Ero a Perdas per il libro, ma quasi 30 anni dopo ho scoperto di aver sbagliato mestiere: avrei dovuto fare l’avvocato

“Ringraziamo Nanni Boi per essere venuto qui a presentare il suo libro “Storie di pallone in Sardegna” e per essere stato l’artefice della promozione del Perdas dalla Seconda alla Prima categoria nella stagione 87-88”. Cercavo di frugare nella memoria ma non mi veniva in aiuto nulla. Avevo smesso di giocare ormai da sei anni, ma soprattutto non avevo mai deciso di fare l’allenatore. Così quando venerdì intorno alle 19, nella biblioteca Lai, gremita di gente, ho sentito queste parole, mi sono chiesto se l’aria di quel centro non mi avesse fatto un effetto contrario a quello per cui gli abitanti sono conosciuti dappertutto. Non a caso la gente era ancora euforica per il collegamento di un’ora prima con la Vita in Diretta su Rai Uno, con una troupe arrivata per celebrare la longevità degli abitanti del centro ogliastrino, molti dei quali ultracentenari più che mai arzilli e presenti a se stessi. Vuoi vedere che invece a me tutte quelle curve per arrivare mi avevano rimbecillito? Continuavo a frugare nella mente e nel frattempo osservavo i presenti. In primis il sindaco Mariano Carta che l’anfitrione della serata, Giacomo Mameli (l’iperattività fatta uomo), continuava a presentare come il vecchio bomber della squadra. Neanche quello mi tornava perché per me Foghesu in campo calcistico era stato soprattutto un nome: quello di Alfredo Pappalardo, più di 250 gol in carriera! (la sua maglia numero 9 con la scritta Nanni la custodirò gelosamente). E l’attuale primo cittadino era stato colui che l’aveva imbeccato per anni con cross al bacio.

Ma allora perché dovevo essere l’artefice di quella promozione?

La spiegazione per fortuna non è tardata ad arrivare e per me è stata ancora più sorprendente della stessa rivelazione. Perché tutto mi sarei aspettato dalla vita, ma non certo di aver potuto influenzare l’operato del professor Benedetto Piras, quasi trent’anni ai vertici della Figc regionale, persona integerrima, rispettata e temuta. Razionale come la materia che insegnava all’università  nella facoltà di Ingegneria (meccanica razionale appunto) poco incline, anzi direi per niente incline, alle polemiche.

In poche parole 28 anni fa era successo che per vie traverse i dirigenti avevano saputo  che il Perdas non sarebbe stato ripescato nonostante fossero ultra sicuri che la stessa squadra avesse tutti i requisiti in regola. E avevano mandato al sottoscritto, ai tempi redattore de La Nuova Sardegna, un comunicato piuttosto pepato di protesta. E il sottoscritto l’aveva fatto pubblicare integralmente aggiungendo sue (mie) considerazioni che propendevano per la causa dello stesso Perdas.

“Professor Piras, che era fuori sede, ci convocò a Cagliari qualche giorno dopo per dirci, guardandoci negli occhi, che non aveva paura di noi. Ma che dopo una lunga analisi aveva ripensato alla decisione: in parole povere il Perdasdefogu era stato promosso!

Stavamo festeggiando ma ci ammonì: ‘potete ringraziare il vostro avvocato difensore’. Ci guardammo attoniti e rispondemmo: guardi che non abbiamo interpellato nessuno. Ma Piras sorrise :’ ‘Intendevo Nanni Boi. Quel suo articolo mi ha fatto riflettere e alla fine mi ha fatto decidere in tal senso’. Felice come una Pasqua ho alzato lo sguardo verso l’ultima fila dov’era seduta mia moglie che di professione fa proprio l’avvocato. Un’occhiata d’intesa è bastata per farle capire che anche il maritino fra codici e cavilli non sarebbe poi così male.

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3 Pensieri su &Idquo;Ero a Perdas per il libro, ma quasi 30 anni dopo ho scoperto di aver sbagliato mestiere: avrei dovuto fare l’avvocato

  1. Nanni Boi er mejo de Pelè
    Ciao Nanni. L’altro ieri durante il mio intervento, per questione di tempo e spazio, ho raccontato solamente la parte riguardante il Perdasdefogu; ma da quella fulminea decisione di ripescaggio del Presidente ne scaturì a catena un’altra. Infatti, salendo di livello il Foghesu, la prima in graduatoria delle “non ripescate” della Prima categoria era il Muravera che, per lasciar posto a noi, venne promossa, a sua volta, al campionato di Promozione. In considerazione dei tanti ripescaggi e dalla retrocessione dell’interregionale, i due gironi sud e nord della promozione si disputarono a 18 squadre. E solamente dopo due stagioni sportive i gironi tornarono a 16 squadre. Tutto questo verificabile dai comunicati ufficiali. Ricordo che comunicai in anteprima la decisione del Presidente Piras a Pio Gerardi, allora Tecnico del Muravera, e loro increduli, come San Tommaso, finché non venne pubblicato nel comunicato ufficiale F.I.G.C. che stabilì la nuova composizione dei gironi. Nanni sei “er mejo de Pelè”, neanche il miglior giocatore del mondo è riuscito in un’impresa di due promozioni in una stagione sportiva e… come “Avvocato” sei il migliore perché vai a “parcella zero”. A proposito di Alfredo Pappalardo… gioia e dolori, genio e sregolatezza per i tifosi bianco-celesti del Foghesu. L’indicazione della sua carriera è racchiusa in 5 secondi di gioco, questo è l’ episodio: campionato di prima categoria fine anni 90, al comunale “Su Pruineddu” si affrontano Perdasdefogu e Isili, gara valevole per la permanenza in Prima, e all’80mo con l’Isili in vantaggio per 1 a 0, il Mister locale Daniele Murgia inserisce in campo il Bomber Pappalardo reduce da un infortunio. La squadra locale si sta apprestando a battere un calcio d’angolo e mentre Alfredo prende posizione al centro area trova il tempo di rifilare uno spintone al centrale difensivo dell’Isili. Interruzione del gioco e primo cartellino giallo per l’ariete Bianco-celeste. Batte il corner Mariano Carta ed il mitico Alfredo realizza il pareggio. Io dalle colonne della Nuova Sardegna, parte riservata alla prima cat. lo descrissi così: “ al 35° della ripresa Mariano Carta con il suo magico sinistro fatato mette al centro un delizioso e invitante pallone, Alfredo Pappalardo prende l’ascensore e con un perentorio stacco di testa realizza il meritato pareggio, battendo l’esterrefatto portiere ospite.” Cosa dovrebbe fare l’attaccante se non gioire e ringraziare l’assist-man? No, il buon Alfredo trova il tempo di ironizzare con il portiere ospite, così giustamente l’arbitro gli rifila il secondo giallo e poi il rosso. In questi cinque secondi di gioco si racchiude la carriera calcistica di Alfredo: grande tecnica, potenza esplosiva, ottima propensione tattica ma con una difettosa predisposizione mentale. I suoi Mister, da Murgia a Guerriero, da Caria a Pastrello allo stesso Mariano Carta dicevano: “Alfredo non teni conca”.
    Un saluto Nanni. Grazie, grazie e ancora grazie.
    Tore Mura

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