Cosa farei per le ultime 9 gare? Una rivoluzione con Festa o Melis in panchina

Cagliari: da dove ricominciare? Beh, con un po’ di realismo se fossi il presidente Giulini ragionerei in questo modo. Ci sono nove partite da giocare e rispetto alle avversarie del prossimo campionato di serie B abbiamo il vantaggio di poterle sfruttare per costruire la squadra che dovrà affrontarlo. Partiamo dall’allenatore Zeman. Per lui sono state investite somme ingenti, superiori a quelle che una società provinciale, seppur di A, si sarebbe potuta permettere. 800mila euro netti di ingaggio qui non li ha mai presi nessuno, se poi si aggiunge il milione versato al Bologna, ufficialmente nell’operazione Capello-Oikonomou, in realtà per liberare il boemo, viene da piangere a dirotto.  Considerato che a torto o a ragione è stato messo sotto contratto il tecnico Beretta e che l’ormai assodata retrocessione promuoverà quest’ultimo alla prima squadra, ha un senso far finire il campionato a Zeman e al suo credo tattico? Direi proprio di no, e allora comincerei a schierare la squadra secondo il volere di Beretta. Che però quest’anno non può andare in panchina perché già tesserato per il Latina (dove, a onor del vero, ha fatto fiasco). E allora che fare? Semplice. Il Cagliari ha in organico tre tecnici col patentino di prima categoria, cioè abilitati per la serie A, ovvero Vittorio Pusceddu (Primavera) Gianluca Festa (Allievi) e Giorgio Melis (Giovanissimi nazionali). Gli ultimi due hanno anche l’esperienza di sei partite in serie A nell’anno dell’esonero di Allegri. E allora si affidi la squadra a uno dei due e la si imposti secondo il credo di Beretta. Qui però devo aprire una parentesi. Rimanendo fermamente convinto del fatto che avrei voluto vedere il Cagliari affidato a un allenatore capace di curare l’aspetto difensivo (il famoso Cagni…), lascerei a Festa o Melis la libertà di impostare lo schema di gioco per queste ultime nove gare nel consueto gioco all’italiana, giusto per vedere l’effetto che fa. Peggio degli sconquassi che hanno fatto Zeman e Zola non sarà. Capitolo giocatori. In B potrà giocare M’Poku? Non credo proprio visto che per riscattarlo ci vogliono 8 milioni e con i venti milioni in meno di introiti non è pensabile fare un’operazione del genere. E allora il signor M’Poku si accomodasse pure in tribuna. Idem per Cop se non fosse che (temo) ci sia l’obbligo di riscatto per 4 milioni (aiuto!) dopo averne già spesi 1,5 per il prestito. Così non fosse tra i sardi Cocco (16 gol a Vicenza) e Mancosu (che per la verità a Bologna non sta confermando l’esperienza di Trapani) ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta. Senza contare che Longo (in prestito con Crisetig ancora per un anno) in B potrà sfruttare l’esperienza e gli errori di quest’anno in A, e credo sia comunque pronto per arrivare in doppia cifra. Capitolo senatori. Che si intende fare di Conti, Cossu e Pisano? Se verrà rinnovato il contratto devono giocare, altrimenti stesso discorso di M’Poku. Oppure i primi due si potrebbero provare in ruoli diversi. Conti da libero avrebbe ancora tre campionati sulle gambe; Cossu regista basso davanti alla difesa idem se non di più. Rossettini ha mercato? Dubito visto che non passa partita in cui non segni l’avversario diretto, ma se così fosse si faccia cassa e quindi lo si tenga fuori. Per il portiere il discorso è diverso, perché Cragno (che in B aveva dimostrato di poter dire la sua) è tutto del Cagliari, mentre Brkic è solo in prestito. Restituirei quest’ultimo all’Udinese e punterei sull’ex bresciano già da ora. A Diakitè a giugno scade il contratto e lo rimanderei a casa anche perché ha ambizioni superiori alla B, mentre terrei Balzano, Capuano e Ceppitelli che tra i cadetti si trovano a meraviglia. Magari anche Gonzalez come rincalzo se il Verona ce lo lascia gratis. Dessena in B per caratteristiche agonistiche sarebbe l’ideale, così come per Donsah se esiste un diritto di riscatto bisogna esercitarlo a occhi chiusi (entrambi quindi dovrebbero giocare in questo finale di stagione). Con loro anche Sau e Farias. Un altro uomo mercato è Ekdal e quindi a malincuore non lo farei più giocare, così Husbauer che non verrà riscattato. Rimarrebbe l’indecifrabile Joao Pedro e lì bisogna vedere se c’è qualcuno disposto a rifondere il Cagliari dei soldi spesi per l’acquisto (1,5 milioni). Delle nove partite ne farei giocare almeno la metà a Barella e Muroni, i giovani più promettenti per vedere di che pasta sono fatti. Se poi accadesse il miracolo: cioè che Festa o Melis in questo lasso di tempo riuscisse a fare 13-15 punti, prenderei in esame la possibilità di confermarlo almeno per i primi mesi dell’anno venturo e di lasciare Beretta nel settore giovanile. Hai visto mai che possa nascere un nuovo Tiddia? Buona Pasqua a tutti

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19 Pensieri su &Idquo;Cosa farei per le ultime 9 gare? Una rivoluzione con Festa o Melis in panchina

  1. In questa analisi e proposte, in gran parte condivisibili, non sono stati presi in esame ( oltre a Zeman) i responsabili della disastrosa stagione. Non è difficile individuarli e non dovrebbe riuscire difficile ringraziarli con un deciso addio. Il Cagliari non era mai caduto così in basso e la colpa non può essere soltanto dei giocatori. E allora, un po’ di chiarezza non guasterebbe. E gli addii non dovrebbero essere pochi.

  2. Per la 1 volta non sono d’accordo su questa analisi del caro nanniboi anche se penso anche io che bisogna muoversi in fretta e pensare al peggio !!!
    Mentre sono anche io convinto che ci siano altri responsabili che si capisce bene chi siano e vadano ELIMINATI URGENTEMENTE
    Buona Pasqua
    Giulio

  3. Nanni la tua riflessione su come impostare la fase finale del campionato propone mille spunti di riflessione: nella stagione 75-76 a campionato compromesso furono proposti molti giovani in funzione della ormai prossima serie B e fecero delle ottime cose, il problema è che se poi ti affidi al Toneatto di turno rischi molto. Voglio dire che il punto fondamentale, clamorosamente fallito quest’anno, è scegliere l’allenatore e il progetto tecnico su cui puntare.
    A questo proposito mi riallaccio alla situazione di Matteoli, Gianfranco ha svolto un lavoro che ha restituito al Cagliari grande popolarità riportandolo al centro dell’interesse del movimento giovanile regionale, Palmas è stato l’approdo di una miriade di ragazzi che vivendo un’esperienza formativa nel regionale-elite hanno avuto almeno una chance di approdare ai tornei nazionali, molti di quelli che non ci sono riusciti sono andati comunque a irrobustire le giovanili delle squadre in altre categorie: questo è stato un risultato sportivo e sociale di valore inestimabile. Ora forse il new fashion deal del Cagliari prenderà un’altra strada e temo che sarà molto insidiosa, io ho assistito a un’operazione di scouting del famoso “santone” Sartori il quale davanti a dei numeri strabilianti di un alcuni ragazzi ha sentenziato secco: ” io non cerco giocatori tecnici, mi interessano solo giocatori fisicamente prestanti”…

    • Concordo Piero. Quest’anno sulle scelte tecniche sono stati fatti tre errori su tre: la scelta di Zeman, quella di Zola e il ritorno di Zeman. Rimanessimo in A direi anche che la quarta scelta (Beretta) è sulla falsariga delle altre, per la B potrebbe anche andare bene, o per meglio dire non sarebbe così scandalosa anche se personalmente non la farei.

  4. L’attuale dirigenza ha esordito annunciando un progetto rivoluzionario che avrebbe modificato integralmente il modo di intendere il calcio a Cagliari. un modo di intendere il calcio che avrebbe contraddistinto la squadra Cagliari anche dopo Zeman e per i tempi a venire. non penso quindi che siano interessati a trovare un nuovo Tiddia, in un ottica, diciamo, di restaurazione.

  5. Il commento di Nanni è come sempre esemplare, l’osservazione da fare è se la dirigenza sia rassegnata alla retrocessione, e, perlomeno a parole, non mi pare. Quindi si prosegue così, con queste prestazioni patetiche; tanto per fare un esempio, con Zola si era arrivati ad una media di due gol subiti a partita, con lo Zeman 2 ci stiamo avviando ad una media di tre, e il bello è che, dalla fine del primo tempo della partita con l’Empoli (secondo me altro spartiacque in negativo della stagione), praticamente non si tira quasi più in porta. E, per finire, non mi pare nemmeno che i nostri baldi giovani abbiano una gran condizione fisica, cosa che per una squadra zemaniana, diventa un gran problema.

  6. Non sono Molto daccordo… prima di tutto beretta sarà il responsabile del settore giovanile e non allenatore della prima squadra punto 1, punto 2 ci dobbiamo credere ancora… punto 3 io metterei questa formazione… BRKIC-BALZANO-CEPPITELLI-CAPUANO (visto che sabato contro il genoa manca diakitè) – AVELAR-HUSBAUER-CONTI-DONSAH-M’POKU-COP-SAU (farias)

  7. Tutto molto interessante, Nanni, molto interessante.

    Mi sorge una tremenda domanda: ma non è che questa (fino ad ora) inadeguatissima proprietà porterà il Cagliari allo sfacelo economico,

    dopo averlo portato al baratro tecnico?

    Saluti

    Antonio

  8. Cambiare ancora? E a che pro? Per scendere assistendo a partite ancor più grige di quelle, già grigissime, attuali? No grazie. Se cambio deve essere, sia un cambio volto a giocarsi il tutto per tutto. Ma non sarà così. E allora, inutile cambiare, e ancor più inutile cambiare guida tecnica ai ragazzi del settore giovanile.
    Quanto a Beretta, non mi pare si tratti di un tecnico talmente ambito da doverlo “bloccare” subito. Arriverà, d’accordo, ma senza tanti fronzoli.

      • Nanni, mi pare una speranza davvero misera. Stravolgere i piani di una squadra giovanile per permettere alla prima squadra di perdere subendo solo un gol? Senza contare che si tratterebbe del terzo cambio. Proviamo a chiudere con un certo passato.
        Quanto a Beretta, fatico a seguire questo turbillon: viene per seguire il settore giovanile, fa saltare Matteoli (indirettamente) ma a fine stagione prenderà in mano la prima squadra? Mi pare un po’ troppo per un uomo solo, specialmente se quest’uomo si chiama Beretta (non me ne voglia). C’è qualcosa che non quadra.

  9. Fumo negli occhi. Ma i tifosi sardi non ci cascano.Ma il signor Marroccu che cosa ci sta a fare ? E’ lui che suggerisce certe scelte oppure le subisce ? Se così fosse, da buon sardo, dovrebbe mollare tutto (e con lui eventualmete gli altri sardi che fanno parte dello staff tecnico e dirigenziale) e lasciare che le responsabilità se le assumano chi deve assumerle. Capisco lo…stipendio, ma vedere un Cagliari così in basso è davvero triste.

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