Barella alla Juve non è fantacalcio: è l’unico 97 della Under 20 titolare in A

Domanda: perché la Juventus dovrebbe essere interessata a Barella? Risposta: perché nel miracolo dell’Italia  Under 20 classificatasi terza ai mondiali è stato l’unico titolare in serie A  fra i calciatori impiegati dal tecnico Evani (e purtroppo la sua avventura è finita dopo la seconda gara per via dell’infortunio). E siccome la Juve oltre al mercato per i rinforzi immediati ne conduce ormai da anni uno parallelo per portarsi a casa i migliori talenti in prospettiva, ecco che non bisogna meravigliarsi delle richieste bianconere per il talento cresciuto nella scuola calcio Gigi Riva e passato ancora bimbo in quella rossoblù. Barella peraltro vedrà la sua quotazione elevarsi a livelli altissimi quando oltre a confermarsi come moto perpetuo dotato di buona tecnica, riuscirà ad unire qualche gol alle sue prestazioni.In tal senso un po’ di addestramento al tiro non gli farebbe male. Perché no, anche al vecchio muro come usava un  collaboratore di Giagnoni nel Torino, mister Ussello, con un certo Paolino Pulici che sarebbe poi diventato Puliciclone. Del resto anche Nainggolan per citare uno ben noto al popolo rossoblù, fino a quando non ha imparato a trovare il gol (e questo è un merito di Spalletti che gli ha spostato il raggio d’azione) non aveva raggiunto l’attuale siderale quotazione. Detto quindi che la Juve ha puntato Barella, cosa potrebbe offrire in cambio oltre ai soldini? I nomi che sono entrati nella discussione fra i dirigenti delle due società riguardano tre coetanei di Barella, tutti classe ’97, nonché compagni del rossoblù nella nazionale Under 20. Il regista Mandragora, che quest’anno ha sempre scaldato i sedili di panchina e tribuna strappando ad Allegri appena 4 minuti contro il Genoa, proprio la squadra che lo fece debuttare a 17 anni  in A (guardacaso in un vittorioso incontro con la Juve). Mandragora l’anno scorso giocò 26 volte a Pescara in B ma ad essere sinceri nonostante le ottime referenze ha un passo ancora un po’ troppo compassato per giocare nel campionato dei grandi. Più pronti sembrano il centrocampista Cassata, quest’anno titolare ad Ascoli in B, e il centrale di difesa-mediano Romagna, ex capitano della Primavera di Grosso che quest’anno ha sprecato buona parte del campionato bellamente ignorato da Boscaglia a Novara fino a gennaio e da Brocchi a Brescia in seguito. A dargli fiducia, abbondantemente ripagato, è stato invece il tecnico Cagni che sempre a Brescia ha conquistato una salvezza in cui nessuno fra tifosi e dirigenti delle rondinelle sperava ormai più (e infatti il giorno dopo la fine del campionato è stato subito mandato a casa a vantaggio del citato Boscaglia. Potere dei procuratori che contano). Ma Barella avrebbe interesse a fare la fine di Mandragora nella sterminata rosa bianconera? Magari potrebbe rimanere un altro anno a Cagliari, oppure i bianconeri potrebbero girarlo per un anno in prestito ad una squadra con dichiarate mire di qualificazione europee. Per esempio la Lazio, perché no? E infine, al Cagliari tutto questo converrebbe? Ovviamente dipende dalla quotazione che si riuscirebbe a strappare e soprattutto alla formula con cui arriverebbero i giovani di cui sopra. Il semplice prestito come si è visto anche nel recentissimo passato, non servirebbe a nient’altro che a  valorizzare giocatori altrui.

 

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