Ora Pulga deve lavorare mentalmente sul gruppo, riportare Sau-Murru in campo e Ibarbo sulla fascia. Suazo ottimo secondo

Sono affezionato a David Suazo per molti motivi. Intanto perché nella storia del Cagliari si è conquistato uno spazio importante superando il muro dei cento gol. Prima ancora perché appena acquistato da Cellino (c’è stato un tempo in cui il presidente prendeva anche i buoni giocatori… fino a quando con Larrivey cominciò a perdere colpi) ricordo lo splendido quadro che mi fece di lui Oscar Tabarez appena arrivato a Cagliari. Grazie alla comune amicizia con Sergio Melis (Tuili 1957, ex centrocampista dell’Iglesias, professore di educazione fisica, giornalista pubblicista e per un periodo preparatore atletico del Cagliari. Oggi gestisce una palestra in via Garibaldi sempre piena di gente di tutte le età che come per incanto si sistema schiene, cervicali, muscoli e  glutei) il tecnico uruguaiano mi concesse la sua prima intervista appena sbarcato in Sardegna. Suazo lo aveva visto ai mondiali under 20 disputati l’anno prima in Ghana e ricordo perfettamente che il Maestro me lo indicò al secondo posto tra le giovani promesse notate in quella manifestazione dopo lo spagnolo Xavi (sì, proprio quello del Barcellona). David Suazo era ancora alle prime armi quando feci uno strappo alla regola andando a casa sua per intervistarlo (mi era capitato solo con Oliveira in precedenza) nel primo appartamento in affitto preso dall’honduregno in una traversa dietro viale Diaz, vicino al palazzo della Finanza. Era molto timido e non ancora padrone della lingua, ma accettò l’incontro dopo che Matteoli gli aveva garantito che del sottoscritto poteva fidarsi. Per tutto questo insieme di cose sono stato felice per lui quando si è sistemato con un bel contratto  all’Inter, e gli ho perdonato l’irriverenza di quei 22 gol con cui un anno osò superare il record stagionale di segnature in rossoblù che apparteneva al Bomber. Detto questo, con il ritorno di Pulga in panchina sarà lui il secondo allenatore. So che la sua idea di calcio è quella di un gioco veloce e verticale, finalizzato alle conclusioni a rete (da buon attaccante contropiedista…),  ora farà apprendistato alle spalle di Ivo Pulga che in questo finale dovrà fare un grosso lavoro psicologico per motivare mentalmente la squadra, visto che difficilmente potrà migliorarla dal punto di vista atletico. Il compito dell’ex mediano di Campogalliano non è poi così difficile. basta rimettere Ibarbo al suo posto e riportare Sau e Murru in campo. Lanciando qualche giovane che nella Primavera morde il freno come Deiola o Montis, senza dimenticare Masia e Barella. Non è il momento? Mah, forse sono troppo ottimista, ma credo che dietro, a parte il Sassuolo, siano dei morti. Anche giocando con undici Oikonomou non potranno riprenderci. In queste sei partite basteranno tre punti per salvarci. E forse sono pure troppi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...