Giovinco, Balotelli e Zaza: 2 gol in 3. Cosa ci fanno in nazionale?

Il gol dovrebbe essere il miglior biglietto da visita per un attaccante che vuole vestire la maglia della nazionale, quello che non fa mai sbagliare il ct di turno. Ma non sempre è così. Cito a memoria solo alcuni esempi. Roberto Pruzzo, cui non valsero tre titoli di capocannoniere per convincere Bearzot; negli stessi anni l’oriundo sardo (di Nurallao) Delio Onnis, che naturalizzato argentino segnava valanghe di reti in Francia vincendo titoli di capocannoniere a gò gò, eppure Menotti gli preferiva sempre Luque perché giocava in patria. Andando molto indietro nel tempo era noto l’ostracismo di Vittorio Pozzo per Felice Placido Borel detto Farfallino, enfant prodige della Juve dove si impose giovanissimo. Lo stesso Gigi Riva ignorato da Fabbri ai mondiali del 1966 nonostante in allenamento a Coverciano fosse il più in forma della comitiva.  E la lista potrebbe continuare. Venendo ai giorni nostri obiettivamente ad Antonio Conte non avremmo potuto chiedere di più: 4 partite e altrettante vittorie con quel che passa il convento non sono certo da buttare. Viene semmai da chiedersi se il convento non potrebbe passare qualcosa di meglio. La convocazione di Balotelli in tal senso fa parlare parecchio. Come non era giusto considerarlo l’unico colpevole della fallimentare spedizione ai mondiali brasiliani, è discutibile che il Ct l’abbia chiamato dopo un inizio di stagione disastroso. Nel Liverpool per chi non lo sapesse non ha segnato neanche lo straccio di un gol in 9 partite di campionato, dove stanno i meriti?  Idem dicasi di Giovinco. Bravo quanto si vuole ma quest’anno ha giocato solo 4 spezzoni di gara e l’anno scorso, proprio con Conte ebbe un minutaggio pari a 6 partite in tutta la stagione! Lo stesso Zaza dopo un inizio promettente si è fermato a 2 reti in 9 gare. Davvero non c’era di meglio?

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7 Pensieri su &Idquo;Giovinco, Balotelli e Zaza: 2 gol in 3. Cosa ci fanno in nazionale?

  1. Vero e oggi che stiamo festeggiando il 70° del Più Grande tutto cio’ fa veramente specie.

    Basti solo un dato:
    Riva dal 1 Novembre 1967 (Italia-Cipro) al 10 Maggio 1970 (Portogallo-Italia) giocò esattamente 13 partite e segnò (attenzione..) qualcosa come 19 gol!

    S P A V E N T O S O.

  2. Gli attaccanti di oggi segnano soltanto quando capita, raramente calciando da distanze che non siano pochi metri dal portiere. Mi ricordano tanto un certo Guerino Rossi che giocò nel Cagliari, in serie B, nella stagione ’60-’61. Sempre “imboscato” in area, togliendo spazio soprattutto a Tonino Congiu., alla fine riuscì a segnare ben 17 gol. Azzardare confronti con Riva. a prescindere dai nomi, è semplicemente impossibile. :

  3. ad esempio, non avrebbe meritato qualche possibilità in più in azzurro questo giocatore? tenendo conto che a certi attaccanti dimostratisi abbastanza “innocui” per le difese avversarie sono state concesse tranquillamente anche più di 20 presenze …

    “Ha esordito durante l’amichevole Italia-Irlanda del Nord (3-0) disputata a Pisa;nella sua partita di debutto ha siglato la sua prima rete in azzurro dopo pochi minuti dal suo ingresso in campo. Dopo questa apparizione non viene più convocato dai vari CT della Nazionale. [Vikipedia_Sergio_Pellissier] .

  4. Forse dobbiamo semplicemente accettare che un campionato mediocre passa giocatori mediocri.
    Quando nel 70 Riva vinse la classifica cannonieri lasciò dietro Vitali, Anastasi, Boninsegna, Chinaglia, Prati e Chiarugi, per tacere dei giovani come Pulici e Savoldi.
    I nostri dirigenti federali hanno voluto l’azienda-calcio? Eccoli accontentati con giocatori buoni per il torneo aziendale: ma ci rendiamo conto in che condizioni si è ridotto Cassano? Che squadre come l’Inter e il Milan preferiscono le figurine di Palacio e Torres piuttosto che provare uno come Bonazzoli o dare qualche chanche a Pazzini.
    Intanto i giovani Italiani trovano poco spazio e viviamo con un pizzico di ansia le qualificazioni per un Europeo la cui fase finale sarà a soli 24 squadre…

  5. Condivido le considerazioni di Piero. Da un po’ di anni, la Figc ha dimenticato di mettere in atto una vera politica tesa alla valorizzazione dei giovani. In questo momento pretende soltanto più soldi dal Coni che, disponendo di finanziamenti limitati rispetto al passato, intende premiare soprattutto le Federazioni che ottengono i migliori risultati in campo mondiale. Sempre per quanto riguarda la Figc, da molti anni ha abolito quelli che una volta si chiamavano campionato riserve e torneo De Martino: attività che consentivano la valorizzazione delle cosidette riserve e dei nostri giovani. Si dirà: esiste il campionato Primavera. E chi li segue questi campionati ? Le partite del campionato riserve e poi del torneo de Martino si giocavano il giorno precedente le gare delle due squadre titolari. E la gente le seguiva perchè aveva interesse a vedere giocatori che magari la settimana dopo, sarebbero stati inseriti nella formazione titolare. Ma sono considerazioni inutili. Comandano le Società, e quindi la Lega,, e nessun dirigente di federazione si mettere contro Società e Lega. ,

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