Milan 4° con Seedorf, ma allora perché Inzaghi?

La promozione di Pippo Inzaghi sulla panchina della prima squadra del Milan è l’ennesima vittoria ottenuta da Galliani nell’ultimo periodo. Dopo aver rinsaldato il proprio posto nelle gerarchie societarie, il geometra di Monza  ha fatto pulizia dei collaboratori sgraditi dando il foglio di via a Seedorf con una ben congegnata campagna di stampa. Dal punto di vista dei risultati infatti l’olandese ha fatto quello che doveva fare (al suo arrivo nessuno pensava alla qualificazione in Europa League). Il tecnico nato in Suriname aveva ereditato da Allegri una squadra che al termine del girone di andata aveva ottenuto la miseria di 22 punti e lui in quello di ritorno ne ha conquistati 35. Con Allegri il Milan ha girato all’11° posto, con Seedorf nel ritorno il Milan è 4°. Queste sono le cifre, se poi qualcuno finge di non vederle per eccesso di deferenza nei confronti di Galliani è un altro paio di maniche. Con Inzaghi il Milan accentua la linea dell’austerity già perpetrata negli ultimi anni perché non può permettersi evidentemente un tecnico dei migliori. E’ un’altra scommessa, ma non parliamo di programmazione per favore.

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6 Pensieri su &Idquo;Milan 4° con Seedorf, ma allora perché Inzaghi?

  1. Ciao Nanni sono Giulio Martinelli (dirigente ESPERIA) seguo la tua rubrica sempre,avrei piacere poterti inviare un articolo apparso su
    CALCIONEWS24.com a proposito dei ns giovani costretti ad andare fuori dalla loro terra
    Ti ringrazio e complimenti ti saluto cordialmente
    Giulio Martinelli

  2. Qua si continua a voler fare le nozze con i fichi secchi – senza offesa per l’asciutta fisicità di Super Pippo – e l’idea è che si tratti dell’ennesima operazione di maquillage, solleticata per giunta da una tifoseria che, legata ai fasti del passato, adora Inzaghi.
    Ma una cosa è il calciatore, altra sarà l’allenatore Inzaghi.
    Per il bene del Milan, ci si augura che i successi colti con la Primavera rossoblù siano solo l’antipasto della carriera di Pippo, che – dicono i soliti bene informati – avrebbe lavorato non poco dentro, fuori e tutt’intorno allo spogliatoio, con la complicità di alcuni ex compagni, per fare le scarpe ad Allegri e lastricarsi pian piano la strada che l’avrebbe portato (i fatti di oggi parlano chiaro) sulla panchina della prima squadra.
    Altrimenti, il calcio italiano avrà bruciato un altro allenatore.
    Ero scettica su Seedorf, lo sono su Inzaghi. Antipatia a pelle. Incredibile, piuttosto, che per alcuni soggetti valga il concetto del “troppo giovane e inesperto” e per altri no. Per un Milan che sia a livello di risultati che a livello societario non può più fallire, Inzaghi è un bell’azzardo. O semplice disperazione.

  3. Sul fatto che Galliani non stimasse Seedorf è cosa nota, la domanda è: perché Berlusconi si è disinnamorato tanto velocemente di un allenatore che ha voluto a tutti i costi?

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