A Zeman chiedo solo un po’ di elasticità

E’ una persona intelligente Zeman, e di certo non priva di umorismo. Ne ha dato riprova ieri notte ad Elmas quando gli è stato chiesto se si aspettasse di rientrare così presto. “Beh, è mezzanotte…” è stata la sua risposta icastica, quasi alla Scopigno oserei dire, condita da quel sorriso sornione e timido allo stesso tempo. E da persona intelligente ha voluto probabilmente rispondere in maniera non polemica ma decisa alla società che lo aveva allontanato, con quel “sono tornato per i tifosi” che è tutto un programma. Parole di circostanza anche se naturalmente è facile immaginare che ci sia anche un motivo economico dietro il suo sì. Avesse declinato l’invito avrebbe dovuto rinunciare a un bel po’ di quattrini garantiti dal contratto che ha continuato a percepire in quanto esonerato e non dimissionario. Ipotizzando un ingaggio sugli 800mila euro netti e considerato che da qui al 30 giugno (data di scadenza) mancano 3 mesi e mezzo,  sarebbero stati quasi 67mila euro al mese, ovvero 235mila euro netti in totale, mica noccioline. Solo il Trap e Giampaolo che io ricordi fecero il gran gesto di salutare senza passare alla cassa. Detto questo mi si chiede perché nel confronto Zola-Zeman non abbia preso posizione bocciandoli entrambi. In realtà una differenza c’è. Mentre per Zola immaginavo non solo il fiasco (per l’inadeguata e controversa esperienza in panchina) ma anche gli alibi che sarebbero sorti per via del grande seguito che l’olianese nutre presso i tifosi (squadra scarsa, non poteva fare di più), su Zeman non avevo grossi preconcetti, ero più che altro curioso. E devo dire che giudicando il rendimento della squadra nel suo primo interregno, ho promosso il gioco facendo una semplice equazione: tra le tante palle gol offerte agli avversari e quelle costruite, il saldo era positivo (sino all’infortunio di Sau, perché poi tutto è crollato). Quello in cui invece il tecnico boemo è decisamente mancato è stata l’elasticità. Sia nelle scelte degli uomini (che so, i Ceppitelli per dirne uno, o il fatto di non aver quasi mai utilizzato Donsah), sia soprattutto nelle posizioni in campo. Pensare di poter mandare in doppia cifra Ibarbo e Farias solo perché i suoi schemi garantivano puntuali palle gol era presunzione bella e buona, perché quei due non sono bomber. Così come chiedere a Cossu di agire nel settore offensivo dove si trovava come un pesce fuor d’acqua. E questa assoluta mancanza di elasticità si è rivelata anche nell’assoluta mancanza di saper operare correttivi in corso d’opera, ovvero durante le stesse gare. Pur quando era evidente la “magra” di qualche giocatore che non rendeva, prima del 70’ stai pur tranquillo che non l’avrebbe cambiato. A tutto vantaggio degli avversari. Detto questo non posso dimenticare le uniche due giornate di gran calcio, quei poker in trasferta che ci hanno reso la settimana seguente felice. E sabato c’è proprio l’Empoli. Vogliamo ricominciare da lì?

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4 Pensieri su &Idquo;A Zeman chiedo solo un po’ di elasticità

  1. Anche io mi auguro non faccia scherzi con Brkic (che non sarà un fenomeno ma è sicuramente un portiere da serie A) e che confermi Donsah tra i titolari (che pure con lui aveva dimostrato il suo valore nelle poche occasioni in venne impiegato) e risolva il dualismo (in campo) Conti-Crisetig.

  2. Mah!
    Io forse sono una voce fuori dal coro ma credo che Giulini abbia compiuto un passo falso ad affidare la squadra a Zeman.
    Parlo dell’estate scorsa .
    Concordo sulla altrettanto criticabile scelta di Zola ma ora tornare a Zeman è veramente paradossale.
    Giulini mi sta facendo rivivere l’epoca di Amarugi.
    Spero di sbagliarmi ma credo che Zeman non porterà nulla di buono.
    Quanto alle due vittorie in trasferta a suon di gol credo che fossero da imputare a crisi acute degli avversari di turno piuttosto che a fulgore del cagliari e prova ne siano i risultati delle domeniche seguenti sia del cagliari che degli avversari battuti.
    Certamente sono mancati quegli uomini che avrebbero dovuto e potuto fare la differenza (Sau e Ibarbo) ma una grossa fetta di responsabilità sui risultati negativi ce l’ha Zeman con i suoi falsi nueve, il poco coraggio nel non sostituire definitivamente Conti, nell’aver imposto Avelar (che Pulga e Lopez avevano giustamente relegato in panchina) , nell’insistere su Cossu fuori posizione, ecc

  3. La posizione in classifica del Cagliari è molto delicata e soltanto una serie di risultati positivi potrà evitare la retrocessione. Il problema non era Zola, non può essere Zeman; la squadra è quella costruita la scorsa estate, leggermente migliorata a gennaio ( in particolare con l’acquisto di un portiere bravo ed esperto) ma sempre debole all’attacco e fragile in difesa. D’ora in poi si dovrà vivere alla giornata, cominciando col battere l’Empoli, e pensando – purtroppo – anche ai passi falsi degli altri. Se andrà bene, si ricostruisca una squadra da serie A, si dica un grazie definitivo a Zeman, e si punti su un allenatore adeguato alle circostanze. .

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