Macché rosa inadeguata. I numeri dicono che con un discreto allenatore il Cagliari sarebbe salvo

Il Cagliari che torna mestamente verso la serie B nei commenti di chi ha la memoria corta ha un solo capro espiatorio: il  presidente Giulini. Ingenuamente, aggiungo, il successore di Cellino ci ha messo del suo, sbagliando le scelte importanti dalla sosta natalizia del campionato in poi. Da quando cioè il ko con la Juventus che fece seguito a una serie nera di otto partite senza vittorie (4 pari e altrettanti ko) impose la rimozione di Zeman. Se l’ingaggio del boemo in estate poteva avere una sua logica per quanto rischiosa con una società così giovane e inesperta, e se il suo esonero era divenuto quasi obbligatorio dopo quel po’ po’ di black out, da quel momento in poi il numero uno di viale La Playa ha preso una dopo l’altra tre decisioni che si sono rivelate fallimentari. O se preferite è stato indotto a prenderle dai suoi collaboratori più stretti. La prima riguarda l’ingaggio di un allenatore inesperto come Zola, una scommessa che a quel punto della stagione non si sarebbe dovuta fare; la seconda è un’altra scommessa assolutamente azzardata sul costoso Cop al mercato di gennaio; la terza il ritorno a Zeman. Potrei fare nomi e cognomi di chi ha spinto per queste scelte che hanno fatto crollare il gradimento per Giulini, ma credo che per i tifosi del Cagliari abbia poca importanza.

Quello che invece mi preme sottolineare è che nonostante gli errori della società, questa squadra, a differenza di quello che pensano in molti, finirà in B soprattutto per colpa dei due allenatori che l’hanno guidata. Perché, piaccia o no, non era meno competitiva di formazioni che l’anno venturo manterranno la categoria. Non credete alla favola che Zeman e Zola abbiano fatto l’impossibile per salvarla. In realtà con un tecnico giusto non sarebbe stata un’impresa ottenere la salvezza. Quando mi riferivo alla memoria corta della gente, intendevo ricordare un dato inequivocabile: la classifica dopo la ventesima giornata. Vogliamo rivederla assieme per quel che riguarda le parti basse?  Eccola: Atalanta 20, Cagliari ed Empoli 19, Chievo 18, Cesena 12, Parma 9. Per capirci, il Cagliari dopo 20 turni era salvo. Cioè la squadra aveva tutte le carte in regola per rimanere in serie A, pur senza fare salti di gioia nessuno diceva che la rosa fosse inadeguata. E allora per spiegare cosa è successo in questi tre mesi scarsi, bisognerebbe chiedere a Zola e Zeman i motivi del black out. Perché in questi 11 turni hanno ottenuto la miseria di 2 punti? Perché Zola ne ha preso 1 in 6 partite e Zeman al suo ritorno l’ha quasi eguagliato con 1 punto in 5 partite? Ragioniamo su questo piuttosto che sparare solo sul pianista. Il Cagliari guidato da un discreto allenatore si sarebbe potuto salvare. 

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7 Pensieri su &Idquo;Macché rosa inadeguata. I numeri dicono che con un discreto allenatore il Cagliari sarebbe salvo

  1. condivido il contenuto del suo articolo ,però vorrei sapere chi ha fatto prendere a Giulini le tre decisioni sbagliate. poi ,approfittando della sua gentilezza .. : perchè sarebbe sbagliato l’acquisto di Duje Cop? quando fu preso ebbi modo di vedere molti filmati in internet che ci consegnavano l’immagine di un signor attaccante che ha vinto il campionato con la Dinamo Zagabria lo scorso anno e lo stava vincendo ancora quest’anno (43 goal in 65 partite in un anno e mezzo ), uno abituato a “vincere” e soprattutto a buttarla dentro. la leggo sempre con molto interesse e non perdo un suo articolo. grazie.

    • Grazie Antonello. Allora, sul primo punto permettimi (diamoci del tu se per te non è un problema) di non rispondere adesso. Con tutti i problemi che ci sono non vorrei aprire il capitolo riservato agli errori dei consiglieri, anche perché fatti in buona fede. Non credo sia il momento insomma, poi magari mi sbaglio. Il discorso di Cop va inquadrato nel momento in cui è stato acquistato. Non dico che sia un bidone, dico solo che questi investimenti (per giunta onerosi) andrebbero fatti in estate, quando ci sarebbe eventualmente il tempo per rimediare (un po’ come gli allenatori a rischio insomma). A Gennaio, con la salvezza da rincorrere a tre punti, investire su un ragazzo che non conosceva una parola di italiano e veniva da un campionato straniero mi è sembrato un azzardo. O almeno io la vedo così.

      • Grazie Nanni, leggerò con molto interesse la tua risposta quando lo riterrai più opportuno. noto che anche altri hanno voluto intervenire e mi sembra che tutti ,ahimè, siano sulla stessa lunghezza d’onda : sbagliato scegliere Zeman questa estate ,ma tragico riproporlo dopo il primo esonero.pare a tutti che Zeman non abbia mai avuto in pugno la squadra veramente…a presto rileggerti.

  2. Giusto!
    Direi, però, che l’errore madre di tutti gli errori é stato fatto a luglio quando, dopo una campagna acquisti che ha puntato troppo sui giovani peraltro senza sostituire il capitano ed altri senatori, si è scelto un allenatore assurdo la cui storia é ben nota da anni e che é riuscito a guastare anche l’ambiente dello spogliatoio. Il mercato di gennaio mi é parso buono ma non c’è clima. Serviva, come detto mille volte, un fighter cioè un allenatore adeguato e invece si è giustamente cacciato Zeman per prendere un allenatore ancora inadeguato e poi fare la più grande idiozia della stagione nel richiamare Zeman. Credo che Cop sia un buon calciatore come anche gli altri acquistati a gennaio e che la rosa del Cagliari sia superiore a quella di almeno 4 o 5 squadre ma oggi nel Cagliari farebbe figuracce anche tevez. Forse, però, giulini vuole collezionare un record purché sia : Se continua così ci riesce di sicuro.

  3. Zeman si è dimesso. Buon rientro a casa. Altri, ora, dovrebbero seguirlo. Tutti coloro che la scorsa estate hanno costruito il Cagliari del dopo Cellino ed hanno voluto Zeman, dovrebbero avere il coraggio di ammettere gli errori commessi, chiedere scusa e, pssibilmente, andarsene. Come si fa ad ingaggiare un allenatore che non si è mai scostato dal suo 4-3-3 a prescindere dai giocatori a disposizione e non ha mai riveduto e corretto i suoi metodi di allenamento ( anche qui senza tenere conto del clima locale e dei meno giovani, che meritavano attenzioni diverse). I risultati, dopo una settimana di ritiro, si sono visti contro il Napoli. Ora è facile dire: la squadra non mi seguiva. Se è per questo, non l’ha mai seguito. Il Cagliari di Zeman non ha mai vinto al Sant’Elia, ha preso una valanga di gol e col tempo, anziché migliorare, è peggiorata fino a “meritarsi” il penutimo posto in classifica. Naturalmente non si è sbagliato soltanto nello scegliere un allenatore inadatto; si è dimostrata un fallimento anche la campagna acquisti. Ora non resta che pensare a come tornare subito in serie A. Sempre che ci sia la,volontà di farlo e non si continui a commettere errori clamorosi. Per cominciare si dovrebbe immediatamente pensare ad un allenatore che possa andare bene anche in serie B e si metta subito in movimento per costruire un Cagliari finalmente degno di rappresentare la Sardegna ai massimi livelli. .

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