Ciao Nenè, campione col sorriso

Quella sua cavalcata all’Olimpico da un’area all’altra per depositare sui piedi di Riva il più facile dei palloni da spingere in rete è forse il ricordo più bello che ci ha lasciato il Nenè calciatore. Con il biondo Ferrari che non riusciva a raggiungerlo nonostante dovesse semplicemente correre e non farlo con un pallone tra i piedi come il nostro Claudio. Quel giorno il Cagliari fece piangere i giallorossi e il loro allenatore Pugliese grazie anche a un’altra prodezza di Nenè che nella circostanza presentò il conto personalmente a Ginulfi dopo il gol in apertura di Greatti. Sono solo alcuni episodi di una carriera fantastica del giocatore che per tantissimi anni ha detenuto il primato delle presenze in A (311) con la maglia rossoblù. Ma ce ne sarebbero tante altre come il gol segnato da fuori area al Palermo nell’anno dello scudetto, come la rovesciata al rallentatore che ci diede un altro gol in coppa Italia contro la Ternana (era già su con gli anni e si… adagiò lemme lemme prima compiere il gesto della bicicletta che fece secco il portiere umbro); come la doppietta di tanti anni prima…. Ala destra, mezz’ala, mediano, addirittura centravanti nella Juve del 64, e fu la nostra fortuna quella strana posizione nella quale comunque fece 11 gol. Gli è mancata solo la chicca dell’esordio con la maglia giallo oro del grande Brasile di allora, ma almeno una convocazione al fianco di Jairzinho, Gerson, Tostao, Pelè e Rivelino non potrà mai cancellargliela nessuno. Come la sua simpatia, la sua bontà, il suo sguardo sempre sorridente che neanche la terribile malattia degli ultimi anni ci potrà mai cancellare. “Ragazzo, cosa fai lì tutto solo? – Mi disse un giorno al campo del Poetto mentre aspettavo di conoscere il mio allenatore – ora puoi sorridere, sei nel Cagliari, il tuo sogno si è realizzato!”.  Già, come quello che tu e i tuoi compagni ci faceste vivere nel 70.  I sogni son desideri cantava la canzoncina di Cenerentola,  poi capita che qualcuno venuto da molto lontano, Santos nel Brasile, sappia tramutarli in realtà. Ciao Claudio, e grazie.

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5 Pensieri su &Idquo;Ciao Nenè, campione col sorriso

  1. Grande Claudio mi mancherai, tra i vari ruoli Scopigno lo fece pure giocare stopper nel famoso Lazio-Cagliari 2-4 del settembre 1970, gli cambió ruolo durante la partita, il motivo? “Claudio é forte di testa e su Chinaglia mi serviva..”

  2. Era una persona buona e profondamente ingenua; nel rigoroso calcio di ieri un grande campione, di tecnica, altruismo e corsa ineusarabili, nel suburba pallonara di oggi praticamente un alieno.
    Mi ricordo sempre il motivetto che gli cantavamo all Amsicora “Nene’ cha-cha-cha” del quale andava intimamente orgoglioso, come del suo appartamento in via Sonnino o della sua auto Union bianca…
    Gli abbiamo voluto bene, fino alla fine e questo è stato reciprocamente il nostro onore.

  3. in un fine partita di non so quale anno chiamai forte dal divisorio della curva nord: “Nenè!”.
    Lui stava in tribuna, si girò e mi salutò con un gesto. Tornai a casa contento anche se magari avevamo perso.

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