Da Catte a Verachi, sotto il segno di Sebastiano Satta: grazie Nuoro

 

Quando mio cognato Alino mi propose di presentare “Storie di pallone in Sardegna” a Nuoro dissi immediatamente di sì senza neanche pensarci. Perché una piazza che ha lanciato campioni come Virdis e Zola, che ha dato i natali a Matteoli (perlomeno quelli anagrafici) e che ha visto giocare in epoche diverse grandi giocatori come Stellino, Chicco Piras, il portiere Canella che parò un rigore a Riva,  o più recentemente Grudina, Emerson, Festa e Oliveira, è sempre stata al centro della stima e del rispetto di tutti gli appassionati di calcio. Aggiungiamo gli annessi e connessi che hanno reso la giornata indimenticabile e il quadro è completo. Tonino Cugusi che giocava come Facchetti su e giu per la fascia (parole sue), Vannina Mulas che ha dovuto fare un corso accelerato di calcio con il fratello Stanis che sa tutto di tutti. Non sto parlando di due persone capitate ieri a Nuoro per caso, ma del direttore della bilbioteca Sebastiano Satta e del commissario del consorzio dedicato al celebre scrittore, poeta, giornalista e avvocato barbaricino cui bastò una vita breve (morì a soli 47 anni e gli ultimi li trascorse in condizioni fisiche tutt’altro che ottimali) per lasciare un segno imperituro nella nostra cultura e un esempio di altruismo nell’esercizio della sua professione. Cugusi e Mulas sono stati i padroni di casa di un piacevole incontro dedicato a “Storie di pallone di Sardegna”. Tanti protagonisti di oltre cinquant’anni di calcio nuorese hanno voluto dire la loro sul libro e mi piace ringraziarli ad uno ad uno perché tutti gli interventi sono stati fatti col cuore e per me molto gratificanti. Merito di Claudio Pintore, ingegnere nella vita di ogni giorno e appassionato di pallone da sempre, con un lungo percorso da dirigente del calcio giovanile che lo ha visto crescere nella Puri e Forti Capello, Burrai, Sirigu e tanti altri.Calciatori del passato come Catte e Lai, del presente come Verachi hanno speso bellissime parole. Quest’ultimo in particolare mi ha quasi commosso. Si dice spesso che i giovani abbiano perso il gusto della lettura, o meglio che non l’abbiano mai avuto. Mica vero. L’ex pupillo di Matteoli che fece tutta la trafila in rossoblù dall’età di 13 anni per poi debuttare in serie A a Marassi contro la Sampdoria, (lanciato da mister Allegri, mica uno qualunque), ha fatto un’analisi del libro molto accurata e quando ha confessato alla platea di sentirsi orgoglioso per essere entrato di diritto fra i calciatori citati in “Storie di pallone in Sardegna”, in realtà ha riempito di orgoglio il sottoscritto. Voglio ringraziare ovviamente i miei compagni di viaggio (anche in senso fisico intendo) Maurizio, Nino, Mauro e Ciro, che hanno deciso di dedicarmi un’intera serata in grande amicizia e allegria, così come il giovane collega e amico Matteo giunto da Olbia, e la gentilissima signora Francesca Calia, moglie di Claudio, che ci ha fatto sentire a casa con le sue deliziose crostate. Due parole infine per l’ex arbitro Gungui di Mamoiada, custode e divulgatore di episodi simpaticissimi della sua cinquantennale carriera, e per Gian Pio Porcu, personaggio spassosissimo ed inimitabile nonché ex portiere (tra le mille attività) nelle giovanili rossoblù. Dopo 50 anni ha rivisto Nino Nonnis, coinquilino nel palazzo cagliaritano di via Manzoni 6. Uno veniva da Orune, l’altro da Sindia, si conobbero e divennero subito grandi amiconi. Talvolta un semplice libro può avere anche il merito di organizzare “carrambate” inaspettate. Chi l’avrebbe immaginato!

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4 Pensieri su &Idquo;Da Catte a Verachi, sotto il segno di Sebastiano Satta: grazie Nuoro

  1. Onore a chi valorizza e custodice, in questi tempi grami, i ricordi, le tradizioni, la cultura sarda in genere. Il calcio è cultura, checchè ne dicano certi benpensanti, e l’organizzazione di queste iniziative ne è la prova. Bravi.

  2. Un vero peccato avere perduto una opportunità per essere presente a Nuoro. Un problema di salute mi ha impedito di vivere una gran bella serata di sport raccontato .Ma dal resoconto di Nanni, con personaggi conosciuti e altri meno, è come se fossi stato presente. Nuoro,la Nuorese, l’Attilia e giocatori come Stellino hanno sempre rappresentato realtà calcistiche importanti per la Sardegna. A quando una grande Nuorese ? Bravo Nanni e bravi tutti coloro che hanno contribuito a rendere indimenticabile l’incontro.,

    • Non c’è presentazione, caro Carmelo, in cui qualche intervenuto sentendo il tuo nome manchi di esprimere tutta la sua gioia per averti conosciuto. E non manca mai un aneddoto con te protagonista. Ricordi sempre piacevoli e divertenti.

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