Il Cagliari adesso deve provare i giovani per dare un senso a questa stagione incolore

Il Cagliari l’anno scorso chiuse la stagione all’11° posto con 47 punti. Non fu un campionato certo straordinario, ma con ogni probabilità sarà migliore di quello attuale visto che nel confronto fra le due stagioni alla 33esima giornata questa squadra ha totalizzato 9 punti in meno. Ciò significa che per eguagliare il rendimento passato dovrebbe vincere 5 partite su 5 (in tal caso si migliorerebbe di un punto) e la qualcosa risulta perlomeno problematica dovendo affrontare fra le altre Napoli e Juventus. Purtroppo non si può neanche dire che i rossoblù abbiano pagato i problemi relativi allo stadio perché l’anno scorso di questi tempi la situazione era addirittura peggiore. Purtroppo è stata un’annataccia e dobbiamo solo ringraziare che pur avendone viste di tutti i colori la squadra non abbia mai corso seri problemi di retrocessione. Però a questa stagione si può dare ancora un senso utilizzando qualche giovane in queste restanti gare. Mettiamo da parte quelli che di chances ne hanno avute sin troppe, proviamo per una volta a valorizzare i tre o quattro Primavera che meritano un po’ di attenzione (e con loro il portiere Silvestri per vedere di che pasta è fatto). Smettiamola con la solita tiritera che servono ancora dei punti per essere al sicuro. Tanto lo sappiamo che è solo una scusa per non scontentare i senatori.

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2 Pensieri su &Idquo;Il Cagliari adesso deve provare i giovani per dare un senso a questa stagione incolore

  1. Se nella ” Primavera” ci sono dei giovani che meritano di essere lanciati in prima squadra, è bene che ciò avvenga. Ma temo che non si verificherà. Dopo quanto è avvenuto con Murru (nazionale Under 21 e stage a Coverciano) e con Del Fabbro ( nazionale under 19 e gol nell’ultima amichevole) figuriamoci se osano promuovere un altro giovane in prima squadra. Il rischio è che la Società debba sganciare qualche Euro in più per confermarli in rossoblu. Meglio i tanti carneade stranieri pronti a rientrare nei loro Paesi a “sonu ‘e corru” . Come è capitato, giusto per citare l’ultimo avvenimento, con quel povero portiere spagnolo lanciato allo sbaraglio ( con Ivramov in panchina) e poi rimandato al mittente.

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