Zola e la Croce Rossa

Mancava quasi tutto il reparto di centrocampo e il 2-0 finale a favore della Sampdoria non deve certo far gridare allo scandalo. Il Cagliari ha perso come era logico, anche se nel calcio nulla dovrebbe essere dato per scontato. Gianfranco Zola non deve essere crocifisso per questo ennesimo ko, casomai stupisce che a Genova ci fosse ancora. Purtroppo il suo bilancio è quantomeno deficitario: 8 punti in 10 partite con altrettante formazioni diverse, la bellezza di 20 gol subiti e la perenne incertezza su chi in questa squadra è titolare e chi riserva. Quando Eto’o vinceva il triplete con l’Inter, Samuele Longo segnava gol a grappoli con la Primavera nerazzurra in coppia con Destro. Purtroppo sono passati cinque anni, il camerunese continua a far gol in A (fra tre giorni compirà 34 anni ufficiali, altri cinque o sei se li è dimenticati da qualche parte) e l’attaccante rossoblù aspetta ancora che gli venga assegnato il primo. Per il resto, sarebbe ingeneroso dire che la differenza in classifica tra le due squadre l’hanno fatta finora gli allenatori. Però quando oggi Acquah e Avelar si sono presi il cartellino giallo, Mihajlovic ha sostituito il suo evitando così che la sua squadra potesse finire in dieci. Zola ha lasciato tutto immutato e i rossoblù in dieci ci sono finiti per davvero. In tanto sfacelo è difficile trovare qualche nota lieta, forse l’unica  è stata offerta da Cossu. Non ha giocato una grande partita, ma ha dimostrato di avere ancora gambe e birra. Arretrando un po’ la sua posizione può allungarsi la carriera. Carriera che invece non riesce a partire per Barella. E’ vero che ha solo 18 anni, ma è nel giro della prima squadra già da un anno. Se non è entrato oggi con tutto il centrocampo in infermeria, quando gli capiterà ancora? Per fortuna si è tolto un po’ di naftalina Husbauer, trattato finora come un Rosano qualsiasi (lo ricordate? Non fa nulla).  L’ultima chicca, ma mi sembra quasi di infierire, è per Farias, impalpabile come non mai. Poteva giocare sulla sua fascia destra, il ruolo originario nel quale ha fatto vedere cose buone. Macchè, è rimasto a vagare secondo gli ordini impartiti un po’ qua e un po’ là. Con Sau in panchina. Curioso il destino del tonarese. Zola dice che non lo ha mai avuto a disposizione, curiosamente però quando lo ha fatto giocare, o lo ha schierato in un ruolo non suo (“per me è una mezzapunta” ci disse), o lo ha  fatto entrare negli ultimi minuti.  Ah già, scusate, non doveva essere questa la partita per fare critiche. E’ come sparare sulla Croce Rossa.

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4 Pensieri su &Idquo;Zola e la Croce Rossa

  1. Ė ufficiale però che questa squadra non gioca con il coltello tra i denti, qualsiasi sia la formazione. Rami secchi da tagliare subito, in primis Cossu e Dessena, Conti e Sau, Avelar e Rossettini, Murru e Pisano. Largo ai nuovi e ai giovani. Crisetig Barella Donsah e Ekdal a centrocampo, Mpoku Husbauer e Longo di punta e difesa con Ceppitelli Diakitė e Balzano. Sono convinto che con questa formazione e Zeman ci si può salvare. Sono non i migliori, ma quelli che hanno dimostrato di volerci provare più degli altri. A me Husbauer in coppa era piaciuto. Barella Ceppitelli Balzano sempre propositivi e con personalità, come tutti gli altri. Deve andare in campo la squadra che ha fame, non chi ha il nome, società e tecnico meritano di retrocedere.

  2. Perdere per perdere meglio farlo lottando, ma mi chiedo se guardano come gioca il Cesena e l’Empoli, il Sassuolo ect, corrono dal primo all’ultimo minuto e le rose presi singolarmente i giocatori non sono meglio della nostra. Non li guardano perché ne avrebbero vergogna, siamo i peggiori della A, lenti e compassati, senza nerbo, avete visto cosa ha fatto Ventura al Toro? Sono una macchina da guerra, ha dato sicurezze e ha avuto risposte dagli uomini prima che dai giocatori.

    • “lenti e compassati”

      ma anche con Zeman la manovra era parecchio lenta e vorrei sapere perchè. pensavo fosse la prima cosa che sarebbe cambiata col “progetto” e invece no.

  3. Prima della partita avevo previsto l’ingresso in campo nel secondo tempo di Sau al posto di Diakitè, non mi sono sbagliato di molto, purtroppo. Continuo a non capire come si possa pensare di far giocare insieme, anche se in emergenza, Sau, Longo, M’Poku, Cossu, Farias e Husbauer. Poi ci si lamenta che si faccia confusione in campo. Gianfranco grande campione in campo, poche idee ma moltissimo ben confuse da allenatore.

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