Genoa fortunato con la Juve, ma il coraggio di lanciare un 17enne l’ha premiato

La Juventus sconfitta a Genova in pieno recupero e raggiunta in vetta alla classifica dalla Roma dovrebbe farsi benedire. Di che crisi si vuole parlare quando la palla va a sbattere ripetutamente contro pali e traverse e quando il portiere Perin (che a vederlo sembra un incrocio tra Daniele Conti, il regista Sergio Rubini e il cantante Alberto Fortis), compie tre parate impegnative e una da guinnes? Il Genoa ha avuto una fortuna sfacciata, e su questo penso che nessuno possa avere da ridire, ma Gasperini questa fortuna in qualche modo se l’è meritata. Perché solo un allenatore con due attributi grandi così così poteva decidere di buttare nella mischia contro la regina del campionato un ragazzino di 17 anni, il più giovane della serie A, ovvero il regista Rolando Mandragora e chiedergli di contrastare le giocate di Paul Pogba, unico giocatore del nostro campionato inserito tra i papabili per l’assegnazione del Pallone d’Oro. Mandragora nelle giovanili azzurre è compagno di squadra del cagliaritano Barella, che quel record di gioventù avrebbe potuto stabilirlo già l’anno scorso ai tempi di Pulga (quando andò in panchina). Vada come vada un augurio, che è quasi una promessa, possiamo farcelo: che per i prossimi quindici anni con questi due il talento nel centrocampo azzurro non mancherà di sicuro.

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