Cambi a parte è stato un grande Cagliari

Un pareggio vero, intenso, combattuto e più che mai meritato. Dovendo dar sfogo alla fede mai sopita di tifoso non posso che essere orgoglioso della prova fornita dal Cagliari a Catania. Ma proprio in quanto tifoso non crediate che abbia risparmiato contumelie all’allenatore Diego Lopez che alla fine con i suoi tre cambi immotivati ha rischiato di farci addirittura perdere un incontro ormai vinto. Certo, non dimentico l’espulsione di Avelar e la fiscalità di Rizzoli. Se è per questo non dimentico neanche che il nostro miglior fischietto, designato per i prossimi mondiali, nelle ultime stagioni aveva visto il Catania vincere tre volte su quattro e il Cagliari perdere tre volte su tre. Ma Lopez come già in passato ha dimostrato di come in breve tempo si possa ridurre di un buon 50 per cento il potenziale di una squadra che fino a quel momento se non era stata padrona assoluta del campo poco ci mancava. Riepiloghiamo. Il Catania capisce ben presto che il famoso assioma, secondo il quale nel girone di ritorno i punti degli incontri tra squadre di medio bassa classifica vanno a chi servono di più, non ha ragione di esistere. Per la verità l’aveva già sperimentato a sue spese nei due precedenti incontri con Chievo e Genoa, e stavolta ne ha avuto una riprova. Lo 0-0 del riposo premia più gli etnei dei cagliaritani, e così quando nel secondo tempo Vecino bissa la segnatura realizzata sei giorni prima con l’Udinese, pochi si meravigliano. Il vantaggio è sacrosanto, il Cagliari gioca meglio e non si vede come i padroni di casa possano rimettersi in carreggiata. A rimescolare le carte  ci pensano però Lopez, Avelar e Rizzoli. Primo cambio fra i rossoblù: Ekdal migliore in campo sia per come ha annientato il temuto Lodi che per gli inserimenti, esce per far posto a Cossu. Sul fatto che quest’ultimo dovesse entrare nessuno aveva dei dubbi, ma perché proprio al posto del migliore fra i 22? Poi l’espulsione per doppia ammonizione tra la sorpresa generale e, sopresa ancora maggiore per chi non aveva dato uno sguardo ai presenti in panchina, si scopre che Murru è addirittura in tribuna! Ecco allora l’altra assurdità. Dentro Eriksson per Sau. Di assurdo per una volta non c’è l’uscita del tonarese che pure era stato tra i più positivi. Con l’uomo in meno era logico che dovesse venir meno una punta. Ma perché svegliere la pochezza di Eriksson? A completare il quadro, per la serie Dio li fa e poi li accoppia, ecco Perico per Nenè. Ma allora te la vai a cercare! Il Catania, che aveva agguantato il pari con Bergessio 9 minuti dopo il vantaggio di Vecino, grazie al nuovo quadro assume le sembianze del Real Madrid. Biraghi sradica un palo, Rolin scheggia la traversa. Per fortuna non succede più nulla. Tornare a casa senza nulla dopo quel po’ po’ di prestazione sarebbe stato davvero crudele. Oltretutto, con un Cagliari che non si è davvero risparmiato.

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