Carletto ne ha fatta un’altra delle sue

Carlo Ancelotti aggiunge un altro tassello alla sua già fornitissima bacheca. Guidando alla vittoria il Real Madrid alla conquista della Coppa del Re nella finale contro il Barcellona di Messi, il tecnico di Reggiolo ha centrato il suo primo trofeo con le Merengues. Quel suo aspetto bonario, di uno che non se la tira e che tutto sommato non dà l’idea di non dormirci la notte, non deve trarre in inganno. Carletto è un signore che ha vinto di tutto e di più (28 trofei equamente divisi tra la carriera di calciatore e quella di tecnico). Soprattutto ovunque: Italia, Inghilterra, Francia e adesso Spagna. Ha conquistato per diverse volte premi come miglior allenatore dell’anno (in Italia, in Europa e nel mondo), ha fatto innamorare tutte le piazze che lo hanno visto protagonista sia in campo che in panchina (oltre 1300 presenze in totale!), ha sempre dato l’esempio di come debba essere vissuto lo sport rimanendo se stesso, tenace, affabile e disponibile, in tutti i luoghi in cui ha lavorato. Solo lui e pochissimi altri potevano essere amati contemporaneamente a Roma come a Milano. Due coppe dei campioni da calciatore, altrettante (per ora) da tecnico, ha avuto il privilegio di poter vivere in città come Roma, Milano, Torino, Londra, Parigi, Madrid. Ha vinto ovunque con un unico cruccio, la Juventus, dove non è stato mai amato (giusto una coppetta Intertoto per le statistiche) e dove a Perugia subì la beffa di perdere uno scudetto ormai vinto. A Reggio Emilia, al debutto dopo anni di secondo in nazionale con Sacchi Ct, ottenne la prima storica promozione degli emiliani in A. A Parma non vinse campionati, ma il secondo posto con Crespo goleador è tuttora il miglior risultato nella storia dei ducali. Poi i grandi trofei nei nove anni al Milan e il resto è storia nota con Chelsea, Psg e Blancos. Il Real quest’anno è ancora in lizza per la Liga e per la Champions. Vada come vada Carletto è già un mito.

 

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2 Pensieri su &Idquo;Carletto ne ha fatta un’altra delle sue

  1. Un giusto elogio ad un Allenatore che ha dimostrato che si può essere vincenti senza necessariamente essere antipatici e presuntuosi, senza gridare a chissà quali complotti e senza fare scenate patetiche di vittimismo. Ha vinto tanto e, ahimè, ha buttato al vento anche qualcosa ( La Coruna 2004 e Istanbul 2005 su tutte ), alla Juve in due anni ottenne tantissimi punti e , Perugia a parte, perse uno scudetto a causa di due papere di Van Der Sar nello scontro diretto contro la Roma a poche giornate dal termine. Nonostante tutto però il suo sopracciglio sinistro ha saputo rialzarsi alla grande.

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