Arriva Zola e ritrova Marrocu come ai tempi dei derby Gialeto-Nuorese

Arriva Zola che ci faceva sognare. Se ne va Zeman che in panchina sembrava dormire. Speriamo ci sia qualcuno che rimanga ben sveglio perché, vista la situazione, al Cagliari c’è poco da scherzare. Zola è un beniamino dei sardi e un patrimonio dell’isola, ma non si può nascondere come in panchina sia soprattutto una scommessa. Arriva con Casiraghi a ruoli invertiti rispetto ai tempi dell’Under 21. Lì Gianfranco faceva solo il secondo, per meglio dire il consulente tecnico, una figura anomala e mai vista prima e dopo a livello federale. Grazie a quel ruolo però scoprì l’escamotage di saltare il corso di Coverciano per prendere il patentino di allenatore. Che poi sfruttò con alterna fortuna con West Ham in Premier (nono posto ed esonero l’anno dopo) e Watford in seconda serie (perse il primo anno lo spareggio per la Premier e l’anno scorso interruppe la sua esperienza dopo cinque sconfitte consecutive).  Una curiosità, da avversario con la maglia della Nuorese incrociò Marrocu, allora nella Gialeto, quando entrambi iniziavano la loro carriera in serie D. Tutti e due del ’66, si ritrovano ora sulla stessa sponda. Come del resto siamo sulla stessa sponda noi tifosi rossoblù che chiediamo solo una salvezza. E allora Forza Cagliari e che Zola ricominci da dove aveva lasciato: con quell’ultima doppietta a Torino contro la Juve con la quale ci salutò. .

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4 Pensieri su &Idquo;Arriva Zola e ritrova Marrocu come ai tempi dei derby Gialeto-Nuorese

  1. Salve, leggo sempre con attenzione i suoi post sul blog, pur avendo le mie idee ne apprezzo la coerenza e la competenza. Mi spiace solo constatare che il grande entusiasmo per l’arrivo di Zeman sia già dimenticato. Neanche il tempo di raccogliere i frutti di quello che doveva essere un “progetto”, per cui ecco Zola, Viva Zola!

    • Uno degli aspetti più deleteri del nostro calcio è la fretta, ma nello specifico non penso sia questo il caso. Zeman ha avuto sei mesi di tempo per far recepire il suo credo ai giocatori, ma credo che questo tempo (quasi metà campionato) più che investirlo lo abbia buttato. Personalmente non sono fra quelli che gli rimprovera il suo tallone d’achille, ovvero i tanti gol subiti. Già lo sapevamo che le sue difese non brillavano. E dirò anche che secondo me l’esame l’aveva superato perchè la squadra fino all’uscita di Sau per infortunio costruiva più palle gol di quante ne subisse. Zeman però non ha pensato minimamente di cambiare gli interpreti utilizzando sempre Ibarbo e Farias di punta nonostante non avessero caratteristiche specifiche; Conti nonostante non ce la facesse più; Cossu esterno sinistro; un portiere non all’altezza dopo aver giubilato Avramov e Silvestri che sarebbero stati più affidabili e via discorrendo. L’unica attenuante che do al boemo è l’infortunio di Sau, un giocatore molto importante per il Cagliari ancorchè sottovalutato. In quanto a Zola ho espresso i miei dubbi, secondo me con quel curriculum in panchina è una scommessa e vista la situazione avrei cercato un Guidolin molto più affidabile. Ma è ovvio che da tifoso spero di sbagliarmi.

  2. A proposito di sardi, Nanni a quando una scheda sull’oriundo sardo Claudio Ambu, super goleador dell’Ascoli di Costantino Rozzi e meteora interista?

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