Pallone d’Oro: i criteri indefiniti e un Platini dalla memoria corta

Voglio tornare sulla premiazione di Cristiano Ronaldo con il Pallone d’Oro per riaccendere l’eterno dibattito: è giusto assegnare il riconoscimento al calciatore più bravo o al più titolato? Stavolta con toni anche polemici è intervenuto nientemeno che il presidente dell’Uefa, Michel Platini, sostenendo che la statuetta l’avrebbe meritata il suo connazionale Ribery. “Per 50 anni questo premio ha tenuto conto di quello che è stato vinto sul campo – ha detto Le Roy – ora invece si basa sulle prestazioni complessive dei giocatori”. In effetti sarebbe il caso che i parametri di assegnazione venissero definiti una volta per tutte, perché a seconda dei casi e delle circostanze è stato usato un diverso metodo di giudizio. Da tifoso del Cagliari e di Gigi Riva non posso dimenticare, quantunque bambino, lo scippo subito nel 1969 dal Bomber ad opera di Gianni Rivera. Riva in quel periodo era indubbiamente il migliore e non solo perché veniva da una striscia di 16 gol nelle ultime 11 partite giocate con la Nazionale, compreso il primo nel 2-0 della finale del campionato d’Europa con la Jugoslavia dell’anno precedente, e perché con quei gol ci aveva portato ai Mondiali del Messico. Ma Rivera lo batté seppur per pochi voti, perché col Milan aveva vinto giusto qualche giorno prima la Coppa Intercontinentale dopo aver maramaldeggiato contro l’Ajax del giovane Cruyff nella finale di Coppa dei Campioni (4-1). In quel caso peraltro non si può certo parlare di errore perché grazie a Dio anche il Golden Boy non era certo uno capitato lì per caso in quanto a capacità. Fu invece decisamente scandalosa l’assegnazione del premio 1986 all’attaccante della Dinamo Kiev Igor Belanov, per i meriti della squadra e non per il valore del giocatore. Gli ucraini infatti avevano vinto il triplete, seppur minore, avendo conquistato campionato e coppa nazionale oltre alla Coppa delle Coppe. Ribery in un certo senso si è trovato nella stessa situazione di Belanov, anche se la Champions vale di più e se in carriera con la nazionale francese ha fallito un mondiale solo per un rigore calciato da Trezeguet contro la traversa. Assegnare il trofeo in base ai successi delle squadre di appartenenza è comunque un rischio o se vogliamo una scelta un po’ bislacca, perché può capitare come nel 1996 che un Sammer qualunque vinca il campionato tedesco col Borussia Dortmund e l’Europeo con la nazionale e si ritrovi prescelto senza meriti. Platini peraltro dovrebbe star zitto, perché così come il Messi dell’anno scorso, vinse il primo Pallone d’oro nel 1983 dopo aver messo in bacheca con la Juve un solo trofeuccio (la Coppa Italia ai supplementari col Verona). Quell’anno i bianconeri erano stati battuti dalla Roma in campionato e dall’Amburgo in finale di Coppa dei Campioni.

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2 Pensieri su &Idquo;Pallone d’Oro: i criteri indefiniti e un Platini dalla memoria corta

  1. Anche sul Pallone d’oro ci sarebbe da dedicare molto tempo… Platini è uno smemorato di classe: nel 1980 arrivò terzo eppure la sua squadra di club il Saint Etienne non vinse il campionato, nelle coppe non lasciò traccia e la sua nazionale neanche disputò la fase finale del campionato europeo.

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