I corsi e ricorsi del Cholo

Il Cholo colpisce ancora. Non so se l’Atletico Madrid vincendo al Meazza si sia assicurato il passaggio ai quarti di Champions (il Milan dopo la sfida di ieri è obiettivamente in credito con la fortuna e se dovesse ripetersi al ritorno potrebbe ancora farcela), ma è indubbio che per l’argentino si sia trattato di una serata da incorniciare. Per il risultato in sé e per i suoi trascorsi nell’Inter che ne hanno ingigantito l’impresa agli occhi dei vecchi tifosi nerazzurri. E’ curioso come la carriera di questo ragazzo abbia sempre bisogno di una specializzazione in Spagna per essere apprezzata a pieni voti dalle nostre parti. Quand’era calciatore arrivò ventenne nel Pisa (il presidente Anconetani era un maestro nello scoprire i giovani, valorizzarli e rivenderli a peso d’oro; lo aveva pescato nel Velez), ma perché l’Inter si convincesse a  prenderlo dovette aspettare la sua affermazione prima con la maglie del Siviglia e poi dell’Atletico Madrid. A Milano vince una Coppa Uefa ma bisticcia con Ronaldo ed è costretto a emigrare. Poco male, va alla Lazio e vince tutti insieme campionato, coppa, Supercoppa italiana ed europea (da notare che l’accoppiata campionato e coppa l’aveva già ottenuta a Madrid con i Colchoneros) e con la maglia dell’Argentina gioca oltre 100 partite mettendo in bacheca due coppe del Sudamerica. Da allenatore vince due campionati con Estudiantes e River e ottiene una brillante salvezza a Catania dove è bravo a ricomporre i cocci dopo il deludente inizio di Giampaolo. Ma evidentemente non basta perché le nostre grandi gli diano una chance. Ci vuole ancora la “gavetta” spagnola. Torna ancora a Madrid, al suo Atletico, e in due anni fa incetta di coppe. Quella del re (cioè la coppa di Spagna), l’Europa League, la Supercoppa di casa battendo il Real di Mourinho ai supplementari, e quella europea facendo piangere il Chelsea che aveva vinto la Champions. Quest’anno è più che mai lizza per campionato e Champions e vedrete, corsi e ricorsi, che ancora una volta diventerà la prima scelta di un’italiana.

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2 Pensieri su &Idquo;I corsi e ricorsi del Cholo

  1. Simeone era un predestinato fu tesserato da Romeo anconetani al Pisa bambino nel calcio i campioni come nella vita escono fuori la sua squadra lo adora calcio totale e sacrificio tattico e rigore a casa nostra non si vede da tabarez

  2. Già, Tabarez. Un gran signore e un bravissimo allenatore. Arrivato a Cagliari, nei campi del Poetto ( allora esistevano anche quei campi) Insegnò, tra le altre cose, la zona ai difensori cagliaritani con un lavoro ed un’applicazione da lasciare tutti incantati. Compresi i tanti curiosi che seguivano quelle sedute. Ma si sa, come andò a finire. Essere bravi e signori, con certi peronaggi non paga.

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