Il Cagliari scopre i suoi talismani e dopo un’era geologica sbanca Firenze

43 anni e 17 giorni possono essere un’eternità e per quanto anche nel calcio del diman non v’è certezza ,credo che aver infranto questo tabù possa invitare i protagonisti del Cagliari a costituirsi in un nuovo albo, con l’iscrizione al ruolo di talismani. Così per i giocatori in campo, con Duje Cop in primis,  ma soprattutto per i due esordienti: l’allenatore  Gianluca Festa, ovviamente, nonché per lo sponsor pure lui al debutto sulle maglie, Portalesardegna.com. E’ chiaro che non posso fare a meno di dirlo, per ragioni di amicizia nel primo caso e di parentela nel secondo, ma con i quintali di sfiga che avevamo raccolto fino a ieri penso non si offenda nessuno.  Un 3-1 perentorio (nel punteggio dico), contrassegnato dalla doppietta dello slavo e dal gol coast to coast di Farias in pieno recupero, dopo che la deviazione a rete di Gilardino aveva lasciato temere il peggio per i colori rossoblù. Il 9 aprile di 43 anni fa, quando Riva beffò Brizi e Superchi regalando il terzo successo consecutivo del Cagliari nel campo fiorentino, nonché l’ultimo, è proprio roba di un’altra era geologica. Per rendere l’idea immaginate che fu l’anno dell’uscita nei cinema del film Il Padrino, della strage alle Olimpiadi di Monaco, dell’inizio dei guai per il presidente Nixon con lo scandalo Watergate che due anni dopo l’avrebbe costretto alle dimissioni. La partita peraltro inizia nel peggiore dei modi. Con la vittoria ottenuta dal Parma poco più di un’ora prima, infatti, il Cagliari scende in campo come fanalino di coda del torneo (almeno per i punti acquisiti sul campo), un’ulteriore batosta che di certo non rinfranca il morale. Ma in campo poi le cose cambiano da così a così (sempre nel punteggio sia ben chiaro). Intanto devo ammettere che amicizia o non amicizia, quando ho visto gli undici cagliaritani schierati, tra me e me ho pensato che non saremmo andati da nessuna parte. Il mio ragionamento partiva da un semplice calcolo. Cop, M’Poku, Joao Pedro e Farias raramente si fanno notare in marcatura, e in serie A avere quattro giocatori che non difendono è già di per se difficile se non impossibile. Se poi a questi si aggiunge l’esterno Avelar che non marca per statuto e l’altro esterno Pisano che arrugginito dalla lunga assenza consente a chiunque passi il cross dalla sinistra, mi dico: dove vogliamo andare? In più non vedo lo straccio di un regista perché non ci sono né Conti né Crisetig e smoccolo senza freni. Per fortuna il calcio regala ogni tanto qualche bella sorpresa (mi conviene dire così perché potrei essere più drastico e commentare che evidentemente non ne capisco niente) e del resto se quelli hanno la testa condizionata dalla imminente semifinale di Europa League e dall’ultimo rovescio col Chievo non è colpa nostra. Divento il primo tifoso di Cop quando sbatte in rete da un passo il cross di Farias. Divento poi un suo denigratore quando fallisce il raddoppio poco dopo, ma lo perdono perché poi lo fa per davvero e ridivento il suoi più grande tifoso. Inveisco per la difesa passiva che ci porta gli avversari sempre al limite dell’area e riesco a esaltarmi solo per le capocciate di Diakitè che sembra insuperabile. Per la verità anche alcuni lanci di M’Poku e Joao sono da applausi, ma si sa che la luce dei due comincia a funzionare a intermittenza intorno all’ora di gioco per spegnersi definitivamente verso 70’, e quindi il giudizio resta sempre nel vago. Con l’andare dei minuti la musica non cambia: subiamo, subiamo, e poi dopo la gran paura di Gilardino, Farias dimostra di essere il giocatore più egoista e più amabile del mondo partendo palla al piede quasi dalla propria area per danzare su tutta la linea laterale sinistra, sino alla porta opposta. Non vede nessuno, né gli avversari e tantomeno i compagni che si bracciano per chiedere il pallone. Fa un cambio di direzione pregevole dimostrando di avere buone gomme e tira alla sua maniera, cioè così così (lui non dovrebbe mai tirare, perché quando si limita ai cross è perfetto). Ma i talsimani in panchina e sulle maglie servono anche a questo, e così l’avversario chiamato alla facile respinta allarga le gambe quel tanto che basta per far scorrere il pallone che a quel punto non può che beffare Neto. E’ il suggello di un pomeriggio da raccontare ai nipotini. Con tanti saluti a Zeman e Zola che almeno di talismani non capiscono davvero nulla.

Annunci

5 Pensieri su &Idquo;Il Cagliari scopre i suoi talismani e dopo un’era geologica sbanca Firenze

  1. Un’altra cosa a proposito di sfiga: Ma sono l’unico ad aver notato che il Cagliari ha iniziato a perdere (a dicembre) quando hanno iniziato a dare lo spot della Tim coi bambini in un campetto di Monserrato, e ha ricominciato a vincere oggi, proprio quando hanno cambiato questo benedetto spot?

  2. Incredibile e dire che dopo quel filotto di tre vittorie consecutive in trasferta da bambino mi ero fatto l’idea che la nostra squadra materasso fosse la Fiorentina (oltre la Roma a cui rifilavamo sempre fracche di gol). Bei tempi e beata ingenuità..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...