Come fare tre gol e rimediare una figuraccia

Ogni tanto mio figlio ci riprova e io come al solito svicolo: quante volte hai visto il Cagliari giocare? Boh, dai 15 anni ai 45 ne avrò perse meno di dieci in tutto, prima e dopo potrei anche quantificarle. Bene, in questo lungo periodo prima di questo pomeriggio avevo visto il Cagliari prenderne cinque soltanto un’altra volta al Sant’Elia, ma c’era un motivo più che valido. La settimana prima avevamo perso Gigetto-nostro per sempre e anche se non lo sapevamo eravamo scioccati. Così la Roma di Liedholm maramaldeggiò e noi segnammo la miseria di un rigorino (primo gol di Virdis in A dopo un anno e mezzo di tentativi infruttuosi. Ma si sarebbe abbondantemente rifatto). Venimmo presi a pallate addirittura da una meteora, tale Walter Casaroli del Tufello, che a parte l’omonimia con l’allora numero due del Vaticano (papa Paolo VI aveva nel futuro segretario di stato Agostino  Casaroli la sua ombra) era giunto fin lì del tutto sconosciuto e tale sarebbe tornato ad essere negli anni a venire. Ma in quella squadra rossoblù non c’erano giocatori con ingaggi  come quelli odierni che vanno dai 700 mila euro al milione l’anno (parliamo di cifre nette beninteso). Ovvero da poco meno di 2000 euro netti fin quasi a 3000 al giorno!!! Nel Cagliari ben cinque giocatori della rosa viaggiano su queste cifre e uno di questi continuerà a prenderle sino alla fine dell’anno, nonostante con ogni probabilità quella di oggi rimarrà la sua ultima presenza in campo. Che vergogna ragazzi! E sì che dopo un minuto eravamo già sopra di un gol e che tutto sembrava mettersi per il meglio con il raddoppio sfiorato poco dopo. E invece un po’ questo e un po’ quello (mettiamoci anche l’arbitro Russo che per cinque minuti ha tenuto la Fiorentina in attacco fischiandole punizioni assurde), Kalinic si è trasformato nel miglior Klose dei mondiali e Bernardeschi in una sorta di eroe come lo si era spesso intuito (perché il ragazzo di stoffa ne ha sempre avuta) ma mai visto. Peccato perché dopo i 13 punti in 7 partite, l’exploit di San Siro e compagnia plaudente, bisognava davvero mettersi di buzzo buono per rovinare tutto. E il Cagliari ci è riuscito alla perfezione.  Dopo l’avvio boom la squadra ha cominciato a perdere tutti i contrasti ad arrivare seconda sui palloni, in mezzo al campo poi i nostri giocatori dovevano aver letto un cartello con la scritta “off limits” e ligi al dovere evitavano accuratamente di superarlo perché da quelle parti non ci passava davvero nessuno. Touch-screen o come diavolo si chiama quel greco che ha cambiato cento squadre se ne stava dietro, lento come l’agonia, e a proposito di lenti Rastelli non trovava di meglio che riproporre i famosi lenti a contatto (con molte diottrie c’è da aggiungere) Bruno Alves-Salamon, per la gioia del duo viola di cui abbiamo già magnificato le lodi. Di Gennaro dopo il gol deve aver pensato di essere diventato un attaccante perché di fatto andava ad affiancare i compagni in avanti. Come conseguenza il gioco del Cagliari procedeva solo per lanci lunghi dalle retrovie, quasi sempre preda della difesa toscana. Aggiungiamo in attacco il duo letargo Sau-Borriello, evidentemente caduti in catalessi con la sosta visto che già con l’Inter il primo aveva dato segnali di sonno profondo mentre il secondo per via di una condizione imbarazzante era dovuto rimanere fuori dall’undici iniziale (e non l’aveva presa bene dicono quelli informati). Borriello nel secondo tempo, anche se la frittata era ormai fatta, ha dimostrato perlomeno di avere carattere. Ma è una consolazione ben magra.

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9 Pensieri su &Idquo;Come fare tre gol e rimediare una figuraccia

    • Sì esatto: a chi ti riferisci?poi non sono d’accordo sulla condizione imbarazzante di borriello a Milano anche perché la mezz’ora che ha giocato ha dimostrato il contrario.
      Io credo che la sconfitta di oggi sia innanzitutto fisiologica né si debbano fare drammi ma sarebbe stata evitabile o perlomeno non così netta se i centrocampisti avessero fatto più quantità (concordo su Di Gennaro attaccante) ma soprattutto se Rastelli avesse capito che appena preso il 1-2 bisognava addormentare la partita sino all’intervallo senza buttarsi in avanti in maniera scriteriata rallentando i ritmi e passando la palla all’indietro (anche a costo di qualche fischio) per non rischiare altri gol, puntualmente arrivati, e poi provarci al secondo tempo
      Per un po’ ho rivisto Zeman in panchina (aiuto)

      • Concordo su quasi tutto, ma su due cose dissento. Intanto sul fatto che non si debbano far drammi e che sia stata una sconfitta fisiologica. Quattro gol in venti minuti rappresentano un crollo epocale, basta guardare le statistiche, e cinque in casa li avevamo presi quarant’anni fa. Almeno nelle proporzioni non mi sembra un ko fisiologico. Borriello a San Siro era visibilmente lento. A un certo punto ha avuto una palla sul suo piede, di quelle che in genere sbatte in rete, e non è riuscito neanche a calciarla facendosi riprendere dal terzino.

    • Sui cinque gol non è stato certo il solo responsabile, ma credo che Storari sia al capolinea. E lo penso dal campionato scorso. Poi può capitare la giornata in cui ancora fa bene, come a Bari per esempio, ma mai come per i numeri uno è necessaria la continuità.

  1. Però a giudicare dal rapido rientro dopo l’infortunio, Storari sembra godere della piena fiducia di Rastelli… Semmai mi sembra che d’ora in poi ci sarà da fare i conti con la carenza di alternative all’altezza. Con gli infortuni di Ionita, JP e Farias il numero di giocatori davvero competitivi è calato molto e così il potenziale della rosa, al punto che Pisacane – a mezzo servizio in serie B – è diventato titolare per assenza di alternative. Idem a centrocampo: i ricambi scarseggiano. Non è che sarebbe più prudente fare un investimento e prendere un paio di buoni giocatori fra gli svincolati? Se comincia, com’è possibile, una serie negativa di sconfitte, si rischia di trovarsi rapidamente nel marasma

  2. La batosta di ieri è preoccupante in quanto batosta, non in quanto sconfitta. Seguo corpore praesenti il Cagliari dal ’77 e mai, dico mai, mi era capitato di assistere ad un massacro del genere al S.Elia. Ricordo, vado a memoria, un 1-4 contro il Milan dei marziani olandesi (1-0 di Bisolone); uno 0-4 in notturna contro il Parma di Zola; lo 0-4 di due anni fa sempre contro i viola (ma creammo dieci palle gol); un altro 1-4 contro la Juve tre anni fa (mi pare gol di Pinilla). Neppure negli anni più bui, tra l’82 e l’88, ho assistito a simili debacle.
    Niente drammi, d’accordo, perchè ci dobbiamo salvare, però fossi nella società un’attenta riflessione la farei a 360°: allenatore, giocatori, atteggiamenti di alcuni. Vogliamo parlare di Borriello, che crede di essere Gesù, e manda all’inferno ogni compagno che non gli passa la palla dove, come e quando vuole lui? Vogliamo parlare di Padoin, finora poco o nulla incisivo (ma l’errore è stato considerarlo un “grande acquisto”; in realtà è sempre stato un discreto portatore d’acqua, nulla più)?. Vogliamo parlare di Isla, comprensibilmente spompato dai continui viaggi transoceanici (bisognava pensarci, in sede di mercato)? Su Storari concordo con Nanni. Lo dico con dolore perchè Marco lo stimo molto e ho trovato vergognoso l’affaire fascia di capitano. Però, bisogna guardare al pratico e non al cuore. Rafael dà maggiore affidamento. E Rastelli……già Rastelli. Anche lui, ottima persona, discreto allenatore. Ma, forse, è arrivato il momento di affidarsi ad una guida più scafata. Occhio, perchè con due-tre sconfitte si precipita a ridosso delle ultimissime.

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