Cassano ai mondiali? Ferrari, Liedholm e Bernardini darebbero l’ok a Prandelli

Nella storia del campionato italiano personaggi come Giovanni Ferrari, Nils Liedholm e Fulvio Bernardini hanno avuto una parabola lunghissima nella doppia veste di giocatori e allenatori per tre motivi fondamentali: sapevano giocare divinamente al calcio, sapevano interpretarlo magistralmente e una volta diventati allenatori prediligevano per tutta la vita – senza se e senza ma – quei giocatori che al pallone davano del tu. Alla lista mancano volutamente ottimi allenatori come Bela Guttmann, Nereo Rocco, Carlo Parola, Bruno Pesaola, Vujadin Boskov, Giovanni Trapattoni, Fabio Capello, Marcello Lippi, Carlo Ancelotti, Roberto Mancini e altri ancora, in quanto (seppur tutti nazionali almeno una volta, eccetto Lippi che arrivò all’Under 23) uno o più gradini sotto come calciatori rispetto ai tre citati in apertura. Ferrari, Bernardini e Liedholm sarebbero stati sicuramente concordi nel riportare Antonio Cassano in nazionale per i mondiali in programma fra poco più di tre mesi in Brasile. La notizia di questi giorni riguarda infatti il ripensamento di Cesare Prandelli, intenzionato a rivedere la decisione da lui presa il giorno stesso della finale degli Europei con la Spagna, un anno e mezzo fa, e di concedere al giocatore barese la prima opportunità di giocarsi un Mondiale. Niente di ufficiale per ora, ma il Ct dopo la magra rimediata contro la Spagna in amichevole, ha capito che con la nazionale che aveva in testa di strada se ne farebbe poca. Personalmente ritengo Cassano un magnifico incompiuto per le note carenze atletiche, ma da tempo sostengo che il miglior tandem azzurro sarebbe ancora quello ammirato ai tempi della Roma e composto da Cassano e Totti. Naturalmente per una parte di gara e non per 90’, per il resto inseriti a turno con Balotelli o con un centravanti vero se Rossi non recuperasse. Totti purtroppo è da tempo fuori per via degli infortuni, ma se dovesse tornare a tempo pieno nella Roma sarebbe ancora il migliore a 37 anni e mezzo. Del resto Cassano quest’anno nel Parma ha giocato sempre, e seppur a modo suo è stato basilare nell’ottimo campionato disputato dagli emiliani (che hanno costruito tra l’altro una lunga imbattibilità). Resto dell’idea che Fantantonio nelle mani di un bravo preparatore come Zeman sarebbe diventato anche un atleta, e quindi un fuoriclasse a livello dei più grandi, ma tant’è. Anche così comunque per quest’Italia non sarebbe male. Ditemi voi cosa avrebbe da invidiare per esempio a un Diamanti qualunque?

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