L’inizio di un’era: era la Spagna

La fine di un’era? L’unica cosa certa è che la Spagna era e adesso non è più. Sarà che il nuovo re Felipe è meno fortunato di Juan Carlos, che Olanda e Cile non erano proprio avversari comodi, che dopo tanti anni di vittorie un periodo di stasi è nella logica delle cose. Certo, si potrebbe obiettare che c’era modo e modo. Nessuna nazionale campione in carica è mai uscita così presto (vado a memoria, magari sbaglio). La stessa Italia del 1974, che pure quattro anni prima in Messico era arrivata seconda e quindi è fuori da questa classifica, venne eliminata dalla Polonia nella terza e ultima partita del girone. In genere in questi casi la scusa più comune che si tira in ballo è la disgregazione del gruppo in clan. Ma non credo proprio che sia questo il motivo. La verità secondo me è molto più semplice. Puoi essere bravo quanto vuoi, ma nel calcio per vincere sei condannato ad avere un’eccellente condizione fisica. Mi sembra che la squadra di Del Bosque invece non ne avesse proprio. Del resto non si prendono sette gol in 180’ se hai quel tasso di classe e ti reggi almeno in piedi. Il mondiale perde una protagonista annunciata e quindi regala un’altra grossa sorpresa dopo la cinquina orange sempre ai danni degli ex campioni, la vittoria della Costa Rica sull’Uruguay e il pareggio della Corea del Sud con la Russia. Non ci stiamo annoiando, credo sia già qualcosa, no?

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7 Pensieri su &Idquo;L’inizio di un’era: era la Spagna

  1. La tua memoria non ti tradisce, ovviamente io ho dovuto controllare le statistiche,spinto dalla curiosità. Semplicemente la fine ( anche se brutta ) di un ciclo meraviglioso durato 6 anni ( europeo, mondiale, europeo : mi pare sia un record, giusto?).
    Non ci stiamo annoiando, mondiale molto interessante. Tra le sorprese direi anche la misura della sconfitta del Portogallo: vero che la Germania è forte ma il Portogallo ha deluso parecchio. Che dici?

    • “il Portogallo ha deluso parecchio”

      c’è da rimanere sconcertati da prove come quella del Portogallo con la Germania o del Camerun con la Croazia… com’è possibile essere deconcentrati o molli o giocare con “sufficienza” ai Mondiali? E visto che va di moda all’occorrenza anche “naturalizzare” stranieri o convocare oriundi, è possibile che il Portogallo non riesca più a procurarsi un centravanti serio dai tempi di Jordão? Attendo il riscatto dei lusitani!

  2. La Spagna sparisce perchè superata nel gioco e fisicamente spenta. Anche il Portogallo è sulla medesima strada. Per quanto riguarda la Russia, al di là del pareggio nella sua partita di esordio, ci sembra un bel pallone gonfiato ( dal suo allenatore).

  3. Premettendo che non capisco tutta questa gioia sfrenata di media e social italiani per il fiasco iberico (noi abbiamo solo vinto una partita, per quanto importante ed in maniera tutto sommato convincente) io ci andrei piano dicendo che sia finito un ciclo: i giocatori delle tre squadre di club principali, se avete seguito i finali di Liga e Champions, sono arrivati al mondiale letteralmente bolliti, il primo motivo di questo fallimento è prettamente fisico, e su questo ha ragione Nanni.
    L’unico ciclo finito mi pare quello di Casillas ma per il resto la Spagna ha ancora giocatori top in età ancora giovane o relativamente giovane (Iniesta, J.Martinez, T.Alcantara, Silva, J.Alba etc), senza contare poi chi ha lasciato a casa…
    A memoria mi paiono le stesse parole utilizzate per la Francia 2002 che si presentò in Corea da campione del mondo e d’europa in carica facendo una pessima figura salvo poi (con la stessa intelaiatura) perdere ai rigori la finale mondiale 2006.

  4. Buongiorno Nanni, la “decepcion” di Costa non ti ha ricordato il caso di Ruben Cano, l’argentino naturalizzato spagnolo che avrebbe dovuto essere il centravanti risolutore per la Spagna ai mondiali guardacaso argentini del 1978 e invece dopo il gol qualificazione con la Yugoslavia fece un fiasco tremendo e fu fischiato in ogni stadio?

    • Grande Piero, certo! Nel caso di Costa però (parlo del fallimento in questo mondiale) ci metto assieme l’infortunio che gli ha fatto perdere la migliore condizione e un altro grosso problema: il suo modo di giocare predilige i palloni lunghi (e il gioco aereo) in contropiede, cosa che mal si inquadra con i fraseggi dei centrocampisti del Barcellona. E’ lo stesso motivo per cui Mandzukic scapperà da Guardiola.

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