La lettura migliore l’avrebbe fatta Nino

Aveva ragione mio fratello Nino che il calcio non lo amava e quando non poteva farne a meno lo seguiva con fastidio. Era calcolo puro il suo, interesse neanche un po’ celato. Perché se in tivù trasmettevano una partita non poteva vedersi i suoi film. Li adorava qualunque fosse il genere. Il massimo della goduria lo visse il giorno di Cagliari-Atletico Madrid, Coppa dei Campioni nell’ottobre del 1970. C’era una barbara usanza nella Rai di allora, quella di non trasmettere la diretta nella zona in cui si giocava. Così su Cagliari trasmisero il film “Il topo” fra la mia disperazione e al sua esultanza condita di un sano cinismo per niente annacquato dal mio pianto a dirotto. “Cosa vuoi, oggi non ci fanno vedere le palline” diceva alzando occhi e mani al cielo come per finta disperazione. E poi subito dopo aggiungeva: “Beh, adesso vai fuori dai santissimi che con questo pianto non sento nulla”. Si era convinto davvero che fossero tutti incapaci quando Fabbri ci aveva fatto conoscere la Corea nel 1966, e da allora non avrebbe cambiato più opinione. Le sue analisi calzerebbero perfettamente a pennello in occasioni come queste. L’Italia è fuori dal mondiale? Non c’è spazio per il rammarico o la delusione, men che meno per le lacrime. Lui avrebbe commentato così: “…Ma che son tutti una massa di bidoni!”. Non esistevano mai scuse di sorta, e se qualcuno avesse detto che l’espulsione di Marchisio non c’era avrebbe avuto la risposta pronta. “E io cosa ti ho detto: sono tutti una massa di bidoni. Arbitro compreso”. Ti smontava così, lucido, icastico, ermetico, sintetico eppure analitico. In un mondo di paraculi in cui ci affanniamo a trovare mille scuse quando l’ipocrisia del calcolo trionfa (parlo del prima, poi o salgono tutti sul carro del vincitore o ammazzano il Ct di turno) uno come Nino ci starebbe proprio bene.

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4 Pensieri su &Idquo;La lettura migliore l’avrebbe fatta Nino

  1. Sto con Nino: scarsi tutti. A casa, tanto loro restano milionari lo stesso e in Italia non ci sono grandi ricambi e molti bravi se ne vanno all’estero a guadagnare ancora di più e rischiano di non essere più seguiti per la Nazionale, l’esempio più clamoroso è quello di Diamanti che va in Cina a quattro mesi dal Mondiale e nessuno si pone il problema….

  2. Ad essercene persone come Nino ! Purtroppo, dopo la prevedibile eliminazione dell’Italia, tuitti quelli che vedevano in “super Mario ” l’eroe capace di portarci molto lontano nei mondiali brasiliani, hanno immediatamente fatto marcia indietro e, non avendo la forza o il coraggio di farlo personalmente, hanno consentito che altri dicessero quanto abbiamo sempre pensato (e scritto) : Balotelli, dopo il Milan e l’esonero di Allegri, avrebbe fatto male alla nostra nazionale ed a Prandelli. Così è stato. Con l’aggiunta, questa volta, di Abete. Aveva ragione Nino : ” Ma che son tutti una massa di bidoni ! ” Aggiungerei : e opportunisti.

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