Scocca l’ora di Pellé: campione o bidone?

Per alcuni è un bidone spacciato, per altri un grande attaccante che solo per un insieme di circostanze avverse ha ritardato la sua maturazione. In Inghilterra a Southampton, dove gioca da luglio, non hanno perso tempo ad eleggerlo come The Italian goalmachine. Graziano Pellè, il leccese conterraneo del Ct Conte che stasera all’età di 29 anni debutta in Nazionale contro Malta, ha comunque una carriera indubbiamente particolare. Pantaleo Corvino, uno che i giovani li vede prima degli altri, lo portò giovanissimo nello squadrone salentino della Primavera che vinse a mani basse tutto quello che c’era da vincere in campo nazionale (leggi coppa Italia e due volte il campionato). Però è anche vero che pur avendo girando abbastanza dalle parti nostre (Lecce-Parma-Sampdoria) il  biglietto da visita del centravanti non è certo dei migliori avendo segnato in serie A la miseria di 1 gol in 24 presenze (oltre a 16 in 62 gare di B dove ha giocato con le maglie di Catania-Crotone-Cesena). Ma allora come ci è arrivato in azzurro questo ragazzone che sfiora di 1,95 di altezza e che dopo un inizio travolgente in Under 20 (10 gare e 7 gol) si era bagnato le polveri nell’Under 21 dove era rimasto a secco in 16 partite? La sua svolta ha un nome preciso: Louis Van Gaal. Il tecnico del Manchester lo vide in azione nell’Europeo U.21 e fece spendere alla sua società, l’ AZ Alkmaar la bella somma di 6,5 milioni di euro per portarlo in Olanda. Tanta apertura di credito non venne mai ripagata perché in 4 stagioni Pellè segnò solo 14 gol, ma il giovanotto fece tesoro di quell’esperienza e la mise a frutto al secondo giro, dopo un poco significativo ritorno in Italia, esplodendo definitivamente col FeYenoord dove negli ultimi due anni ha siglato 50 reti in 57 partite. Da qui il passaggio in Premier, i primi gol oltre Manica e l’arrivo in azzurro dove stasera comincerà una nuova avventura. In bocca al lupo Graziano.

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2 Pensieri su &Idquo;Scocca l’ora di Pellé: campione o bidone?

  1. Come in molti casi della vita, anche nello sport c’è chi ” esplode” prima e chi ha bisogno di un po’ di tempo in più per manifestare le proprie qualità. Un mio vecchio insegnante diceva :” Gli uomini si dividono in due categorie : chi ha bisogno di un piatto di pastasciutta e chi di due. Così nella scuola: c’è chi apprende subito, e c’è chi ha bisogno di qualche giorno in più per capire certe materie. Alla fine sono ugualmemnte bravi. Conosco bravissimi scolari che tardano ad imparare le tabelline, ma quando le imparano non le dimenticano più. Pellè ha tardato a fare gol , ma ora è diventato un vero cannoniere.

    • Il problema di quei giocatori dal fisico possente spesso non è solo personale, ma anche e soprattutto del modulo di gioco utilizzato dalla squadra nella quale giocano. Questo avviene per i “giganti” in misura maggiore rispetto ai piccoletti. Ricordo Bernardo Corradi nel Cagliari di Ulivieri che retrocesse. E’ vero che era ancora inesperto, ma di certo con un modulo più consono alle sue caratteristiche avrebbe potuto realizzare qualche gol, invece col Cagliari che mai faceva un cross dalle fasce e arrivava al tiro una volta ogni morte di papa, quello che ne soffriva di più era proprio lui che concluse la stagione con 20 presenze e zero gol. Si è visto poi che qualcosa valeva perchè alla Lazio arrivò in doppia cifra e conquistò la maglia azzurra.

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