Aspettando i blitz di mercato il Cagliari scopre i promossi nell’Olbia

In attesa dei colpi “veri” sul mercato, può essere interessante dare uno sguardo a quello che il Cagliari possiede praticamente in  casa, ovvero ad Olbia,  dove tanti giocatori cresciuti nel suo vivaio hanno contribuito alla salvezza dei bianchi in serie C. Detto su queste pagine di Ragatzu e ricordato il ritorno di Cossu che coronerà il sogno di chiudere la carriera in rossoblù, non sono comunque pochi quelli che potrebbero ambire al rientro nella rosa rossoblù. Magari non per giocare titolari (almeno inizialmente), ma per essere inseriti nel gruppo delle riserve cui l’allenatore Rastelli potrebbe attingere nel corso della lunga e impegnativa stagione. Sarebbe la chiusura del cerchio fortemente voluto dai disegni societari che hanno investito risorse nella gloriosa società gallurese proprio per far maturare i propri giovani e poterli inserire gradatamente in serie A. Va detto subito che i due forse più promettenti fra quelli che l’anno scorso hanno fatto esperienza in serie C in prestito, cioè il talento Murgia (1997) centrocampista-mezza punta, e il tignoso mediano Tetteh (1999) che bene impressionò l’anno scorso in un’amichevole estiva contro l’Amburgo prima di essere trasferito, non  hanno avuto un impatto forte al loro primo campionato da professionisti. Le 13 presenze sommate da ciascuno non giustificano quindi un ritorno immediato alla base ma almeno un’altra stagione di maturazione. Due che invece non sono più dei ragazzini e che sembrava avessero perso il treno buono per il Cagliari potrebbero ritrovarlo. Sia il difensore Dametto (1993) con 33 presenze e 1 gol, che il centrocampista Piredda (1994) 31 presenze e 5 gol, hanno confermato quanto di buono si sapeva sul loro conto. E che solo per una serie fortuita e sfortunata di coincidenze non avevano potuto mostrare (Dametto in C aveva fatto bene sia a Prato che con Lumezzane e Reggiana), Piredda nelle varie esperienze con Ternana, Como e Siena tra B e C aveva subito una marea di infortuni che gli avevano fatto perdere annate intere. Una buona stagione l’ha trascorsa anche il centrocampista Muroni (1996) dopo la parentesi nel Tuttocuoio (stessa squadra dove ha giocato un anno Deiola). Quest’anno ha giocato con continuità (32 presenze e 1 gol) e con buona personalità. Fra i tanti ragazzi arrivati negli ultimi due anni dal vivaio dell’Inter quello che ha sempre destato una buona impressione è l’esterno basso Cotali (1997) con 35 presenze. Non l’aiuta l’altezza, come del resto all’altro esterno, l’oristanese diciannovenne Pinna (32 presenze) anche lui promosso. Ma a pensarci bene neanche Barreca è un marcantonio eppure  si è saputo imporre in serie A. Come cifre non è andato male neanche l’attaccante Capello (1995) con 34 presenze e 8 reti segnate, ma sotto il profilo del carattere non ha ancora fatto quel salto di qualità che l’etichetta di miglior ’95 ricevuta ai tempi della Primavera col Bologna (e per la quale l’aveva acquistato l’Inter) aveva lasciato presagire.

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