Borriello rinnova ma il mistero rimane: un biennale o un anno più opzione?

I patti erano chiari: al raggiungimento dei risultati il rinnovo è automatico. E per Borriello i risultati sono arrivati, niente da dire. Ma allora perché dopo tanti incontri tra società e agente del calciatore l’annuncio ufficiale tardava ad arrivare e quando è giunto stamattina continua ad ammantarsi di un alone di mistero? Semplice, da un lato il Cagliari si atteneva agli accordi e proponeva una stagione alle cifre e ai bonus dell’anno scorso (quando la base era 700 mila euro e i 20 gol fruttarono altri 600 mila euro all’attaccante), dall’altra il procuratore D’Amico cercava di ottimizzare il buon rendimento del suo assistito chiedendo non uno ma due anni di contratto. E la differenza non era poca cosa. Perché Borriello a giugno ha compiuto 35 anni e non è più un giovincello. Non poteva più pretendere quadriennali da 4 milioni e mezzo l’anno come ai tempi della Roma, ma giustamente intendeva ottimizzare la vena del gol ritrovata. Il Cagliari nicchiava anche perché la scelta di fondo dell’anno scorso all’interno della società non era stata pienamente condivisa all’inizio, e il maggiore sponsor dell’ingaggio del giocatore, l’allora diesse Capozucca che lo aveva avuto a Genova e garantiva per lui, oggi non c’è più. La questione, capirete, non era di lana caprina, anche se c’era un precedente piuttosto recente che spingeva l’ago della bilancia a favore della richiesta dell’entourage del giocatore. Ed era l’esempio di Luca Toni. Il campione del mondo, tornando dall’esilio dorato del Qatar, nell’agosto 2012 firmò a 35 anni un contratto con la Fiorentina. Molti credettero che le 8 reti poi realizzate alla corte di Montella, che allora guidava i gigliati, rappresentassero un canto del cigno, ma l’attaccante cresciuto a Serramazzoni non aveva alcuna intenzione di smettere e, smoccolando con l’allenatore che gli aveva lasciato poco più dello spazio concesso negli ultimi anni a Totti da Spalletti, rimase in serie A. Passò alla matricola Verona segnando la bellezza di 20 reti a 36 anni nella prima stagione, e addirittura 22,  con 37 primavere sulle spalle nella seconda. Impresa che gli permise perfino di vincere il titolo di capocannoniere del campionato a pari merito con l’interista Icardi che aveva 16 anni meno di lui! Oggi il sito ufficiale della società ufficializza la permanenza del giocatore nel Cagliari – ed è ovviamente la notizia più importante – ma annuncia sia il rinnovo biennale che il contratto di un anno con opzione per il secondo. Il mistero su chi abbia vinto il braccio di ferro tra D’Amico e la società è destinato a tenerci avvinti. O a persi.

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