Il Cagliari si affida al detto di Rocco: vinca il migliore? Sperem de no

L’ignoranza è una brutta bestia, sia sa. A tutti i livelli. Per le popolazioni è sempre stato sintomo di sottomissione agli sfruttatori di turno, nel caso dei politici che ci governano è il motivo principale per cui il nostro beneamato paese è andato a catafascio, e via andare. Nel calcio non c’è eccezione. Una delle più grandi colpe di cui si è macchiato il presidente Cellino negli ultimi anni è  scaturita dal suo delirio di onnipotenza che l’ha portato a considerarsi uno e trino. E’ entrato così nella parte di quello che si considera bravo al punto da poter ricoprire tutti i ruoli utili per far funzionare il Cagliari. Tra questi quello del direttore sportivo, o se preferite della figura che dovrebbe essere competente in ambito tecnico per non depauperare il valore di una squadra e possibilmente arricchirlo. E così dopo aver soppresso i ruoli di diesse e allenatore al grido “faccio tutto io”, nell’ultimo mercato di gennaio ha ritenuto che anche i giocatori, primattori nei successi di una squadra, non fossero più indispensabili. Da anni si sapeva che Nainggolan sarebbe partito verso mete più ambiziose e remunerative visto il valore del giocatore. Ebbene, chiunque avrebbe avuto tutto il tempo di provvedere all’acquisto di un valido sostituto che avesse analoghe caratteristiche. Non Cellino evidentemente, che nella sua ignoranza ha ritenuto di poter sopperire al belga con gente che non gli si avvicinava per niente. Così ha preso il pupo Adryan, il pur interessante Vecino e il lungagnone Tabanelli che finora è stato un ufo perché mai sceso in campo. I risultati si sono visti: il Cagliari è crollato a livello delle peggiori formazioni del torneo e non si è più ripreso. Qualche partita l’ha vinta per carità, ma sul come (vedi non-prestazioni di Udinese e Verona al Sant’Elia) è meglio stendere un velo. Ora proprio Nainggolan torna con la fortissima Roma. Chiediamo al fato di chiudere un occhio sulle mattane del presidente e speriamo che si avveri l’augurio che si faceva il compianto Nereo Rocco quando scendeva in campo il suo Padova: “Vinca il migliore? Sperem de no”.

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4 Pensieri su &Idquo;Il Cagliari si affida al detto di Rocco: vinca il migliore? Sperem de no

  1. Pingback: Sardegna Sport » Cagliari-Roma, la preview di Nanni Boi – Fato, chiudi un occhio davanti alle pazzie isolane

  2. mi dispiace contraddirla sig. Nanni Boi ma non mi sembra proprio che il bravissimo e amatissimo Nainggolan non sia stato degnamente sostituito.Vecino mi sembra che finora non abbia affatto sfigurato sostituendo il ninja…anzi mi sembra perfino più deciso ed efficace quando si avvicina all’area avversaria.. nelle prime tre partite da titolare ha fatto due goal e procurato un rigore. poi c’è anche il completo recupero di Erickson,uno che a 20 anni, prima dell’infortunio, si era già fatto qualche partita con la nazionale svedese..Tabanelli era titolare nel centrocampo del Cesena ,una delle migliori formazioni della nostra serie B, insomma tre uomini per sostituirne uno non mi sembra poco…su Cellino non mi dilungherò in elogi sperticati: sono le statistiche che dicono che nessun presidente del Cagliari ha tenuto per così tanti anni la squadra in serie A, gli ultimi anni senza stadio sono addirittura un miracolo unico al mondo, si unico tanto da far anche girare la testa al nostro ,come dice lei,per delirio di onnipotenza.Ma lui queste cose le ha fatte e ,soprattutto ” ha cacciato la grana” per il tentativo dei terreni dello stadio a Elmas, per Is Arenas, per il nuovo tentativo al S.Elia….con 12 anni di bilanci in ordine in un ambiente in cui il fairplay finanziario è un optional..sarà pittoresco ma è il nostro presidente.
    La leggo e leggerò sempre con molto piacere.

  3. Ciao Nanni, in effetti concordo con Antonello Muscas. Mi chiedo, cosa poteva pretender , chiunque capisca un po’ di calcio e di economia, da una piccola società come il Cagliari più di quello che è riuscito a fare Cellino? Qualcuno è davvero così sprovveduto da pensare che. Il Cagliari potesse lottare per lo scudetto o per la coppa dei campioni? Siamo seri, ha tenuto la squadra in A per vent’anni e soprattutto, ha tenuto i bilanci in ordine, fatto questo che rende il Cagliari società appetibile anche per grossi investitori. Ed anche con i giocatori secondo me ha agito bene. Nainngolan era in calo da almeno tre anni e, forse andava venduto anche prima. Stesso discorso per Astori. Buona domenica e un caro saluto, andrea

    • Ciao Andrea, Siamo arrivati sesti in serie A quando non c’era più Gigi Riva e gli unici incassi erano quelli del botteghino giacchè la società presieduta da Mariano Delogu non aveva il becco di un quattrino. Questo per dire che la competenza ha sempre un ruolo di primo piano, sia che ci sia la materia prima (i soldi) sia quando questa non c’è. Abituarsi al quindicesimo posto o giù di lì non è propriamente il massimo della vita. Sulla cessione di Nainggolan nulla da obiettare, l’ho sempre scritto da quando c’è questo blog che sarebbe partito e anche che fosse giusto partisse. Ma con un po’ di competenza si poteva e si doveva sostituire. C’erano due anni di tempo per farlo e invece non è arrivato nessuno con quelle caratteristiche. Non capisco perché Antonello mi parli di Vecino, con il ruolo di Nainggolan non ha nulla a che spartire.

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