Benitez si aggrappa alle coppe per salvare la stagione, ma sia meno protagonista

Dopo Mazzarri è sicuramente il tecnico più chiacchierato del momento. Eppure la stagione di Rafa Benitez al Napoli era iniziata nel migliore dei modi, con un cammino appena inferiore a quello irraggiungibile di Roma e Juve. E anche in Champions obiettivamente non gli si sarebbe potuto chiedere di più, perché se è vero che la squadra non ha superato la fase a gironi è anche vero che nessuno poteva pretendere che facesse fuori dei colossi come l’Arsenal di quest’anno o il Borussia Dortmund (tra l’altro battute entrambe entrambe negli incontri del San Paolo).  Poi però qualcosa si è inceppato e se è vero che nelle due coppe (Coppa Italia ed Europa League) il Napoli è sempre in corsa, bisogna anche dire che il rallentamento in campionato culminato con lo 0-3 di Bergamo è evidente. Sono tre a mio avviso i motivi della crisi: il primo è tecnico e riguarda la scarsa qualità dei centrocampisti centrali. Rispetto alla linearità ma anche alla normalità di Inler e Dzemaili serve qualcosa di più per puntare a grossi risultati; l’assurda esclusione di Paolo Cannavaro costretto a far le valigie a beneficio di Britos e Fernandez che sono senz’altro inferiori e non adeguati alla bisogna; Quindi il turn over esagerato che anziché ridurre al minimo il dispendio di energie come era nelle intenzioni del tecnico, ha finito col creare scontento e incertezze. Benitez quasi mai ha schierato la stessa formazione per un paio di volte di seguito. Può ancora rimediare vincendo una coppa, ma si scelga una squadra base esaltando le qualità dei suoi migliori giocatori (penso ad Hamsik spesso in panchina anche da quando è guarito) e non dia l’impressione di voler essere a tutti i costi un protagonista.

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2 Pensieri su &Idquo;Benitez si aggrappa alle coppe per salvare la stagione, ma sia meno protagonista

  1. Me lo ricordo al Liverpool (all’epoca vedevo molta Premier causa la mia logistica) e faceva lo stesso turnover talebano, con risultati simili alla crisetta di oggi per il Napoli. Furono in maggioranza stagioni scialbe, anche quando ormai aveva una rosa (con parecchi madrelingua spagnoli) che era veramente la sua. Ovviamente il botto di Istanbul col Milan gli funse da “maglia della salute” con la tifoseria. E’ abituato a tirar dritto, ostinato, (per questo dico “talebano”) anche nelle scelte impopolari. Infatti per tutta risposta alle critiche ha giá detto che i risultati si vedranno a fine stagione.

    • Come molti suoi colleghi segue il principio per cui all’esterno è necessario dare sempre prova di grande sicurezza e non ammettere mai di avere dei limiti e dei dubbi. Da un lato è giusto, anche se questa sicurezza finisce per diventare sicumera e quindi a un certo punto scatta automaticamente l’esonero.

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