Le riserve suonano la carica e il Cagliari scopre l’allungo decisivo

E’ paradossale come nel giorno in cui il Cagliari si sia presentato in campo con una formazione apparentemente ricca di riserve abbia come d’incanto risolto tutti i suoi problemi mettendo una seria ipoteca sulla conquista di quella che sarebbe la sua 36esima serie A l’anno venturo. Otto punti di vantaggio a otto giornate dalla fine sono il miglior biglietto da visita che giocatori come Nenè, Ibraimi, Cabrera ed Eriksson potessero sperare di mostrare stasera ai propri tifosi. Il centravanti brasiliano ha realizzato il gol vittoria con un perentorio colpo di testa, e gli altri pur senza fare niente di che hanno comunque portato il loro bravo contributo alla causa, diventando per una volta artefici di un successo che vale tanto oro quanto pesa. Il Cagliari ha meritato ampiamente la vittoria che sarebbe potuta essere più netta se nel primo tempo dopo il gol del vantaggio, lo stesso Nenè non avesse tirato addosso al portiere da posizione favorevole, e se nel secondo il neo entrato Ibarbo non avesse colpito il palo con Rafael ormai battuto. Si potrebbe obiettare che l’avversario odierno poco ha fatto per non perdere, meritando per intero la quarta sconfitta consecutiva forse ancor prima di scendere in campo. Solo il vecchio ma sempre valido Toni ha combattuto dall’inizio alla fine, per il resto Mandorlini non sapeva davvero da che parte girarsi. Ma insomma, farsi carico anche delle sofferenze altrui sarebbe un po’ troppo. Al Cagliari non può che andar bene così.

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4 Pensieri su &Idquo;Le riserve suonano la carica e il Cagliari scopre l’allungo decisivo

  1. Che dici Nanni, il presidente del Verona avrà dato l’ordine di fermarsi per non rischiare di andare in Europa e spendere troppo? Mi ricorda qualcuno, scherzo eh…

  2. Davvero strano dover “spagheggiare” dopo una partita del genere..ma d’altronde è quello che passa il convento; nota di merito per Ibraimi che a questo punto non capisco perché sia stato umiliato in questo modo sino ad ora…ha dato pure un bel segnale Eriksson, anche se di prestazioni così ne dovrà inanellare un altro bel po’ per convincermi.
    Molto bene Astori e Rossettini.
    Più vedo giocare Ibarbo invece e più mi convinco che non debba giocare da attaccante del quale non ha per nulla i movimenti, Cabrera é stato l’unico al di sotto dei compagni.
    Comunque festeggiamo: questa vittoria vuol dire qualcosa di più di mezza serie A in tasca

  3. Buono il risultato contro un Verona inesistente. Ma dover tremare fino all’ultimo contro undici fantasmi mi sembra un po’ troppo. Siano ben venuti, comunque, i tre punti. Salvo …temporali, il traguardo della salvezza è oramai vicinissimo. Una volta superato, però, ci sarà da ragionare sul futuro di questa squadra che ha bisogno di non poche attenzioni. A cominciare dallo stadio che non c’è per continuare con i giocatori che occorrono per trasformare la 500 in Ferrari.. Senza dimenticare che i tifosi continuano a chiedere un presidente.

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