La lezione di Festa a quelli con la puzza sotto al naso

Il calcio non smette mai di sorprenderci, basta vedere quello che è successo al Cagliari con i tre allenatori quest’anno. Uno era il maestro, l’altro era l’idolo dei tifosi. A Gianluca Festa non restava che il ruolo del brutto anatroccolo.  Eppure gli è bastato entrare in punta di piedi e senza avere la pretesa di avere inventato il calcio per dimostrare non solo a Zeman e Zola, ma soprattutto a chi si sentiva loro orfano, che il Cagliari non era poi così conciato male e che con un minimo di acume tattico si poteva ottenere la salvezza. Redditizio al punto che le cifre a confronto sono impietose. Questa squadra per tutto l’anno segnava col contagocce e subiva due gol a partita. Da quando è arrivato il Marine non si è fermata più. Ha ottenuto quattro vittorie in sette gare, tante quante i due predecessori ne avevano messe insieme in 31 partite! Se quest’ultima vittoria con l’Udinese ha inficiato un po’ la media difensiva (un gol a partita, la metà esatta di  prima), ha scatenato l’attacco andato alla media di quasi due gol a incontro. A Festa queste 7 partite sono bastate per ottenere gli stessi punti di Zeman (13), con la piccola differenza che al boemo servirono il triplo degli incontri (21). Proiettando la media punti ottenuta nell’ultimo periodo con l’ex allenatore degli allievi, il Cagliari avrebbe reso inutile la sfida Napoli-Lazio per la zona Champions perché sarebbe giunto a 70 punti. E se si obbietta che gli avversari incontrati ora erano scarichi, cosa si dovrebbe dire invece per i giocatori rossoblù che si sentivano in B già da due mesi? Non so quale sarà il futuro di Festa, anche se mi sembrerebbe strana una mancata conferma, ma mi piace la lezione che questo fantastico ragazzo ha saputo dare ai tanti osservatori che parlano di calcio con la puzza sotto al naso.

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6 Pensieri su &Idquo;La lezione di Festa a quelli con la puzza sotto al naso

  1. Si.
    Bravo Festa.
    Sarebbe stato curioso vederlo all’opera dopo la prima cacciata del nefasto Zeman e magari con la possibilità di suggerire qualcosa al calcio mercato.
    Forse il bottino di festa é influenzato dal periodo particolare ma certamente rende ancor più evidente l’asineria di Zeman.
    Fossi Giulini lo terrei in B.
    Sarebbe quantomeno un segnale di rinsavimento dopo tutti i clamorosissimi errori compiuti finora.

  2. “valeva la pena compiere l’impresa di Firenze per riassaporare tre giorni dopo un’arrabbiatura epocale?”

    purtroppo la squadra anche a guida Festa quando è stata chiamata a cercare di dimostrare qualcosa di importante non è riuscita a dimostrare niente : preso il gol e finita li.

    Se poi volessero dare a Festa la possibilità di misurarsi dall’inizio in un campionato vero, potendo scegliere giocatori e preparare la squadra anche in prospettiva “lunga” e progettuale a me come tifoso andrebbe bene.
    Pero vedo che si vuol parlare a tutti i costi di “nomi importanti” per una risalita sicura e immediata come se l’esperienza di questa stagione non avesse insegnato nulla.
    Insomma io predicherei umiltà e leccarci le ferite per non ritrovarci di nuovo in fondo al gruppo.

  3. a mio giudizio,Festa ha fatto questi 13 punti in una situazione particolare,contro squadre gia’ rassegnate e appagate e con il Cagliari senza alcuna responsabilita’,se non quella di salvare la faccia….infatti,nei momenti topici ( chievo-Juve e Palermo ),la squadra e’ fallita miseramente come in tutto il campionato.
    Di conseguenza,ritengo,che se vogliamo risalire prontamente dall’inferno della B,serve esperienza e malizia,e non l’ennesimo esperimento,per poi cambiare a dicembre-gennaio con un nuovo allenatore.
    Festa ha dimostrato di essere un buon allenatore,ma deve farsi le ossa in una societa’ senza particolari esigenze,e non in una piazza come Cagliari,che in B si aspetta che la squadra salga gia’ ai primi di Marzo.
    Il lavoro di Festa verrebbe messo in discussione da subito,al primo pareggio in casa con il Bassano o l’Entella di turno,e questo,la societa’ non se lo puo’ permettere…serve un’allenatore che dia certezze e che porti la societa’ a comprare sul mercato,giocatori consoni alla categoria e con la voglia di riportare il Cagliari in A.
    Tre nomi su tutti,Ventura,Sarri,Bisoli…..

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