Rossettini? Ma no, diciamo pure paonazzi

La Juve vince la quinta gara consecutiva in casa del Cagliari (sul termine “casa” si potrebbe poi discutere), ritrova il sorriso dopo tre partite senza vittorie e si prepara per la Supercoppa con il Napoli nel migliore dei modi. Tutto regolare, sin troppo. Del resto, poteva essere il Cagliari reduce da un periodaccio la squadra capace di fermare la capolista? No che non poteva. Poteva essere la squadra di Zeman capace di bloccare quelli che dal novembre del 2013 in Italia danno la paga a tutti guardandoli dall’alto in basso senza pause? No che non poteva. Poteva sperare in qualcosa una formazione scesa in campo senza un attaccante di ruolo? No che non poteva. Poteva nutrire una qualche ambizione una squadra che utilizza abitualmente un portiere inesperto, un regista sin troppo esperto, un lungagnone e un piccoletto adattati al ruolo di punte (o per meglio dire disadattati)? No che non poteva. Poteva cambiare il corso delle cose un gol subito dopo appena 2’ di gioco? No che non poteva. E allora di che cosa vogliamo parlare! Altro giro altra corsa.

Ps: Una cosa però francamente mi ha fatto cadere le braccia. Eravamo intorno al 75’ e quel Marcantonio di Ogbonna all’improvviso si è trasformato in una libellula danzando manco fosse Nureyev tra cinque o sei avversari palla al piede. E’ partito dalla propria area di rigore per giungere nei pressi di quella rossoblù. Ecco, credo siano queste le cose che minano l’ ottimismo sul futuro. Ma forse era solo un incubo.

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13 Pensieri su &Idquo;Rossettini? Ma no, diciamo pure paonazzi

  1. Il Cagliari di Zeman continua a perdere senza fare un tiro in porta. Alla faccia di chi sosteneva che almeno ora giocava faccia a faccia tutte le partite. Io continuo e sostenere che era molto più divertente il Cagliari degli anni scorsi ( a parte le ultime sei sette partite dell’anno che regalava, o vendeva?). Questo lo trovo inguardabile. E intanto la serie b si avvicina!

  2. Indubbiamente pensavo che avremmo avuto qualche punto in più a fine 2014, se comunque non mi aspettavo miracoli da zeman bisogna sottolineare che bisognerà fare si molta attenzione nella lotta per non retrocedere (così come negli ultimi 12 tornei) ma che sarà sufficiente invertire la rotta in casa per raddrizzare la classifica.
    In trasferta abbiamo fatto 9 punti su 12 e rappresenta un buon bilancio mentre solo 3(!) sono arrivati al S.Elia…la chiave sta tutta qui

  3. 9 su 12 in trasferta? Ma sei sicuro? In realtà su 24 a disposizione ne ha fatto solo 9! Ma c’è da considerare che ne ha buttato due col Parma ( credo che poche squadre quest’anno lasceranno punti al Tardini) e due vittorie ( Inter e d Empoli ) sono frutto di dieci minuti di follia delle due squadre avversarie. Nel complesso, sarò io disfattista, ma ho visto gioco penoso, spessissimo inguardabile, e pochissimi punti. E ogni domenica le conclusioni del commentatore tv sono puntualmente : ” questo non è il Cagliari di Zeman!” Ma quale dovrebbe essere allora?

    • Intendevo 9 punti sui 12 totali racimolati sin’ora…in trasferta il rendimento oggettivamente in fatto di punti non è deficitario (l’anno scorso mi pare abbiamo vinto solo a Genova) e se ne avessimo fatto altrettanti (ma anche qualcuno in meno) in casa, cosa che dovrebbe essere più logica, la posizione in classifica non sarebbe così preoccupante e di certo non staremmo parlando di Zeman in bilico..tutto qui

  4. A me la cosa che ha dato più da pensare invece è stata un’azione su un rinvio sbagliato dalla juve; sulla loro trequarti Llorente ha anticipato in velocità Conti, dico Llorente non Lichsteiner. Forse al nostro grande capitano serve un po’ di riposo…

  5. Il proverbio dice che non si fanno i matrimoni con i fichi secchi! Penso che sia adatto per dire che il progetto Zeman è un bel progetto, però se non si hanno i giocatori rimane un’utopia. Bisogna avere il coraggio di decidere se deve giocare Conti o Crisetig. Tutti e due in campo scoprono la difesa, pos che Ekdal è l’unico centrocampista che riesce a giocare a buoni livelli. Senza mediani che corrono e coprono, la difesa sarà sempre in balia degli avversari. Se in attacco non abbiamo una punta che si faccia sentire (neanche Sau gioca dentro l’area) non si segna.
    Forse bisogna ridimensionare il sogno e adeguarsi alla realtà attuale e pazienza se non riusciremo a restare in serie A.

  6. Dimenticavo. Cragno sarà un buon prospetto ma serve un portiere che dia sicurezza ed esperienza. Se dovessero squalificarlo o si infortunasse chi gioca? Carboni visto che Colombi è sparito? Di Buffon ne esiste solo uno

  7. Brutto segno uno Zeman che rinuncia al 4-3-3 per proporre il 4-4-2. Nell’ultima parentesi romana, quando provò il 3-5-2 in Coppa Italia contro la Fiorentina, da lì a poco fu esonerato.
    Il Cagliari non è forte, e non ha il giusto atteggiamento mentale per affrontare la Juve con il suo (in teoria) arrembante 4-3-3 . E Zeman l’ha capito e ha schierato la squadra con 4 difensori centrali e 2 terzini, con il solo obiettivo di limitare gli avversari.
    Mossa non andata a buon fine, il solito uno-due da knock out nel primo quarto d’ora consente alla Juventus di passeggiare bellamente a velocità di crociera.
    Niente più di un allenamento è stata la morbida trasferta del Sant’Elia per gli uomini di Allegri. Cragno, duole dirlo, sta offrendo un rendimento non all’altezza della Serie A. Ieri ha avuto colpe evidenti su 2 dei 3 gol bianconeri. Non è un’eresia affermare che con un portiere decente il Cagliari avrebbe sicuramente qualche punto in più.
    Nel secondo tempo tornando a schemi più conosciuti i rossoblu sono sembrati un pochino meglio: netta la differenza in numero di tocchi palla, di movimenti e di atteggiamento dei giovanissimi Donsah e Caio Rangel rispetto agli imbolsiti senatori.
    Che metto sul banco degli imputati. Conti, Cossu, che giocano sempre, ma anche Dessena, Pisano e Murru: da loro sta mancando la svolta, non tanto per impegno e corsa, ma proprio come numero di tocchi palla, di movimenti e di atteggiamento.
    Lo zoccolo duro non ha digerito la rivoluzione in termini di mentalità. E si gioca in maniera offensiva spingendosi avanti, ma con una mentalità impaurita, difensiva e provinciale. Insomma, il papocchio degli ultimi turni.
    Sarà un caso che con Crisetig regista siano arrivati 8 punti in 5 partite (e le uniche due vittorie), mentre con Conti solo 4 pareggini e 11 sconfitte?
    Dopo aver visto il Cagliari per 16 partite + 2 di Coppa, il miglior 4-3-3 da mettere in campo sarebbe: Colombi in porta, Balzano, Rossettini, Ceppitelli e Avelar in difesa, Donsah, Crisetig e Ekdal a centrocampo, Ibarbo, Sau e Caio Rangel in attacco. Con Cossu fuori, non perchè non corra o non ripieghi in difesa o non si impegni, ma semplicemente perchè è fuori ruolo, perchè non fa i tagli e i passaggi giusti per giocare in quel modo e perchè non sa tirare in porta.
    Ma una rivoluzione del genere vorrebbe dire mettere i senatori in panchina, tutti. Cosa che creerebbe una guerra interna. La scelta doveva essere fatta in estate, dando una squadra completamente nuova a Zeman, senza strascichi di mentalità o testimoni di stagioni precedenti in cui si vivacchiava di rendita. E invece si è optato per un minestrone per paura di rischiare troppo, e ci troviamo con questo ibrido zemaniano. Pieno di contraddizioni e senza coraggio.
    E chi pagherà? L’allenatore? La vecchia guardia? Ci si tufferà sul mercato, alimentando ancora il minestrone? Risolvere questa situazione sarà il primo duro banco di prova per Giulini e i suoi uomini. E bisogna sbrigarsi, perchè il 6 gennaio è già dietro l’angolo.

    • Buona analisi e condivisibile. Però sull’impegno dei giocatori quando vanno in campo dissento. Voglio credere nell’onestà di chi và in campo ed è quello che vedo quando giocano. Purtroppo non si sviluppa il gioco come si vorrebbe.

      • No, non ho messo in discussione l’impegno, mi hai frainteso. La frase sull’impegno infatti è:” da loro sta mancando la svolta, non tanto per impegno e corsa, ma proprio come numero di tocchi palla, di movimenti e di atteggiamento”. Si impegnano, ma c’è la difficoltà nell’affrancarsi da quella mentalità del vivacchiare a cui siamo abituati negli ultimi anni.
        Ed essere “frenati” dai retaggi precedenti secondo me è un bel fardello che i decani della squadra si portano dietro. Basti ricordare nelle prime partite, quando Zeman rimproverava Ibarbo di tornare troppo indietro a prendere palla e perdendo di conseguenza lucidità in attacco.
        Per me Zeman ha un gioco che non è anacronistico, ma ha spesso fatto bene quando ha preso una rosa totalmente nuova in mano, Pescara in B, il Foggia in A completamente rifatto del 93/94, il Foggia neopromosso in B dell’ ’89. Bisogna aver fame, correre, pressare, toccare la palla e scattare subito. E se hai la mente sgombra e voglia di arrivare è più facile, mentre se sei abituato a vivacchiare è molto più dura, specie nella situazione di classifica in cui siamo sprofondati.

  8. Questo Cagliari rispecchia il suo allenatore, anche se molti dicono : “non è la squadra di Zeman” , A prescindere dal fatto che questo Cagliari è in mano a Zeman da metà luglio, nessuno ha ancora detto di chi è questo Cagliari. Perché rispecchia il suo allenatore ? Perchè è una squadra triste. Appunto come appare il suo maestro nei novanta minuti della partita. Mai un incazzo, mai un sorriso.

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