Le lezioni di Empoli: il Cagliari ne regala una di calcio, l’altra è quella di civiltà dei tifosi di casa

E adesso i conti cominciano a tornare. No, non Daniele ancora infortunato, ma tutto quanto si diceva su Zeman e dintorni. Il Cagliari che segna tanti gol (13 in 8 gare), Sau che compare nella classifica dei migliori cannonieri (4 reti), le vittorie in trasferta (due a colpi di quattro gol per volta), lo spettacolo che non manca mai, ecc. ecc. Casomai stona (si fa per dire) la porta rossoblù finalmente inviolata, ma non si può avere tutto. E’ bastato un quarto d’ora per sgonfiare l’Empoli dei miracoli, l’ultimo del primo tempo nel quale il Cagliari ha giocato a poker. Di Sau si è detto, a pari quota l’ha raggiunto Ekdal proprio un attimo prima del fischio di Pairettino, in mezzo Avelar ha voluto contestare con successo quanto dicevo una settimana fa a proposito della bassa percentuale di realizzazione del Cagliari sui calci piazzati. Prima ha infilato Bassi (sostituto di Sepe) con una punizione all’incrocio di rara bellezza; quindi lo ha infilato nuovamente su calcio di rigore. A parte il nervosismo di Ibarbo che voleva segnare a tutti i costi e non ci è riuscito, meglio di così non sarebbe potuta andare. La ripresa è servita solo per consentire a Cragno di uscire finalmente imbattuto e per dare la patente di grande maturità alla tifoseria di casa. Da altre parti sullo 0-4 sarebbero piovuti fischi, al Castellani solo applausi ai propri beniamini e cori inneggianti al tecnico Sarri. Questa è la gente che deve riempire gli stadi.

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3 Pensieri su &Idquo;Le lezioni di Empoli: il Cagliari ne regala una di calcio, l’altra è quella di civiltà dei tifosi di casa

  1. Buona domenica Nanni,
    è bello poter parlare della serenità del pubblico empolese che nella sua piccola dimensione è riuscito anche a sottoscrivere 7000 abbonamenti, un aspetto del calcio di provincia da rivalutare ( come Cesena 13000 abbonati e Sassuolo altri 7000).
    Ma sopratutto a me piace parlare di Cragno e Donsah, li vedo come le nostre grandi speranze e penso che possano solo crescere, tanto e bene.
    Che tu sappia Donsah, ganese di nascita e arrivato nel nostro Paese su un barcone all’età di sette anni, che nazionalità ha?

    • Ciao Piero, non so molto di Donsah, se non che dopo essere stato al Palermo prima di arrivare al Verona (che lo ha fatto debuttare in A l’anno scorso) aveva provato per la Roma senza successo. Ad Accra era cresciuto nel Dc Agogo la stessa squadra da cui sono venuti fuori Cofie, Boakye e Acquah. I primi due vennero adocchiati dal Genoa che se li prese dopo un torneo giovanile in Veneto, mentre Acquah e Donsah, in tempi diversi, sono finiti a Palermo. Negli ultimi tempi è stato scritto che il Cagliari ha pagato un milione il suo intero cartellino, inizialmente avevo letto che era arrivato in prestito con diritto di riscatto. Può darsi che una cosa non escluda l’altra (nel senso che basterà perfezionare il pagamento di quella cifra per averlo tutto) ma non ho certezze in tal senso.

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