggolan, Ibarbo, Pinilla, e forse qualcun altro, la Società, appoggiata da certa stampa. ha sempre lasciato intendere che si attendevano proposte economiche. Nessuno ci è cascato, e così sono rimasti tutti ad Assemini Agazzi, però, è già tra coloro che dovranno andarsene; tra poco ne conteremo degli altri ( alcuni anche per età). Così’, puirtroppo, non si garantisce un buon futuro alla squadra:Ma quei 40 milioni che fine faranno ?

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