Meglio una coppa che un piazzamento: ecco perché sto con Benitez

Le coppe restano, i piazzamenti volano via come i soldi per le qualificazioni Champions. L’argomento Benitez non mi intriga particolarmente, ma visto che c’è la sosta del campionato e che sembra tra i più gettonati del momento dico la mia. La critica in genere non è mai benevola con il tecnico spagnolo perché gli rimprovera soprattutto la mancanza di continuità nei risultati delle squadre in campionato. A Napoli non è diverso. Personalmente la colpa maggiore che attribuisco a Rafa è quella di aver sminuito il valore di Hamsik che prima del suo arrivo era ben altro giocatore, ma la penso in maniera diametralmente opposta sul bilancio generale. Forse sono un romantico che crede sia più importante sfoggiare una coppa in bacheca che un assegno per una qualificazione Champions, ma non riesco a convincermi del contrario. Anche perché a ben vedere, nel secondo caso si tratta di un assegno destinato il più delle volte a volatilizzarsi in breve tempo. Perché la società entra in fibrillazione per ben figurare nella competizione continentale e comincia a spendere e spandere più del dovuto (peraltro con risultati modesti). Per cui alla fine versa ciò che incassa solo di cartellini e finisce in rosso con ingaggi spesso oltre la portata delle proprie casse. Il buon Benitez in Italia non ha incantato, ma un domani si potrà sempre dire che in sei mesi all’Inter ha sollevato due trofei e a Napoli ha fatto finora lo stesso in meno di due anni ed è in corsa per far crescere il bottino. Dei terzi posti dimenticati sono piene le fosse. Un esempio? Rino Marchesi al Napoli ne ottenne uno, alla Juve arrivò secondo, eppure nessuno lo ricorda. Oppure Zeman con la Lazio arrivò secondo, terzo e quarto, alla Roma quarto e quinto. C’è qualcuno disposto a dire che il boemo ha lasciato il segno nella capitale? E allora ben vengano le coppe di Benitez. Che, per inciso, non è mai facile portare a casa.

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8 Pensieri su &Idquo;Meglio una coppa che un piazzamento: ecco perché sto con Benitez

  1. Il compianto Bruno Giorgi arrivò in semifinale di coppa uefa e quintultimo in campionato….eppure tutti ricordiamo quella semifinale!
    Vale come esempio?

  2. Ragionamento che non fa una grinza, caro Nanni. Simile argomento lo “propongo” spesso ad amici tifosi del Napoli, ma fanno fatica a “sintonizzarsi”. Bello il capitolo “piazzamenti”. Esatto, nessuno li ricorda, e perché poi? Zeman viene addirittura ritenuto inadatto per le squadre di alta classifica. In realtá succede il contrario, il boemo in 4-5 anni di squadre “forti” (compreso il recente) ottiene secondo, terzo e quarto posto. Adesso, consideriamo il potenziale storico di Roma e Lazio, rispettivamente quarta e sesta nella classifica perpetua della Serie A. Se ne deduce che Zdenek é addirittura “andato bene”. Non é Capello o Liedholm o Eriksonn o Maestrelli, ma ne lascia indietro tanti altri.
    Sensazioni pilotate del calcio, “canne al vento”, parafrasando Grazia Deledda.
    Il Cagliari, nella classifica perpetua risulta 14°. Secondo me, un eccellente risultato che qualifica la squadra sarda come assolutamente di Serie A, anche nei campionati a 16 squadre. Che per inciso – non sono mai facili – per chi deve “spaccare” l’Euro.

  3. Su Hamsik non sono del tutto d’accordo. Non credo che sia stato sminuito dal nuovo allenatore, ma che piuttosto ci sia stata una sua flessione di rendimento. Peccato perché lo considero un vero top player, lo seguivo dai tempi del Brescia….

    • Forse aveva ragione Raiola quando gli consigliava di cambiare ambiente per migliorare e non adagiarsi (lui ovviamente lo diceva per guadagnarci di più). Resta il fatto che la flessione è coincisa con i due anni trascorsi con Benitez

    • Ferguson nelle accuse del suo libro è arrivato a definirlo stupido e mi sembra davvero fuori luogo. Concordo con lui quando lo accusa di non aver volutamente (e colpevolmente) non instaurare rapporti di amicizia con nessuno. Anche se in fondo è la maniera migliore per rimanere indipendenti nei giudizi e nelle scelte. Non sono d’accordo sul discorso della fortuna. Può capitare una volta di vincere per fortuna, alla lunga è difficile sostenere questa tesi. Che poi non sia il numero uno in assoluto siamo pienamente d’accordo, ma in giro a quei livelli c’è di peggio.

    • Ma non pensare che sia un nemico di Zeman, rimango dell’idea che sia un allenatore atipico per il calcio che insegna, e sotto questo profilo da conservare come unicum. Però come tutti ha mostrato dei difetti e i suoi continuo a ribadirlo non stanno tanto nella mancata cura della fase difensiva (perchè quella offensiva quando le cose vanno come devono crea di più), ma nella mancata lettura degli incontri (quando le cose non vanno non pone mai rimedio, sia nelle posizioni in campo dei giocatori che nei cambi spesso tardivi) e talvolta nelle scelte degli uomini (in questo aspetto mi riferisco soprattutto alla prima parte del campionato).

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