Bastano le riserve della Roma per sbancare il Sant’Elia. Zola, così non va

E adesso ci diranno che perdere con la Roma non è un disonore, che bisogna guardare il bicchiere mezzo pieno perché nel secondo tempo abbiamo costretto i giallorossi sulla difensiva e tante altre belle cosette che hanno il solo scopo di lenire il dolore per una classifica di nuovo preoccupante. Per come la vedo io abbiamo buttato via altri tre punti, e ancora una volta le scelte di Zola sono state perlomeno discutibili. Perché sfido chiunque a dire che quella scesa in campo al Sant’Elia fosse la Roma. Tutt’al più la terza squadra della Roma visto che mancava una marea di giocatori. Aggiungerei pure Totti, incerto sino all’ultimo, che ha giocato praticamente da fermo finché è rimasto in campo per le precarie condizioni fisiche. Gente come De Rossi non si sostituisce facilmente, per non parlare di Gervinho la cui assenza di un mese ha portato alle stelle sia la Costa d’Avorio che il distacco dalla Juve. E poi Florenzi dove lo lasciamo? Il miglior talento puro dopo Totti. Senza contare tutti gli altri che non sto ad elencare. Garcia ha avuto buone risposte dai giovani che è stato costretto a buttare dentro. Primo tra tutti Verde (non poteva che chiamarsi così visti i 18anni) che si è ben inserito nei meccanismi aprendo le danze con l’assist per il primo gol di Ljajic. Bene anche Il coetaneo Sanabria, subentrato, come il 20enne Paredes che ha trovato il raddoppio su gentile concessione di Brkic (primo errore stagionale, ci può stare). L’unica nota lieta del Cagliari è stato M’Poku (in soli 45’ tre o quattro buone iniziative, un assist meraviglioso per lo sciagurato Cop e un bel gol di testa). Per il resto non saprei se mettere sul banco degli imputati prima Zola o il citato Cop.  Quest’ultimo ha avuto tre palle gol nitide ma le ha sciupate facendo ricordare ai più anziani nientemeno che Waldemaro Victorino. Zola invece ha voluto giocare ancora col fuoco perseguendo scelte cervellotiche, ahimè sottolineate in settimana. Io penso che il buon Gianfranco non si sia bevuto il cervello all’improvviso (per quanto da allenatore fosse un rebus e lo sapessimo dal momento del suo arrivo). Semplicemente stare ad ascoltare troppe campane non gli giova. Faccia parlare il campo e certe figuracce le eviterà. Anche perché sennò la serie B è dietro l’angolo. Era facile prevedere che attendesse il primo ko per ributtare nella mischia Conti, e devo aggiungere che il capitano non è stato neanche fra i peggiori. Però c’è una dannata statistica che non può non rimbombargli nella testa: Con Conti in regia la squadra ha ottenuto la miseria di 4 punti in 13 partite, mentre col giovane Crisetig (sempre in regia) ne sono arrivati ben 15 in 9 incontri (di punti intendo, avete capito bene). Facciamo finta che sia un caso? E vabbè, vogliamoci del male. Poi per quanto antipatiche siano le autocitazioni, vorrei tornare sul pezzo scritto qualche giorno fa a proposito della scarsa fiducia nei confronti di Sau e aggiungere che il trattamento riservatogli è semplicemente vergognoso. Senza infierire su Cop, Ieri Dead Joao Pedro (sì, proprio nel senso di morto. e meno male che il debilitato doveva essere Sau reduce dall’influenza) è rimasto in campo 77’ e al tonarese con la squadra che cercava di recuperare lo svantaggio ne sono stati concessi appena 13’. Alzi la mano vedendo il brasiliano uscire dal campo chi non si è posto la domanda: ma perché c’era anche lui? La presa per i fondelli maggiore Zola l’ha però regalata sabato in conferenza stampa, quando ha dichiarato testualmente: “Mi dicono che Sau sia un attaccante, ma per me si muove meglio da mezzapunta”. Infatti tutti gli allenatori che lo hanno schierato in attacco sono deficienti. I 20 gol a Foggia in C, i 21 alla Juve stabia in B, i 12 al primo anno di anno in A che gli sono valsi il debutto in azzurro, e gli stessi 4 in avvio di questa stagione sono solo un caso. Per informazioni Zola dovrebbe chiedere ad Antonio Conte che l’avrebbe richiamato in nazionale a novembre (non dieci anni fa) se non si fosse infortunato nella gara col Genoa.  Caro Gianfranco urge una sveglia, in A non si rimane per diritto divino.

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8 Pensieri su &Idquo;Bastano le riserve della Roma per sbancare il Sant’Elia. Zola, così non va

  1. Eravamo in serie B prima che arrivasse Zola ( nel senso che la classifica assegnava al Cagliari uno dei tre posti destinati a chi deve lasciare la serie A ),e siamo rimasti praticamente nella medesima posizione. Non ci resta che attendere il risultato di Parma – Chievo per sapere se torniamo in serie B ( parlo di momentanea posizione i classifica), oppure se è possibile sperare ancora. Come in tante altre occasioni, anche contro la Roma sono mancati gli attaccanti. Per quanto riguarda il secondo gol, non sarei tanto severo con Brkic: quei palloni ingannano perchè un piccolo rimbalzo ( com’è accaduto) falsano la traiettoria. Piuttosto, Ekdal è sembrato giù di corda , e i difensori ( prima a sinistra e poi a destra) non sono riusciti a controllare un ragazzino di diciotto anni dal quale sono partiti i suggerimenti che hanno provocato i due gol.

  2. Anche per il sottoscritto nulla cambia dopo la gara di oggi. Grigio, anzi nero era e nero rimane. Nonostante un discreto secondo tempo e la presenza di un buon Conti ero più che sicuro che non avremmo avuto scampo. Prima con Zeman e ora con Zola il leitmotiv è sempre lo stesso, non si segna neanche a porta vuota (Cop) e anche se il resto della squadra non è immune da sbavature gli errori sotto porta ci porteranno dritti in B. Se mettessimo insieme le migliori caratteristiche dei nostri attaccanti non riusciremmo ad ottenere neanche il 10% di Gigi Riva. Ma dove vogliamo andare……..

  3. Purtroppo i problemi vengono dall’inizio. Campagna acquisti confusionaria, troppe aspettative intorno ad un allenatore fin troppo sopravvalutato (a Zeman avrei proposto la Primavera a lungo termine, questo sarebbe un progetto) e confusione su uomini e ruoli. Ora Zola si ritrova a fare tentativi con quello che ha. Mi auguro che questo M’poku non sia un illusione e che schierato da trequartista alle spalle di Sau (Gianfranco: Sau e’ un’attacante!) e una prima punta finalmente efficace riescano a regalarci la salvezza.

  4. Forse avrei tolto avelar dopo 20 minuti e blindato le fasce. Per rimanere in serie A si deve giocare con Cop e Sau di punta con dietro Ekdal. Altrimenti si è troppo rinunciatari. A parte le statistiche, ho visto comunque un buon Conti.

  5. “che bisogna guardare il bicchiere mezzo pieno”

    in effetti mi pare che nel dopo Cellino la tendenza della maggioranza dei commentatori che si occupano del Cagliari (tra giornali, tv, radio e internet) sia quella di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno e anche di più. sia durante la gestione Zeman che in questa attuale. sia per quanto riguarda la politica societaria.
    comunque dai, speriamo che il bicchiere sia abbastanza pieno a fine stagione.

  6. Concordo che per l’ennesima volta abbiamo resuscitato una squadra ai minimi storici, con un atteggiamento sbagliato figlio di una tattica eccessivamente prudente, non in linea con con la grinta che deve sempre avere una squadra che lotta per salvarsi, il tempo stringe e non sono ammessi errori o esperimenti, servono 11 giocatori e non si può sempre giocare in 8 o in 9, qualcuno è sempre assente a livello di prestazione, occorre quindi premiare i più in forma, senza se e senza ma e punire chi non dimostra, magari bruciando una sostituzione dopo soli 15′, un messaggio per tutti. Detto questo Avelar è stato fin troppo osannato dalla stampa e ci ha fatto perdere punti in uguale misura degli attaccanti che hanno sbagliato gol a ripetizione dall’inizio del campionato, se poi nemmeno spinge e l’unico cross decente lo effettua al 95′ allora forse è il caso di fargli fare una lunga panchina. Sau non lo seguivo, in B, ma da oltre un anno non mi convince, non salta l’uomo, soffre eccessivamente il contatto fisico ed è farraginoso nelle giocate e nemmeno fa quei bei tagli che lo distinguevano, anche lui deve mostrare di meritare il campo, troppo facile fare gol in una squadra che funziona, i grandi giocatori devono fare quello che ha fatto Ekdal fino a due partite fa, avere personalità, farsi vedere, farsi dare la palla e alzare la voce, per questo Mpoku e Cop hanno favorevolmente impressionato. Zola deve lavorare sulla mente e schierare due terzini seri Balzano e Murru e questi devono correre fino a scoppiare. Con il portiere abbiamo migliorato notevolmente, speriamo con Diakitè e Rossettini di blindare l’area di rigore, mentre a centrocampo e in attacco vogliamo vedere giocatori in buona forma fisica e che prima che con le gambe giochino con la testa, evitando scelte di gioco da dilettanti, favorendo le giocate semplici, triangoli e sovrapposizioni, dando velocemente la palla con i classici due tocchi, avendo la personalità di tirare in porta quando serve. Conti? Statistiche impietose, ma il Capitano quando gioca come domenica è insostituibile. Dessena è migliorato fisicamente e ha esperienza, ma in quella zona di campo serve anche quella qualità mostrata con il Sassuolo in occasione dell’assist occasionale, però è un esempio quanto a grinta. La mia analisi è solo la speranza che qualcuno della Cagliari Calcio legga anche i commenti al tuo post e capisca che non vogliamo retrocedere e che la squadra può dimostrare di non valere le ultime tre posizioni

  7. Non ho parlato di Joao Pedro perché è quasi incommentabile, lento e poco combattivo, rappresenta sempre l’uomo in meno, nonostante assist, tiri e buone intuizioni, ma che, in misura di 3 a partita complessivamente, non giustificano la sua presenza in campo

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