14 gol in 10 partite per festeggiare i suoi compleanni: auguri Gigi Bomber!

C’è la doppietta al Venezia di Mancin nel  ‘66, per il secondo 4-0 casalingo consecutivo dopo quello al Bologna, nel primo anno di Scopigno allenatore e del record di imbattibilità iniziale di Reginato. Un’altra doppietta al Milan l’anno seguente servì per pareggiare 2-2 contro il Milan che si sarebbe laureato campione d’Italia (in porta Belli, Limbiate 1944, e in panchina Cudicini acciaccato). Nel ‘68 invece realizza un gol in trasferta, ma vale doppio perché sarà anche quello decisivo per la prima storica vittoria in casa della Juventus. Rimonta Riva-Boninsegna dopo il vantaggio iniziale di Haller. Nel ‘69 la tripletta al Galles per il 4-1 che scatena gli 80mila dell’Olimpico nel coro Riva-Riva-Riva durato sei minuti di orologio. Salta il ‘70 grazie a un regalino di Hof, ma nel ‘71 ricomincia con un’altra doppietta al Napoli (2-1). Nel ‘72 fa secco Ginulfi della Roma (2-2) e nel 1973 realizza un’altra doppietta contro il Milan, stavolta a San Siro. Aveva mangiato più spinaci del solito quel giorno, perché segnò di testa con un siluro da fuori area e oltre alle due reti esplose dai trenta metri un sinistro che William Vecchi (suo futuro compagno in rossoblù) respinse con la coscia. La palla tornò indietro sino a centrocampo tra gli ooohhh!!! di meraviglia dei tifosi e il portiere rimase con un livido violaceo per tre settimane. Salta il ‘74 e nel ‘75 suo ultimo campionato, saluta i tifosi del Vesuvio con un gol al San Paolo. Era il Napoli champagne di Vinicio che per qualche mese cullò il sogno scudetto, e che quel giorno si impose per 3-1. Ma Gigi gli aveva messo paura portando in vantaggio il Cagliari e battendo Carmignani con una punizione insolita per lui. Anziché la consueta bomba di collo a cinque centimetri da terra, una rasoiata di interno sinistro a eludere la barriera per infilarsi nel palo lontano dal portiere.  In prossimità del suo compleanno il Bomber non ha mai lesinato i festeggiamenti sul campo (non che per San Terenzio o Venceslao fosse diverso peraltro). Peccato che la domenica del 1965, che cadeva proprio il 7 di novembre, coincidesse con una sosta per la nazionale (e lui ancora non ci giocava con continuità), per il resto, eccetto due assenze per infortunio, nei giorni immediatamente precedenti o successivi al compimento degli anni, Gigi Riva ha sempre siglato da par suo. Facendo due conti: 10 partite 14 gol, roba che solo un extraterrestre come lui poteva realizzare. Sì, capisco l’obiezione, contro il Napoli, nell’unico giorno in cui ha giocato proprio il 7 novembre (parlo di serie A o nazionale), l’almanacco e le cronache assegnarono a Pogliana, suo ex compagno del Legnano, un autogol. Per cui il gol sarebbe solo uno. Ma per i regolamenti di oggi quella rete gli verrebbe attribuita, per cui fatevene una ragione. E poi era il debutto in serie A di Oreste Lamagni che si fece scappare Manservisi andato a segno sul 2-0, quindi in qualche modo bisognava stare all’erta. Auguri Gigi, oggi sono 73, da 44 anni sei il miglior bomber di sempre in azzurro. Per altri mille almeno continua a farci sognare come hai fatto finora.

 

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