Giampaolo e le amnesie offensive

La vittoria sulla Sampdoria, ancorché casuale nella forma per via della papera di Viviano (mi ha ricordato Mirante quando difendeva la maglia del Siena e fece un’altra cappellata regalando a Suazo il gol della vittoria rossoblù al 94’) , è stata ineccepibile nella sostanza. Perché il calcio ha una regoletta molto semplice: tutto quello che le squadre producono in termini di gioco deve avere un fine ultimo molto chiaro: il gol. Il Cagliari pur non impeccabile le sue brave occasioni le create, mentre della Samp non si può dire altrettanto.  E qui mi sento in dovere di aprire una parentesi che in fin dei conti potrà interessare poco ai tifosi del Cagliari, semmai agli amanti delle discussioni calcistiche. Voglio parlare di Giampaolo, una persona seria, perbene, ma che come allenatore si porta dietro gli stessi difetti del periodo in cui allenava il Cagliari. Le sue squadre praticano secondo alcuni un bel calcio, secondo me invece sono sempre delle magnifiche incompiute. Perché il loro allenatore è tanto meticoloso nella costruzione degli schemi difensivi, quanto approssimativo per non dire assente nella creazione di un gioco d’attacco. Cito tre punti notati nella gara di ieri: 1) Ho visto Quagliarella, un giocatore che ho sempre stimato e che se non più giovanissimo comunque ancora valido, annaspare fra mille maglie avversarie senza nessun aiuto dai compagni.  Se andate a vedere la sua carriera solo un anno aveva finito con la miseria di tre gol: era l’anno in cui ad Ascoli aveva avuto Giampaolo allenatore. 2) Ho visto Muriel, talento indiscutibile, sosia del mitico Ronaldo, quello dell’Inter per intenderci. Sosia non di quello che giocava, ma di quello che ha smesso da una decina d’anni, che è salito di peso di quindici chili. Ma come può un allenatore presentare un calciatore così grasso? Come può non pretendere che rimanga entro certi limiti di peso? Come può schierarlo e fare accettare la decisione ad altri professionisti che devono sedersi in panchina a guardarlo? 3) Ricky Alvarez dovrebbe essere il primo calciatore deputato a servire assist ai due sopracitati e invece che ha fatto per tutto l’incontro? Ha tirato e basta. Con una mira che Gallardo, il tanto vituperato Gallardo, non avrebbe avuto neanche se si fosse presentato ubriaco in campo. Una volta la bandierina del corner, un’altra ha sfiorato un gabbiano in volo, un’altra il tabellone luminoso nei  distinti. Avete sentito un rimprovero dalla panchina, un accenno per servire i compagni anziché fare “la dogana”? Manco per niente.  E allora perché ogni volta che la Samp le prende (ieri la quarta di seguito… ) l’allenatore si presenta nelle interviste del dopo gara con la faccia bastonata e continua a parlare di sfortuna?

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