Alla Juve bastano 14′ per spegnere il Cagliari, poi è festa grande

Era il giorno della festa bianconera e non poteva certo essere il Cagliari di questi tempi a rovinarla. Dopo 14’ il pur bravo Silvestri aveva già raccolto due palloni in fondo alla rete e buon per i rossoblù che la Juventus si sia fermata dopo il terzo gol di Marchisio, succeduto a quelli di Pirlo e Llorente. Si chiude così una stagione meravigliosa per il popolo torinese e piuttosto incolore per quello cagliaritano. Se da un lato c’è la gioia per i 102 punti che costituiscono un record per il nostro campionato, dall’altro c’è da dire che quest’anno per salvarsi ne sarebbero bastati 33, roba che anche il Lanciano (per dire una squadra che la serie A non l’ha mai vista) avrebbe potuto farci un pensierino. Paradossalmente al posto di Conte non ci avrei tenuto così tanto all’ennesimo record numerico della strepitosa stagione juventina, perché per raggiungerlo, soprattutto nel finale quando era ormai assodato che la sua squadra avrebbe rivinto lo scudetto, la Juve ha perso importanti energie che sono risultate fatali col Benfica in Europa League. E poi aggiungo che se 102 punti sono la testimonianza di una supremazia schiacciante, allo stesso tempo paradossalmente finiscono per svilire l’impresa. Come a dire che le avversarie si sono rivelate troppo scarse

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