Le pietre a Seedorf e le carezze a Inzaghi. Ma l’olandese andava molto meglio

Non sempre i risultati ottenuti sono la base primaria per le decisioni societarie e non sempre i dirigenti delle società antepongono il bene delle stesse alle proprie bramosie di potere. Il caso di Adriano Galliani al Milan è emblematico. L’anno scorso fece di tutto per sminuire e addirittura denigrare l’operato di Seedorf, reo ai suoi occhi di voler decidere da solo la formazione e soprattutto di non volergliela comunicare in anticipo (per evitare che finisse sui giornali) e adesso fa di tutto per dare tranquillità a Inzaghi.  Quel “di tutto” può essere facilmente traducibile con offrirgli una buona stampa, cosa che evidentemente è nei poteri del diabolico numero due milanista grazie alla schiena dritta (ahimé, purtroppo è una battuta) della categoria cui appartengo, sempre accondiscendente con i potenti quasi come la classe arbitrale. Senza troppi commenti credo che un paio di cifre spieghino esattamente la situazione: il tanto bistrattato Seedorf ottenne nel girone di ritorno (subentrò alla prima giornata della fase discendente del torneo scorso ad Allegri) 35 punti in 19 partite. Inzaghi ne ha fatti appena 26 con una partita in più. Eppure il buon Clarence lavorò in condizioni impossibili fra critiche di ogni tipo, mentre per Pippo non manca mai la carezza. Contenti loro!

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2 Pensieri su &Idquo;Le pietre a Seedorf e le carezze a Inzaghi. Ma l’olandese andava molto meglio

  1. E’ evidente che speravano nella grande impresa di Inzaghi; impresa che non c’è stata. Ora sperano in Destro, altro destinato a fare la fine di Cerci. I mali del Milan sono altri, e sono iniziati quando , in prossimità di elezioni, si convinsero che Balottelli avrebbe assicurato gol e voti.

  2. Seedorf da calciatore è sempre stato un grande aziendalista e per questo Silvio lo scelse come allenatore. Quando però poi l’olandese, nella nuova veste di allenatore (anche se qua ci sarebbe da ridire visto il patentino preso per corrispondenza), disse di voler cambiare 3/4 della rosa, ecco che l’aziendalismo viene a cessare e Silvio lo esonera. E chi chiamano? Un altro aziendalista Doc, Pippo, che mai avrà pretese e sarà sempre grato al Milan. Hip hip Urrá

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