Tachtsidis porta ancora jella a Zeman e Verona esulta

Tachtsidis, un nome che Zeman farà bene a tenere lontano da sé in futuro . Per imporlo titolare a Roma a discapito di De Rossi due anni fa ci rimise il posto, oggi il boemo ha pianto di nuovo per una rasoiata del greco a due minuti dalla fine che è costata la quarta sconfitta in campionato del Cagliari. Quando costruisci tre nitidissime palle gol e non ne sfrutti una, nove volte su dieci perdi, a maggior ragione se giochi in trasferta. Il problema del Cagliari a Verona è stato questo, il resto è poesia. Caso mai si può discutere sull’opportunità di creare tanto ben di Dio per giocatori che non sono attaccanti di ruolo e quindi (almeno in teoria) più facilmente predisposti all’errore in zona tiro. Ibarbo è uno di questi, gli sono capitate due occasioni facili facili, ma alla resa dei conti altrettanto facilmente le ha sciupate. C’è poi da mettere nel conto l’errore di Ceppitelli  sotto porta, e questo è più difficile da spiegare. Perché vedendo le amnesie difensive dell’ex barese (stavolta peraltro ha salvato anche un pallone sulla linea), si suppone che la scelta di acquistarlo sia dipesa soprattutto dai suoi gol di testa su azioni da fermo. Ma stavolta il suo proverbiale stacco aereo non ha funzionato. Il Cagliari è andato così al riposo ringraziando peraltro l’errore di arbitro e guardalinee che hanno annullato un gol regolare di Toni. Nella ripresa la prevedibile trasformazione del Verona che dopo aver sudato freddo ha capito di poter piazzare il colpo vincente. I gialloblù col trascorrere dei minuti hanno preso il sopravvento sfiorando il vantaggio con le due traverse colpite da Jankovic e Toni (splendida cannonata del serbo sulla prima)  e piazzando a pochi minuti dalla fine la botta vincente con il siluro del citato Tachtsidis che ha fatto secco il pur attento Cragno.  C’è da aggiungere peraltro che stavolta anche i cambi hanno fatto la differenza. Jankovic e Hallfredson hanno dato una marcia in più ai padroni di casa, mentre Longo, Joao Pedro e Farias hanno fatto rimpiangere Sau, Cossu e Dessena.  Peccato Cagliari, un’occasione sciupata.

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