Brava Viola, ma la Juventus ha meritato

La Fiorentina potrebbe aggrapparsi al fallo di Gonzalo Rodriguez su Llorente che in un colpo solo l’ha mandata sotto di un gol e di un uomo, ma non sarebbe giusto. Anche se il dato aritmetico dice quella azione con conseguente magico gol di Pirlo è stata decisiva per l’accesso della Juventus ai quarti di Europa League, sarebbe riduttivo e ingiusto negare il pieno merito bianconero nel superamento del turno. La Fiorentina ha fatto quello che poteva, ma di fronte si è trovata la corazzata che non aveva troppa voglia di deconcentrarsi. Anzi, non ne aveva per niente. Con la propria presenza fisica asfissiante e incessante in tutte le zone del campo, la squadra di Conte non ha mai consentito un numero dei suoi a Borja Valero, solitamente immarcabile, e con il redditizio Asamoah ha ridotto ai minimi termini Cuadrado. Bloccate le due maggiori fonti di gioco dei toscani, ai bianconeri non è rimasto che attendere il conto alla rovescia per vedere fino a quando gli avversari non sarebbero scoppiati fisicamente. Se posso imputare un piccolo errore a Montella è stato quello di togliere Gomez che giusto un attimo prima aveva dimostrato di avere ancora la gamba per impensierire gli avversari, e che negli uno contro uno era stato l’unico tra i viola a poter dire la sua contro gli avversari, straripanti sul piano fisico prima che tecnico e tattico. Quell’uscita quando mancava ancora mezz’ora è stato un segnale di debolezza che l’avversario ha subito sfruttato a proprio vantaggio. Senza contare che la presenza di Matri, il sostituto del tedesco, è stata impalpabile. La Fiorentina esce a testa altissima dal doppio confronto, Basterebbe ricordare l’impresa dell’1-1 all’andata, ma sui meriti della Juventus stasera credo che non si possano nutrire dubbi.

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Un pensiero su &Idquo;Brava Viola, ma la Juventus ha meritato

  1. Conte, che non è uno stupido, ha imparato dagli errori dell’andata, schierando un undici versione campionato. Montella, con ben altri mezzi (vedi la panchina), ha invece invertito la mossa vincente dell’andata: con rispetto parlando, Matri non vale un Gomez a mezzo servizio. Stavolta era forse Vincenzino troppo proiettato al campionato.

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