Rastelli, la rinascita e quelle scoppole sospette

Il Cagliari è settimo in classifica e tutti fanno festa. Anche quelli che al suo interno volevano la testa di Rastelli e che dopo il successo di San Siro con l’Inter si erano adoperati non poco perché questo accadesse.  Non sono un grande estimatore del tecnico campano anche se, come più volte ho scritto, una volta appreso da Giulini che non avrebbe confermato Festa dopo la retrocessione di due anni fa (nonostante i 13 punti in 7 partite ), ero stato io stesso a fargli il suo nome, ritenendolo sulla piazza il più profondo conoscitore della B (oltre 500 partite da giocatore, oltre alle  due stagioni in panchina con l’Avellino). Non rivendico nessun merito sulla scelta, ma un fatto è certo. Quando lo suggerii, il presidente navigava su nomi impossibili come Ranieri, Guidolin, Ventura (che da buon mercante genovese approfittò dell’offerta per farsi aumentare l’ingaggio da Cairo nel Torino). Ma questa è storia vecchia, così come è storia vecchia che nonostante il primo posto ottenuto in B, Capozucca fino all’ultimo abbia cercato di convincere  Giulini a cambiare tecnico per portare Gasperini (che poi avrebbe scelto Bergamo). Non so dire perché il presidente non abbia dato retta al suo diesse, so però che la conferma di Rastelli per il numero uno del Cagliari e della Fluorsid  non è stata una scelta convinta. Basti pensare che nonostante la promozione non gli ha aumentato l’ingaggio limitandosi a confermargli piu’ o meno le stesse cifre della serie B (e per quanto sembri la norma, nel calcio non succede mai). Ma se questa può essere una scelta risparmiosa del presidente, non lo è stata sicuramente quella di far firmare contratti doppi, per non dire tripli a diversi giocatori che sul campo non hanno poi fatto la differenza. Giulini così facendo ha depotenziato il suo allenatore che di fatto si trova a dover combattere nello spogliatoio ogniqualvolta  toglie dall’undici titolare qualcuno dei più pagati. E se questo avviene scatta la rappresaglia, e così si spiegano le inopinate scoppole contro Fiorentina e Lazio. O penserete che davvero una squadra come il Cagliari possa prendere  nove reti in due partite contro avversari non trascendentali?  Se credete che siano solo fantasie guardate i precedenti.  Il Cagliari in serie A gioca quest’anno il suo 37° campionato, in totale ha giocato finora 1227 partite più lo spareggio con il Piacenza del 97. Bene, date uno sguardo a tutte le volte che ha preso cinque gol (pure sei un paio di volte) e vedrete che eccetto qualche caso le cinquine sono quasi sempre andate di pari passo con le fronde dello spogliatoio per il cambio dell’allenatore. Spesso con il beneplacito della società.  Dai tempi di Chiappella  per proseguire con Radice, fino a Sonetti, Ballardini e allo stesso Allegri che poco prima dell’esonero rimediò una cinquina col Genoa.  Il Cagliari oggi è settimo e la vittoria col Palermo sembrerebbe aver ricomposto il tutto. Rastelli ha una media punti che i suoi predecessori Ranieri e Ventura si sognavano, eppure la situazione è tutt’altro  che tranquilla. Spero di sbagliarmi, ma se prima facevo solo il tifo per il Cagliari adesso lo faccio anche per il suo allenatore. Anche se per la A non l’avrei consigliato.

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22 Pensieri su &Idquo;Rastelli, la rinascita e quelle scoppole sospette

  1. Continuo a non vedere Restelli nel futuro del Cagliari e da quello che dici mi convinco sempre di più. Però merita a questo punto grande rispetto e anch’io mi schiero a suo favore.

  2. Nanni, lo scenario che disegni è molto inquietante. Sono un semplice e sempre presente tifoso, non ho le tue informazioni, quindi non mi permetto di confutarle. Secondo me Rastelli è un discreto-buon allenatore, che bada al sodo (cioè a fare punti); direi un piccolo (molto piccolo, si intende) Trapattoni. Non si cura più di tanto di inventare chissà quale modalità di gioco, punta molto sull’unità dello spogliatoio e si affida ai giocatori più importanti per reggere la baracca.
    Certo, la società gli ha messo nello spogliatoio dei tipetti da maneggiare con molta cura (per non fare nomi, Borriello), che, alla prima contrarietà (leggasi panchina) lo mettono in croce. Se questo è stato fatto scientificamente per far saltare l’allenatore prima o poi, sarei molto deluso da Giulini, che credevo fosse e spero sia ancora una persona seria. Tanto sarebbe valso non confermare Rastelli la scorsa estate. Anche perchè, ammesso che Rastelli verrà cacciato (e spero proprio di no, perchè vorrebbe dire che il Cagliari entrerebbe in crisi nera), vorrò proprio vedere chi metterebbero in panca.
    Propongo Zeman. Se proprio vogliamo ritornare in serie B, almeno ci divertiamo…………
    Saluti

  3. Formazione contro la Fiorentina: Storari; Pisacane; Salamon (Capuano al 13’ s.t.); Alves; Murru; Isla; Tachtsidis (dal 17’ s.t. Barella); Padoin; Di Gennaro, Borriello; Sau (Melchiorri dal 23’ s.t.).

    Quali sarebbero i big rimasti fuori?

  4. La domanda che molti si fanno in realtà é chi é il puparo che agisce dietro le quinte per manovrare le scelte societarie. Nuovo gruppo di potere e juventino che vuole imporre la sua leadership? Probabile. Ma la vicenda storari ha dimostrato che per il momento é stata sconfitta da chi non si rassegna ad aver meno potere. Ma grazie al nano ultras e il venditore di orologi e il loro ascendente sulla feccia peggiore dei tifosi sperano ancora di comandare. Come del resto hanno fatto negli ultimi anni. Non ci riuscirono solo con allegri. Ma ci provarono fin dall’inizio!

        • I miti degli sconvolts e dell’epica che racconta la storiella del giocatore attaccato alla maglia. Sono loro e altri 2 o 3 che decidevano allenatori (a volte anticipati da Cellino).

          • Si, non penso di avere difficoltà a capire chi sia il nano mito degli sconvolts. Ero solo un po’ interdetto sulla locuzione “venditore di orologi” che ancora non mi è chiara. Però non capisco se ti riferisca a situazioni passate o situazione attuale. Ovvero se queste figure siano mitiche e ricorrenti, ogni volta con interpreti diversi, o siano specifiche del periodo celliniano. Perché a questo punto tanto vale fare i nomi pubblicamente e venire allo scoperto. Altrimenti che senso ha parlarne così?

  5. Il contratto di Rastelli ,biennale ,prevedeva 100 o 200.000 €uro in più in caso di promozione e non sembra che la società si sia tirata indietro ,anzi .Giulini e Capozucca hanno sempre proclamato la fiducia più totale nel tecnico . Insomma ognuno sta facendo la sua parte.Rastelli e la squadra ,unita più che mai,hanno finora raggiunto tutti gli obiettivi:dovevano tornare in serie A e lo hanno fatto addirittura vincendo il campionato di B .Per quest’anno l’obiettivo era una salvezza tranquilla con il raggiungimento della quota 40 punti cosa che il Cagliari sta perseguendo con efficacia e applicazione e anche con qualche giornata esaltante. L’articolo in questione mi sembra una vile porcheria volta alla destabilizzazione della squadra e della società, un piano i cui contorni esatti un po’ ci sfuggono ma forse non è un caso che oggi ci fosse anche un importantissimo appuntamento in consiglio comunale che riguardava lo stadio anche se poi non è stato discusso.
    Vergogna!

      • non so cosa lei voglia sottolineare , probabilmente il fatto che a me e ai commentatori precedenti i contorni esatti del suo piano ” ci sfuggono” ? non abuso del pluralis maiestatis e non mi interessa se lei frequenta a no le aule consiliari , leggo solo quello che scrive.

        • Mi sembra sia stato lei a scrivere “un piano i cui contorni esatti un po’ ci sfuggono ma forse non è un caso che oggi ci fosse anche un importantissimo appuntamento in consiglio comunale che riguardava lo stadio anche se poi non è stato discusso.
          Vergogna!”

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